Linea d'ombra - anno XV - n. 126 - giugno 1997

I e strategie della paura La paura può svolgere una funzione adattiva nei confronti della realtà, è un segnale che mette in guardia dal pericolo e mette in moto dei comportamenti più razionali e consapevoli. La paura, contenuta all'interno di una soglia ottimale, svolge una sua funzione importante e non va rintuzzata di per sè: bisogna invece lavorare sui suoi estremi, beneficio per le politiche sulla sicurezzasia sanitaria che di ordine pubblico. Interpellare le politiche sociali e sanitarie per produrre più cure ed assistenza,più prendersi cura, significa anche produrre più integrazione sociale, più sicurezzaper la città e più solidarietà. In un contesto invece confusivo, di disordine, di afflizione e di paura avviene esattamente il contrario. Lesemplificazioni sull'Aids e col pretesto dell'Aids sono sempre in agguato e rimane valida l'indicazione manzoniana: "non c'è niente di più facile che un argomento semplice e disadorno per confondere gli ignoranti". L'ECCESSODI PAURAELERICADUTESULLA SESSUALITA' L'eccessodi paura annovera tre tipi di ricadute sulla sessualità, che è opportuno differenziare. In primo luogo la paura dell'Aids genera comportamenti bloccati ed inibiti, interferendo tra il desiderio e la sua realizzazione. In seconda istanza la paura dell'Aids tende a far convergere sulla infezione comportamenti e problematiche personali, che trovano, quindi, nell'Aidsuna rappresentazione, uno strumento, un "appiglio" altrimenti non reperibile. In terzo luogo l'Aids svolge una funzione di copertura (di "razionalizzazione" nella terminologia psicologica) e di paradossale appoggio per una sessualità diversa. La sessualità "diversa" non vuole essere connotata negativamente, tutt'altro: si pensi solo quanto l'AIDS possa favorire tendenze dissociative in atto tra la sessualità da una parte e l'affettività dall'altra. Addentriamoci all'interno delle tre questioni. I COMPORTAMENTI D RITIRO E DI CHIUSURA Un primo aspetto positivo della ricaduta dell'AIDS sui comportamenti sessuali è la problematizzazione che comporta rispetto alla scelta del partner, la sua "sicurezza", non solo sanitaria, la sua affidabilità. L'AIDSintroduce un momento di indugio importante, crea uno spazio aggiuntivo di riflessione e di pensiero rispetto all'agito sessuale, là dove ciò non nasconde elementi di coazione. Potremmo anche tentare di coglierne alcuni indicatori, l'influenza su alcuni fenomeni: l'età del primo rapporto sessuale, il numero di aborti e gravidanze indesiderate, la diminuzione del numero di partners sessuali, la vendita dei profilattici. Ma al di là di questi aspetti più generali, sul piano delle sofferenze individuali la domanda può essere così formulata: cosa succede là dove il timore e la paura dell'infezione si coniugano con difficoltà di ordine relazionale, con inibizioni comportamentali, o anche solo con le "normali" problematiche evolutive di tipo adolescenziale? Ebbene l'Aids rischia di rafforzare, staticizzare, cronicizzare tutte queste difficoltà. li che significa un'ulteriore diminuzione del comportamento di ricerca, una minore "imprenditorialità" relazionale, la quasi cessazionedella sperimentazione sessuale, con un rifugio eccessivo e compensativo nella masturbazione. L'Aids fornisce una giustificazione, un completamento • ideologico di una visione fatai-pessimistica del mondo, a copertura di un atteggiamento depressivo di fondo, chiudendo il cerchio, in ricaduta a spirale negativa, con la bassaautostima e la scarsa fiducia in se stessi. Ma nel cerchio, sempre più stretto ed insopportabile, si sta male, ed ecco il tentativo di spezzarlo con delle soddisfazioni laterali e compensative: l'uso e l'abuso di droghe leggere o legali, dai derivati della cannabis all'alcool. L'osservazione clinica ci dice della stretta associazione tra l'isolamento e l'uso di sostanze: con le quali si tenta di difendersi dalla solitudine, ma il cui esito è potenziarla. Un giovane alcolista diceva: "lo non sono contro il mondo, semplicemente non lo voglio incontrare". Ladelusione ha il sopravvento sulla capacità di relazione: comporta il ritiro dal compito evolutivo della ricerca e della sperimentazione sessuale, accompagnato dall'illusoria compensazione dell'uso e abuso delle sostanze.

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