Di ritorno dal dissenso cognizione di causa perché durante i 12 mesi di detenzione nella "Matrosskaja Tisina" mi hanno cambiato di cella dieci volte, e durante il trasferimento al confino ho visto altre 8 prigioni, dove ho incontrato milioni di persone. Ogni volta che questi detenuti venivano a sapere che ero stato condannato per calunnia al potere sovietico, mi cedevano i posti migliori ed erano soddisfatti di trovarsi con una persona contraria ai comunisti. Tutto il paese alla fine degli anni Ottanta odiava il comunismo, compresi i detenuti, che erano persone semplici, ma che avevano comunque almeno un'istruzione elementare se non superiore e spesso si trovavano in carcere per delitti commessi sotto i fumi dell'alcool. Quanto alla storia del Gulag, per ciò che riguarda quello stalianiano penso che sia già stato detto tutto da Sol'ienicyn nell'Arcipelago Gulag Lacreazione di quegli enormi lager, l'uso di manodopera gratuita fornita dai deportati, trattati come schiavi e morti mentre costruivano ferrovie impraticabili e canali inadatti alla navigazione: si sa che il lavoro dello schiavo non dà mai buoni frutti. Ma era allettante per il potere l'idea di edificare senza la minima spesa, neppure per il cibo. Nei lager vigeva un regime terribile, crudele e assurdo - vi sono passate milioni di persone innocenti. Ai tempi di Breznev, quando dopo il disgelo kruscioviano riapparve il Gulag, i lager per detenuti politici erano ormai pochi: nella Mordovskaja oblast', dove ai tempi di Stalin erano detenute le mogli dei nemici del popolo e dove fu rinchiusa anche mia madre, a Perm, negli Urali, e da qualche altra parte. li regime era piuttosto duro, lo so non per esperienza diretta, ma dai racconti di alcuni amici. I detenuti non erano addetti più al taglio del bosco, come sotto Stalin, ma lavoravano in fabbriche all'interno dei lager, il che potrebbe far pensare a una vita meno faticosa, ma non era così. li cibo era pessimo, e si potevano ricevere pacchi da casasoltanto una o due volte all'anno, a seconda della durata della pena. Nei lager staliniani invece i detenuti non subivano limitazioni sul numero di pacchi da ricevere, se non fosse stato così, non sarebbero sopravvissuti. Nei lager brezneviani per motivi futili veniva tolto il permesso, in teoria ottenibile ogni sei mesi, di incontrare i propri familiari o di ricevere un pacco: le guardie cercavano di dominare e controllare i prigionieri con il ricatto. La situazione attuale del Gulag, cioè dei luoghi di detenzione, è descritta con dati precisi nel libro pubblicato anche in inglese dall'associazione di Abramkin: Va/eri} Fedorovic Abramkin Poiski Vychoda. Prestupnost', ugolovnaja politika, mesta zakljucenija, Moskva, Prava celoveka, 1996. Ormai nel nostro paese non ci sono più detenuti politici, ma solo delinquenti comuni, e la situazione nelle carceri, come ho già ricordato prima, è terribile, perché tutti questi luoghi di pena che sotto il potere sovietico erano sovvenzionati, anche semiseramente, dallo stato, oggi si devono autofinanziare, ma non c'è modo di compensare le spese, perché nei lager non c'è più lavoro. Che co60 pen6a del 6U0pae6e. c'è una 6peranza per il uuturo? L'arrivo in Italia, sulle sponde del Mar Mediterraneo, dove mi aspettava una conferenza sull'epos moderno, sul terribile epos del XX secolo, mi ha fatto ripensare all'Iliade e all'Odissea. Quei terribili fatti ci appaiono oggi, dopo un millennio, soltanto come un'avvincente leggenda di altri tempi - guerre, eroi, vittorie e sconfitte - la storia di un eroe, il suo lungo cammino, disseminato di avventure non soltanto piacevoli, ma anche terribili e drammatiche, verso la sua Itaca natale. E finalmente il ritorno a casa, dove regna un incredibile scompiglio, dove spadroneggiano indisturbati i Proci. Oggi in Russiasta succedendo qualcosa di simile. Stiamo ritornando a casa dopo lunghi anni di un regime sanguinario, che ha causato la morte di milioni di vite, di nostri parenti, amici, conterranei. Questo ritorno a casa è stato lungo, terribile e tragico, e ora che siamo tornati abbiamo trovato la nostra casa nel più completo abbandono: i "Proci" fanno a pezzi il corpo della nostra patria e ci aspetta ancora un lungo lavoro pieno di incognite, una lotta per la ricostruzione della nostra casa. Era allettante per il potere l'idea di edificare senza la minima spesa, neppure il cibo. Nei lager vigeva un regime terribile, crudele e assurdo - vi sono passate milioni di persone innocenti.
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