Di ritornodal dissenso Abramkin è responsabile di una trasmissione radiofonica "Oblaka" (Nuvole) che va in onda una volta alla settimana. Anch'io vi collaboro di tanto in tanto come redattore: si danno aggiornamenti sulla situazione nei luoghi di pena e si leggono le lettere dei detenuti, a cui fanno seguito da parte degli ascoltatori risposte, aiuti concreti di tipo materiale, medico e legale. Ci sono anche molte altre associazioni che come queste cercano di porre le basi della società civile, visto che è l'unico modo per opporsi all'indifferenza dello stato che non può o, più probabilmente, non vuole occuparsi di questo. Lei ha viMuto dall'interno la diMidenza: come 6i preMntava queMo gruppo negli anni Ottanta. era compatto oppure rivelava divergenze al 6UOinterno? I rapporti tra i dissidenti rispecchiavano i rapporti che intercorrono solitamente tra gli esseri umani, tanto più che i dissidenti erano persone complesse e quindi spesso non facili nei rapporti interpersonali, ma questo non intaccava la loro attività. Esistevano dei contrasti di principio che però si appianavano nei momenti di solidarietà tra persone che sapevano di essere sempre alla vigilia di un arresto, se non di una eliminazione definitiva. Per quanto riguarda le linee di pensiero diverse bisogna ricordare che il movimento dissidente non è mai stato politico, i suoi interessi hanno sempre riguardato i diritti civili, la libertà, il rispetto della costituzione, per cui gli anni Sessanta,Settanta e Ottanta non sono stati segnati da particolari attriti politici. C'erano alcune organizzazioni marcatamente nazionalistiche caratterizzate perfino da un certo antisemitismo, ma non c'entravano con il grosso della dissidenza, che nelle situazioni difficili, come potevano essere per esempio le perquisizioni, era comunque pronta a prestare il proprio aiuto. Però tra i diMidenti dell'emigrazi.one abbiamo aMi6tito a veri e propri conulitti? Questo riguardava l'emigrazione. Gli emigrati si trovano in una situazione innaturale, in un paese con sì e no qualche decina di conoscenti e i litigi erano spesso provocati da contrasti puramente personali. È sempre stato così nella prima, nella seconda e nella terza emigrazione per non parlare del secolo scorso quando tra esuli russi si stabilivano spesso rapporti molto tesi. Qual è la 6Ua opinione riguardo alle que6tione religio6a in RuMia? Di nuovo ci troviamo di fronte a un problema complesso. La situazione religiosa è sempre stata molto difficile perlomeno durante il periodo sovietico. Negli anni Sessantae Settanta parte dell'intelligencija si sentì attratta dalla Chiesa, ci fu chi si convertì e chi fece ritorno alla religione. Si può parlare anche in questo caso di una specie di dissidenza, dato che chi abbracciava la fede ortodossa, non era visto di buon occhio dalle autorità. In quegli anni uscì in samizdat parecchio materiale di tematica religiosa e teologica. Ogorodnikov aveva fondato un seminario cristiano-ortodosso, che pubblicava un proprio giornale, e che in seguito fu la causa del suo arresto. Anche oggi, nonostante la libertà, la questione religiosa appare complessa sebbene per altri motivi. Il problema è che la nostra gerarchia ecclesiastica nel periodo sovietico era legata a doppio filo con il potere, che controllava molto seriamente la Chiesa percependola come una potente opposizione spirituale al regime. Quindi capitava che i vescovi fossero dei non credenti, "eletti" dal Kgb: questa è una delle tragedie della chiesa russa, perché i credenti, nonostante sapessero di questi "falsi" vescovi, frequentavano ugualmente la chiesa sorretti dalla propria fede, senza giudicare i responsabili. Attualmente numerose chiese sono state restaurate e riaperte al culto, il numero dei credenti si è accresciuto considerevolmente e non solo a Mosca, però la Chiesapurtroppo non è indipendente, perché le sue gerarchie sono legate al potere, un tempo era quello comunista e oggi è quello democratico, il che non può che influenzarla negativamente. Uno degli aspetti peggiori, di cui è perfino difficile parlare, è l'antisemitismo che prospera proprio in questi luoghi di culto. L'intelligent o il visitatore casuale ne rimane stupito e prova immediatamente una certa repulsione. In molte parrocchie escono giornali incredibili che scrivono degli ebrei cose che ormai nessuno neppure pensa, per esempio degli assassinii rituali. Tutto ciò disonora la chiesa agli occhi dei non credenti e respinge i veri credenti. È un problema serio perché la Chiesa è un organismo che non può essere cambiato dall'esterno, soltanto l'arrivo di sacerdoti nuovi potrebbe mutare qualcosa; a Mosca ci sono persone in gamba nel clero, ma poche e per loro è molto difficile affermarsi. Che co6a l'ha 6pinta a convertini? Ho spesso risposto a questa domanda perché a tutti sembra strano che ormai adulto, avevo 47anni, abbia deciso di battezzarmi e convertirmi alla fede ortodossa, mentre io l'ho percepito come un passaggio naturale. Io sono cresciuto nella tradizione della cultura russa che è cultura ortodossa, è costruita sull'ortodossia - la tradizione russo-ortodossa è ben presente nella cultura russa. Visto che io come scrittore russo
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==