Linea d'ombra - anno XV - n. 126 - giugno 1997

• Il IProbtema La situazione delle carceri oggi in Russia è insostenibile, perfino peggiore di quanto non fosse sotto il regime sovietico sua visita a Mosca, ha visitato !'"Isola della speranza" e ha espresso la sua stima per questa iniziativa. Però recentemente è successoun fatto spiacevole: gli organi amministrativi del quartiere e le varie organizzazioni mafiose hanno adocchiato questo palazzotto, visto che ora i prezzi delle abitazioni sono molto elevati a Mosca, e hanno tentato in tutti i modi di impadronirsene, cercando tutti i pretesti e gli appigli per dimostrare che non erano state compiute tutte le formalità necessarie, nonostante Ogorodnikov avesse il permesso firmato dal sindaco Lushkov, e ostacolandone la messa in regola definitiva. Edecco che due mesi fa la casa ha subito un attacco banditesco, probabilmente ad opera dell'Omon, i reparti speciali delle forze dell'ordine, che hanno fatto irruzione nella casa, perquisendo tutte le stanze senza presentare nessun mandato, obbligando le ragazzine a salire sulle camionette e distribuendole nei vari orfanotrofi della città, dove sono state rasate a zero e trattenute per 12 ore senza cibo. A seguito di questo fatto Ogorodnikov ha cercato di trovar loro una nuova sistemazione: in famiglia oppure, per le ragazzecredenti, in monastero. Levarie associazioni per i diritti dell'uomo (il gruppo di Helsinki, di Abramkin, Memoria! ecc.) si sono battute per impedire la distruzione di questa casa d'accoglienza: per il momento è tutto sospeso e non si sa ancora come andrà a finire. Una seconda associazione è l'ormai famoso Memoria!, i cui membri (non solo ex-detenuti politici, ex-dissidenti, ma anche molti giovani) si occupano della raccolta e dello studio degli archivi nei luoghi più disparati: dopo l'apertura degli archivi del Kgb hanno raccolto il materiale per scrivere una storia della dissidenza. Inoltre sono attenti alle situazioni drammatiche presenti nel nostro paese quali il NagornyjKarabak o la Cecenia: vanno sul posto, raccolgono testimonianze, materiali, e li pubblicano. Un altro ex-dissidentè, Valerij Abramkin, reduce da lunghi anni di lager sotto il potere sovietico, dirige l'associazione che si occupa della riforma carceraria ed è collegata con tutte le prigioni e i lager del paese. I suoi membri si recano nei vari luoghi di detenzione, si informano sulla situazione dei detenuti, cercano di alleviarne l'esistenza. Lasituazione delle carceri oggi in Russia è insostenibile, perfino peggiore di quanto non fosse sotto il regime sovietico, si potrebbe definire con la formula del processo di Norimberga: un crimine contro l'umanità. Da quando sono crollate le strutture sovietiche che facevano della profilassi, lo stato non ha più investito soldi in questo campo e così si è velocemente diffusa per il paese l'epidemia di tubercolosi che si è propagata anche nelle carceri, provocando un vero e proprio flagello: l'indice di mortalità in queste celle sovraffollate è di 18 volte superiore alla media nel paese. Un giovane che arriva sano in prigione dopo sei mesi si ammala e dopo due anni muore. Tutto questo ha inizio nella celle per la custodia cautelare (Sizo: Sledstvennyj !zoljator) sempre sovraffollate, dove invece di trenta persone ne sono rinchiuse centocinquanta. A Mosca si trovano nelle prigioni "Matrosskaja Tisina" e "Butyrka". Le nostre autorità incolpano di questo l'aumento della criminalità, ma è una menzogna. Il capo dei Guin (Glavnoe upravlenie po ispolneniju nakazanij pri Mvd - Direzione centrale dei luoghi di pena), un certo generale Kalinin, un anno fa se non sbaglio, ha ribadito che non è vero e che il 65%dei detenuti dopo il processo vengono rilasciati perché il tempo trascorso in prigione ha già compensato la pena. Sei tutori dell'ordine lavorassero seriamente si eviterebbe di tenere in prigione gente che ha rubato tre banane oppure quella vecchietta che è in carcere da 8 mesi, perché ha rubato alla sua vicina tre barattoli di cetrioli vuoti e ora è in fin di vita.

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