Linea d'ombra - anno XV - n. 126 - giugno 1997

PatriziaDeottn DI DISSENS Feliko Grigorevic Svetov: dopo il gulag la libertà ritrovata e l'impotenza dell'intellettuale in un paeoe diooeotato f eliks Grigorevic Svetov è stato uno dei_protagonisti del dissenso sovietico nel periodo brezneviano. Noto critico letterario, è autore di numerosi saggi e recensioni apparsi soprattutto sulla prestigiosa rivista "Novyj mir", diretta da Tvardovskij, e dell'articolo Destini russi, scritto sotto lo pseudonimo di F. Korsakov per la raccolta Voci sotto le zolle (!974), curata da Sol'zenicyn. Quanto alla produzione di romanziere vanno ricordati i suoi libri di orientamento religioso, circolati in Russia in samizdat. tra i quali Apri le porte, uscito in Francia presso la casa editrice Ymca-Press nel 1978,dove Svetov, pseudonimo di Fridljand, racconta sotto forma di romanzo la sua conversione alla fede ortodossa. Nel 1985la stessa casa editrice ha pubblicato il romanzo Un 'esperienza biografica, che ha ottenuto il premio V. Dal'. Nel 1980Svetov venne espulso dall'Unione degli scrittori dell'Urss per "attività antisovietica". Nel 1985fu arrestato e detenuto per un anno nella prigione moscovita "Matrosskaja Tisina", quindi condannato a cinque anni di confino in base all'articolo 190-1del Codice Penale della Repubblica Socialista Federativa Sovietica della Russia - diffusione di calunnie dirette a discreditare il regime sovietico - articolo inserito nel 1960proprio per combattere i "samizdat". Nel 1987fu liberato. Nel 1991 è uscito a Mosca e a Pietroburgo il suo ultimo romanzo Prigione. Svetov ora, membro del Pen Club russo e del Pen Club internazionale, continua la sua attività di scrittore e critico letterario, e collabora alle iniziative sociali, una delle attività promosse attualmente dagli ex-dissidenti. Qual è 6tato il ruolo dell'intelligencija negli anni 6ucceMivi alla pere6trojka? Oggi come oggi l'intelligencija si è trovata ad affrontare un situazione difficile. All'improvviso, senza che muovesse un dito, le è piombata addosso la libertà, ma è noto che ciò che si ottiene senza fatica nasconde sempre delle insidie. La tanto agognata libertà di stampa finalmente esiste, si può scrivere di tutto - contro il regime, contro il potere - ma proprio questo ha creato una situazione paradossale: i mezzi di informazione sono controllati politicamente o finanziariamente e quindi chi decide di collaborarvi deve, volente o nolente, farsi portavoce della linea del direttore. Soche questo problema non riguarda soltanto la Russia,ma da noi è una novità: la gente sente un disagio interiore, poiché è sempre più difficile far sentire la propria voce, nemmeno il samizdat ha più senso, visto che non sarebbe in grado di competere con i mass-media.

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