Napoli,costruzionedel futuro Lefoto di questoserviziosonodi MimmoJodice VitoAcconci.1972 risanamento di queste aree come un grande intervento di opere pubbliche. Avviso soltanto che si commetterebbe un errore grave e grossolano se si insinua che nel centro storico non esistono più problemi, quasi che la zona centrale sia sinonimo di benessere e le periferie capitali del degrado. Una dicotomia pericolosa. Ricordo che esistono quartieri popolari nel cuore di Napoli, dove la qualità della vita è inferiore a quella delle periferie. Erioni decentrati che esprimono grande vitalità e fermento culturale. ReMa tuttavia il dramma di pezzi interi di città che non rieocono a entrare nel circolo del rinnovamento. Penoo alle Vele di Scampia, a Secondigliano. Sì,ma non perdiamo di vista il soggetto. Questa è Napoli. Tre anni fa quando sono arrivato era tutta dissestata, non solo nelle opere pubbliche, ma anche nella morale. Conosco bene i guasti delle periferie perché vengo dalla periferia. Nessuno ha mai detto o sognato che chiudere una piazza, creare isole pedonali, razionalizzare i trasporti, fosse la ricetta magica e definitiva. Alcune operazioni richiederanno mesi, qualcuna anni, se non decenni. Scampia per me rappresenta una sfida alla stregua di Bagnoli. Bisogna intervenire sulla composizione sociale di quei luoghi che nascondono ben altre complessità, bisogna rilanciarli con insediamenti universitari, con iniziative a misura degli abitanti. Abbiamo stanziato cinquanta miliardi che, sommati ad altrettanti messi a disposizione dall'Unione europea, ci consentiranno di realizzare un programma di rinascita anche a Pianura: dove c'era la discarica sorgerà un grande parco pubblico. Sono queste le cose concrete, il resto è demagogia. [ il lavoro che non c'è? Lo ocoroo anno. oe non ricordo male, diooe che oarebbe Mato proprio l'anno del lavoro. Qui, per quanto mi riguarda, ogni anno è quello del lavoro. Come comune la nostra parte l'abbiamo fatta. Ma per creare nuovi posti non può bastare solo l'impegno della giunta. Occorre che il governo e le forze imprenditrici facciano la loro parte. Bisogna creare impresa e ragionare sul fatto che non esiste più la certezza del posto comunale o statale. Molti dei progetti sono in corso d'opera e per questo sono fiducioso: non tradiremo i grandi appuntamenti, siano esse le periferie, il porto, Bagnoli o il Giubileo. C'è qualcooa che non oi perdona o che magari non perdona ai napoletani? Sostanzialmente nulla, nel senso che tutti noi commettiamo errori e abbiamo difetti. Quello che mi piace pensare è che anche se si è sbagliato in qualcosa, lo si è fatto in assoluta buona fede, e soprattutto insieme.
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