Napoli,costruzionedel futuro più importanti della mia vita. Da ripetere per un altro mandato? Lamia ricandidatura? Ne faccio una questione di stile. Avevo già detto in un'altra occasione che nel corso del 1997avrei avuto a disposizione trecento giorni ordinari da sindaco e solo i sessantacinque rimanenti di campagna elettorale. A Napoli si vota a fine novembre e non sarò certo io ad anticipare la corsa. Ci sono candidati che scendono in campo quando vogliono. Personalmente preferisco evitare di dare il benché minimo contributo a questa bagarre. Ma allora 6i ricandida? (sorride portandosi istintivamente la mano sulla bocca, quasi volesse nascondersi il piacere di ridere) Non lo so, lei che dice? Dico che dovrebbe 6Ciogliere la ri6erva. t un Mgreto di Pulcinella. Invertiamo però le co6e. Immagini di 6ottrar6i alla proMima competizione elettorale. Dia lei un con6iglio al buturo 6indaco di Napoli. Tenti un identikit. Si tratta di portare avanti il cammino realizzato in questi primi quattro anni. Va rafforzato ulteriormente il rapporto tra gli abitanti e la città, così come il dialogo con il governo per risolvere le grandi questioni alle quali non si è data una soluzione. a cominciare dal dramma del lavoro. Siaben chiaro che non bastano quattro anni e neppure otto per riparare ai guasti ancestrali che toccano il Sude dunque anche Napoli. Quando accettai la scommessa nel 1993sapevo quello che mi attendeva. Ma a conti fatti penso che si è realizzato più di quanto fosse lecito immaginare. Soprattutto senza forzare le illusioni dei napoletani, ma rispettando l'impegno del programma. Passo dopo passo, partendo dalle piccole cose. Con la collaborazione dei cittadini che hanno compreso il mio sforzo e quello della squadra che ho costruito per amministrare Napoli. Si è fatto qualcosa di più di un semplice restauro: siamo la prima città italiana che, senza chiedere soldi a Roma, ha emesso buoni comunali raccogliendo qualcosa come trecento miliardi dagli investitori di Wall Street. Tutto questo non è venuto per caso: gli analisti finanziari ci hanno radiografato in ogni dettaglio e se oggi la città è quotata alla borsa di New York è perché ci hanno riconosciuto rigore e affidabilità. Per usare un'immagine, direi che questa è una città in cammino, e non si deve interrompere. Il rischio è in un futuro ancora da costruire su cui GiannettaBraviGalleria"Il centro" pesa un passato non sempre glorioso e che potrebbe in ogni momento ricacciarci indietro. Le va riconociuto il merito di eMere Mato l'uomo più di parte e di partito eppure capace di interpretare, 6intetizzandolo, lo 6pirito dei napoletani. Ricorda il 6UO cavallo di battaglia? "Sono il 6indaco di tutti i napoletani" ... Ma ancora non ha ri6po6to alla domanda 6Ul buturo della città e 6ull'inquilino a Palazzo San Giacomo. I prossimi quattro anni saranno decisivi in ordine ad almeno due motivi, peraltro noti quasi a tutti. Innanzitutto c'è il rilancio definitivo di Bagnoli sui terreni dell'ex ltalsider. Aggiungo le periferie e lo sviluppo del porto e della sua ri"presa commerciale. li mare rappresenta un polmone produttivo che la città deve riconquistare, Napoli deve riprendersi il suo mare non soltanto per i benefici di carattere turistico, che pure sono importanti. E in mezzo a tutto questo c'è un'altra cosa che non va sottovalutata: il Giubileo. Occorrerà un 6indaco da terzo millennio ... Già, come vede non è facile liquidare il futuro e le sorti di questa città con una battuta. Chiunque mi succederà dovrà avere la consapevolezza dei grandi appuntamenti che ci aspettano. Sedavvero devo dare un consiglio direi di prendere il meglio della mia esperienza. Ma vedrà, prima o poi verrà qualcuno ad assumersi questa responsabilità. Non ha mai avuto un pizzico d'invidia per i 6UOi colleghi di Bologna, Venezia, Firenze o magari Roma? Qui. più che altrove 6i ha l'impreMione di vivere pericolowmente. Vero, da noi tutto è più duro e più difficile. Nel bene e nel male c'è sempre qualcosa di più. Dico però che è il vero succo della sfida che mi coinvolge e mi appassiona. Sindaco. torniamo per un attimo al di6cOr6o dell'immagine e delle periberie degradate. Le accu6e che le 60no piovute addoMo 60no arrivate da più parti. For6e non 6i a6pettava quella del cardinale Michele Giordano. Incontro abbastanza spesso il vescovo. LaChiesaa Napoli è di fondamentale importanza. Condivido molte delle opinioni f8 che esprime, come pure i consigli di Giordano. Sono disponibile ad ascoltare e a valutare, ma sempre nel rispetto del rapporto istituzionale e tenendo conto delle rispettive autonomie. li tema delle periferie deve essere guardato in una dimensione generale comune a tutte le grandi città: penso a Bari, a Palermo per citare solo due casi. Occorre concepire il
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