Linea d'ombra - anno XV - n. 126 - giugno 1997

parqle. La terrificante sciatteria di Eco non ci vieta· di considerare i suoi romanzi come dei capolavori: dei capolavori Midrnlt. Vorrei insistere sul valore descrittivo, e non solo spregiativo, di questo termine; ma anche sulla necessità che esso diventi un gancio a cui appendere precisi strumenti di analisi, e non resti un'etichetta vuota, da appiccicare sul primo libro, o sul primo film, che ci infastidisce. Mi si chiederà se questi strumenti dianalisi esistono: rispondo che in parte esistono, e che, in ogni caso, nessuno è obbligato a scrivere testi sul postmoderno in cui termini come intertestualità, pastiche, citazione, ironia, ricorrono una volta ogni dieci righe senza venire mai definiti. All'estetica degli Universali dobbiamo imparare ad opporre una teoria e un'arte delle distinzioni: se riuscissimo finalmente ad aprire quel dibattito che è quasi completamente mancato negli ultimi quindici anni, questa teoria avrebbe molte occasioni per svilupparsi. Le strategie di diluizione diventerebbero più facilmente riconoscibili. Supponiamo che ciò non avvenga. Allora il Midcult occuperà indisturbato l'intero orizzonte. In una prima fase esso si è preoccupato esclusivamente di espandersi e di trovare consensi presso i nuovi strati di pubblico, resi disponibili da una società postelitaria. Nessun tentativo di usurpazione nei confronti della cultura alta, ma solo l'ambizione di esistere non indegnamente accanto ad essa.Tutto ciò che è banalizzazione, divulgazione, riduzione di complessità, viene giustificato in nome di una democratizzazione dei valori estetici. Ma dopo aver trionfato il Midcult si divide, e una parte di esso aspira ormai a venir considerata come la nuova cultura alta. Dovrebbe essere chiara una cosa: oggi noi corriamo il rischio di subire le più nefaste conseguenze di questa seconda fase perché non abbiamo saputo affrontare la prima. Non resta che una via: tentare di costruire un'élite intellettuale, in grado di opporsi alla scelta autolesionista di quegli strati di pubblico che chiedono all'arte e alla filosofia di attenuare la loro alterità e di essere fondamentalmente "amichevoli" (cioè di esprimersi secondo le modalità comunicative a cui i massmedia ci hanno abituato). Ma non sarà facile combattere questa guerra contro !'infinitamente medio. NOTE 1. Citoda "Checos'è la filosofia"?, 1991 Einaudi,Torino1996, p. 19. 2. Mipermettodi rinviareal mio articoloForme dell'ironia,in "Strumenti critici" 72, 1993. 3. A. Schopenhauer,"Sulla filosofiada università". Controlastupiditàin cattedra,TEA,Milano 1990,p. 60. 4- Cfr. D. Macdonald, Massculte midcult", E!Opp. 68-72. 5. Pensoal librorecentissimo di RemoCeserani, "Raccontareil postmoderno",editoda BollatiBoringhieri.Ceserani ha totalmenteragionenel respingerel'equivalenza spregiativatrapostmodernoe Kitsch(pp. 158-59); ma questoimplicachesi analizzinolemetamorfosidel kitsch,e nonche ci sifermi a unadeterminataforma storica. 6. R. Musi/, "L'uomosenza qualità", trad. it. Einaudi, Torino1972, p. 54. 7. Eanchelapossibilitàdi smascherarle.Non posso soffermarmiorasulla questione,moltocomplessa, delladifferenzatra /"'istituzionale"e lo "strategico". Genovantasette W ole Soyinka, Manuel Vazquez Montalban, Stefano Senni, Edoardo Sanguineti, Mario Luzi, Alvaro Mutis ... tutti poeti, tutti a Genova tra pochi giorni. L'attacco non vuole far immaginare un'ammucchiata di nomi importanti o di cassetta che attraggano le folle su un tema difficile come la poesia. In realtà Genovantasette, la manifestazione che si terrà nel cortile di Palazzo Ducale dal 18 giugno al 4 luglio, è ben strutturata e si propone di offrire una visione ampia e articolata di ciò che accade di nuovo, recente e vecchiotto-quasi-dimenticato nel panorama poetico internazionale. Vale la pena di riportare il programma nei dettaglia: sarà Bruno Cizmarik a inaugurare l'evento, seguito da un breve concerto degli EchoArt. Il giorno dopo Stefano Senni leggerà - in prima assoluta - le sue poesie. Il 21 Mario Macario ricorderà Leo Ferré. Il 25 sarà la serata di Wole Soyinka, seguito da Roberto Mussapi. Il 26 Edoardo Sanguineti e Carlos Buonsofio converseranno in pubblico sulla e con la poesia. Dal Mediterraneo all'Atlantico, il giorno seguente sarà dedicato alla nuova poesia portoghese: Fiama Brandào, Joào Fernandes )orge e Joaqufm Magallhaes. 28, 29, 30 giugno: Frédéric Tempie, Giancarlo Majorino e Riccardo Held; Alvaro Mutis con Paolo Ruffilli; Ewa Lipska con Giuseppe Conte. Montalban presenterà il nuovo poema Ciudad il primo giorno di luglio; il due Sargio Zavoli e Gabriele Romagnoli parleranno di poesia e, il giorno seguente, la star: Mario Luzi. La manifestazione chiuderà con la consegna del premio internazionale di poesia Genovantasette. Manifestazioni a lato: la mostra 120 poètes françaises d'aujourd'hui a cura della Maison du Livre di Montpellier; gli ormai collaudati percorsi poetici (passeggiate nei luoghi amati dagli intellettuali di ogni epoca); opere video, dagli archivi europei e fondazione di una nuova rivista elettronica. Antonella Viale E.DITORI DAL 1791 PREMIO AZIONALE GRANDEDIZIONARIO DELLALINGUAITALIANA .fonda1,oda Salvatore Battaglia PER OPERE INEDITE DI ARRATIVAE POESIA PRIMA EDIZIONE La redazione del Grande Dizionario della Lingua Italiana, fedele alla propria tradizionale attenzione alla concreta evoluzione della lingua in tutte le sue manifestazioni, istituisce un premio per componimenti narrativi e poetici. La Giuria, presieduta dal direttore scientifico Giorgio Barberi Squarotti e composta dalla redazione lessicografica UTET, valuterà i testi in base al loro pregio letterario e all'uso creativo della lingua. COMITATO D'ONORE Giorgio Barberi Squarotti, Francesco Bruni, TuUio De Mauro, Gianni Merlini, Carlo Ossola, Gianandrea Piccioli, Luca Terzolo Richiedere il bando di concorso alla Sede del Premio (UTET S.p.A. - e.so Raffaello, 28 - 10125 TORINO) o all'Agenzia Utet più vicina.

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