asc Kristien è un personaggio chiaramente autobiografico. Brink, anch'egli figlio di un magistrato boero, decise negli anni '60 di lasciare Parigi e tornare a casaper scrivere "in situazione", come recita un suo saggio, al fine di mettere a nudo il sistema politico del suo paese. E lo fece con romanzi come Un'arida stagione bianca (Frassinelli), denunciando gli orrori dell'apartheid con una scrittura estremamente realistica. Gli anni '90 hanno segnato una svolta in questo senso, fino al recente Laprima vita di Adamastor (lnstar Libri), dove un capotribù khoikhoi narra l'arrivo dei primi europei facendo uso del mito e della dimensione magica. Lapolvere dei sogni riesce a integrare perfettamente questi due stili, cosi come riesce ad alternare magistralmente il romanzo storico con la voce del cantastorie, la Storia scritta con il patrimonio di leggende dei vari popoli sudafricani, scegliendo coraggiosamente di sviluppare il tutto da una prospettiva femminile che ricorda le opere di Isabei Allende. li romanzo è anche un tentativo di affrontare il periodo attorno al fatidico 27 aprile 1994,e la portata futura di quei giorni. Ciò che più stupisce è come una simile complessità di intenti ed elementi possa celarsi dietro una narrazione così scorrevole, dal tocco così leggero. "E poi arrivò un elefante, e spazzòvia tutta la storia." are Donne rose WilliamFaulkner Unarosaper Emily Traduzionedi DavidMezzacapa e LucianaPansiniVerga Adelphi, pp.99 lire 12.000 Donne ancora piacenti «in un loro modo aspro», dalle voci rugginose, malate di solitudine e disperazione ma senza alcuna traccia di dolore sul viso, che passano da una generazione all'altra impervie e perverse. Volti come bandiere tese al vento, dagli «occhi insondabili come quelli di un animale di pezza» che osservano con la fissità di idoli in una nicchia. Zilphia, Emily, Juliet. Protagoniste di tre intensi racconti scritti da Faulkner negli anni Trenta, che Adelphi manda in libreria nel centesimo anniversario della nascita di questo narratore straordinario, uno dei rari scrittori che hanno saputo liberare l'esistenza delle donne dalla polvere acre e sottile che la ricopre. Storie di donne in bilico sull'esile filo che le separa dalla follia, che percorrono la vita placando «con romanticherie fasulle» i fuochi che divampano nell'intimo, che cercano di «superare le tormentose ramificazioni del sesso» G alimentando la propria vita mentale nella solitudine di una stanza, di un retrobottega. Dibattute tra odi violenti, turbolenze incontrollabili e «disperazioni tranquille e sensuose». Esistenze consumate in «boschi bruni e fradici», tra alberi da frutta che sbocciano «in folate di rosa e di bianco», arrostendo pannocchie e patate dolci, aggirandosi «nei campi scheletrici di cotone e di granoturco» del profondo Sud che il prodigio della scrittura di Faulkner ha impresso per sempre nella memoria dei suoi lettori. Donne mature e adolescenti turbate e tristi «come l'anno che cambia, con la sua suggestione di mortalità e incostanza, quando si apprende che niente è immutabile fuorché il mutamento». Prigioniere di un mondo immoto, mai scalfito da un'increspatura né da un cambiamento, un mondo sconfinato ed eterno in cui tutto appare effimero e insensato, Zilphia, Emily e Juliet non possono trovare sollievo neppure nel pensiero della morte, poiché «la morte è solo la condizione in cui vengono gettati coloro che ci si lascia alle spalle». FrancaCavagnoli
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