Linea d'ombra - anno XV - n. 125 - maggio 1997

o-----+----"---1 S t...__._________r~:~" :: n-------+-te I _ Laserenaartedelgiudizio Grazia Cherchi il piacere di leggeree ocegliere e i sono personalità che non possono essere "sostituite" da quello che hanno lasciato al "manet" della scrittura: Grazia Cherchi è una di queste. E tuttavia è pur vero che gli scritti raccolti in Scompartimento per lettori e taciturni (pubblicato da Feltrinelli a cura di Roberto Rossi con una introduzione di Piergiorgio Bellocchio e una commossa prefazione di Giovanni Giudici), frutto della sua più che ventennale collaborazione con quotidiani e periodici, sono ciò che più le assomiglia. Grazia Cherchi esercitava l'arte del giudizio con implacabile determinazione, le piacevano i sì e i no (attitudine messa a fuoco negli anni di "Quaderni piacentini"), le piaceva poter distinguere, scegliere e dopo aver scelto amare, anche testardamente, a sostegno di quanto il giudizio aveva portato via dalla confusione, dalla volgarità, dal silenzio. Per chi è stato un fedele lettore delle sue note nella pagina Libri dell' "Unità", o rammenta la collaborazione con "il manifesto" e con "Panorama" sarà una sorpresa scoprire come quel vagabondare fra temi e occasioni diverse (che non erano sempre letture, che non erano sempre di natura letteraria) regge anche a distanza di tempo e impone addirittura un suo passo, spericolato e non affatto frettoloso, che finisce per tornare sui luoghi più cari, sui tormenti più assillanti (l'inciviltà di certo mondo intellettuale, la fedeltà a poche ma saldissime verità). C'è dentro quell'andare di Grazia Cherchi un desiderio di civiltà che sfugge la trappola della nostalgia e si arrovella a immaginare, presumere, domandare - a voce chiara, forte - una comunità viva e sensibile: una comunità di lettori, certamente, che, però, come un cerchio del sentire, s'allarga a cerchi più grandi, alla morale e alla politica. Grazia Cherchi non fa mostra di applicare teorie (letterarie) o di piegare le proprie osservazioni di co- ------------- "i! ·-e o u o e "' e > 'o o ~ :e 1 u ro .N ("' <.:> stume a una consolidata griglia ideologica: cosa che non le impedisce di schierarsi, di essere visceralmente "di parte". Non è sua l'urgenza (talora arrogante) del critico di mettere ordine nella mappa della geografia letteraria, ma semmai quella di rovistarla, di lasciare nuovi cippi e segnavia, di cercare trovare inventare stimoli per figurare nuovi paesaggi, nuove presenze, strade non compromesse. Si percepisce in questi testi una fiducia nell'immaginazione potentissima che fa da segreto collante fra la lettrice accanita, la frequentarice assidua di scrittori, la promotrice infaticabile di autori, esordienti e non. Non c'è nei suoi scritti un discrimine secco fra curiosità umana, lavoro attivo sul testo ed esercizio critico: anche quando lo scrittore di cui parla non fa parte di quelli che le hanno aperto le porte della loro officina, si avverte una confidenza, un dialogante rispet-

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==