Linea d'ombra - anno XV - n. 125 - maggio 1997

dai suoni stridenti del soffitto. Chemi possedeva, ormai, come una cancrena che rode i neuroni. 8.03- Mi porto le mani alle tempie. Ecapisco tutto. Il vicino ha lentamente maturato la sua vendetta. Ha aspettato tutta la notte l'ora regolamentare per ricacciarmi nell'orrore. Lo schifoso ... Ho cercato di capire che pezzo avesse deciso d'assassinare. Non somiglia a un pezzo, del resto, pare uno scricchiolio di porte, va a sapere, lo stesso scricchiolio di porte ad libitum, la stessa nota spezzata, strangolata, un'ossessione. Ho urlato di smettere, senza aspettarmi clemenza da parte sua. Ho tentato di parare il colpo, aspirina, dei tappi di cera assolutamente inefficaci, ho aggiunto una fascia che mi stringe la testa e mi copre le orecchie. Ho il cranio in fiamme, nella cassetta dei farmaci trovo degli ansiolitici, ne ingoio tre, mi copro con il cuscino, tutto questo non servirà a nulla, lo conosco, io, l'unico rimedio. Mi aspetta da ieri nel tamburo del revolver. Ma è troppo tardi. "Potrebbe cantarmelo 7" "Impossibile cantarlo, potrei a malapena fischiarlo." "Provi." li signor Armand, proprietario di Opus, la più grande selezione di musica classica della città, ha voluto intervenire di persona per raccogliere la sfida perduta dai suoi commessi. Alcuni mi hanno preso per pazzo mentre fischiettavo questa nota stridente, sempre la stessa, seguita da un la più lungo, poi da una serie interminabile di do. Stranamente il proprietario non ha lasciato trasparire alcun segno d'inquietudine. Attorno a noi si è formato un piccolo assembramento di melomani. "È sicuramente musica contemporanea," dice Armand, "penserei a Variations pour une porte et un soupir di Pierre Henry. Non è assolutamente fatto per il violoncello, ma ascolti comunque .. li suono che esce dalle cassemi fa pensare a un insetto gigantesco che gratta con la zampa un immenso parquet tirato a cera. li contemporaneo è un campo che conosco poco e male, ma che ogni volta scatena in me immagini surrealiste. Uno degli ascoltatori ha detto che gli ricordava esattamente il crepitio della sua autoradio in una galleria. Un altro propendeva per un sonar di sottomarino che penetrasse il continuum universale sino all'esaurimento delle pile. Dopo qualche minuto di concentrazione, ho detto: "No, decisamente no, il suo disco è cento volte più melodioso della cosa di cui le ho parlato." "Ascolti, modestia a parte, posso vantarmi di avere in negozio tutto ciò che è stato inciso nella classica e nella contemporanea, anche il brutto e l'incomprensibile. È da me che vengono per le rarità, chieda ai clienti e, se il suo pezzo esiste veramente, se lei me lo fischia correttamente, sono certo di averlo in magazzino. È sicuro che si tratti di violoncello?" "Ahimè." Nomi di compositori scoppiettavano da ogni parte, Kriipka, Ballif, Berio, Varèse, Messiaen, Ligetti, Eno, Schnittke, Luigi Nono e altri ancora, tutti sconosciuti per me. li proprietario, vero professionista, scartava la maggior parte, ne provava alcuni. Quello stronzo di vicino era quasi riuscito a segnare il punto decisivo .. Idea brillante, in effetti, buttarsi sulla contemporanea. Non ha mai udito una nota di quella musica a casamia, soltanto classica, nulla che superi il 1910, ero una facile preda. E' riuscito a rendere il calvario ancora più insopportabile. Tutto è permesso, anche i colpi più bassi. Lo immagino questa notte, intento a ordire il suo complotto: "Bach, O.K., finito per me.. Ma quello .... Guarda un po' se c'è, nella tua collezione di dischi. ..." "SCELSIm, io Dio!" li signor Armand ha urlato come me il giorno precedente. Con le stessemosse febbrili ha messo il disco sul piatto. "Scelsi, era evidente ... ascolti questo, mi chiedo come ho potuto non pensarci subito." Avevo un bel detestare il pezzo, mi è bruscamente apparso nella sua espressione più impeccabile, una sorta di epifania sbocciata nel momento in cui non avevo più speranza. Quasi l'impressione di riscoprire una vecchia conoscenza -vent'anni dopo- e di darle un nome, malgrado le rughe e l'oblio. Come per Bach, in quel pezzo c'era tutto ciò che il vicino demoliva impunemente e ascoltavo, alla fine, il senso della musica, le note spiegazzate, fitte e pungenti. Mi sono congratulato con il proprietario, seguito da uno scroscio di applausi. Sono rientrato a casa con il Concerto n. 2 di Scelsi sottobraccio. Cosa non ti tocca fare per crepare tranquillo .. Mentre mi avvicinavo all'edificio ho visto il pezzo d'imbecille che mi osservava dall'alto del balcone, a braccia conserte. Ho avuto la pessima impressione che la sua pausa non sarebbe durata a lungo. Impressione confermata nel momento esatto in cui la chiave ha girato nella serratura. Ha voluto prendermi a freddo e darmi il colpo di grazia. Ma non poteva sapere del mio asso nella manica. li pezzo durava esattamente undici minuti. Sesi dice che il silenzio che segue l'esecuzione di Mozart fa parte di Mozart, è ben possibile anche per Scelsi. Perché, immediatamente dopo la fine del pezzo, ho atteso il silenzio dal soffitto e ho ottenuto una meravigliosa suite di scheggedi vetro e stoviglie esplose contro il pavimento, di urla di rabbia e di mobili rovesciati. È tardi. li tempo è bello. Questa sera non berrò. Lavita non è così brutta. Questa notte siederò sul balcone e fumerò qualche sigaretta guardando le stelle sulla città. L'indomani e i tre giorni seguenti silenzio. Una sorta di pace cupa. li piacere della vittoria schiacciante si è attenuato in fretta. La felicità è effimera. Ho ripreso la stilografica per stendere i miei anatemi d'oltretomba. Dopo numerosi tentativi ho ottenuto: Benedetto sia colui che risparmia queste ·. pietre, e maledetto colui che disturba le mie ossa. È quello che scriverete sulla lapide. È l'epitaffio di Shakespeare? lo so, e allora? chi oserà... Lo sapevol Ne ero certol Non era che una breve tregua prima della ripresa delle ostilità I Sono le 17-20. Perché ha ricominciato alle 17.207 perché mi ha fatto aspettare? Venerdì 26 luglio, cioè tre giorni dopo la sua crisi di rabbia! Equesta volta cosa diavolo ha scelto, per chiudermi il becco? Naturalmente non somiglia a nulla di noto, ha impiegato tre giorni a trovarlo, questo pezzo, è stato costretto a buttarsi sulla sonata del più oscuro dei cottimisti, la perla degli incunaboli. Ma ti avrò, coglionel stai consumando l'ultima cartuccia I 21.55.Si è appena fermato. A forza di pazienza e ascolto scrupoloso, sono riuscito a isolare l'inizio e la fine del pezzo. Nell'ultima ora sono riuscito a identificare completamente sei frasi musicali. L'insieme dura un po' meno di quattro minuti. Non sembra ci siano grandi difficoltà. Può essere un'associazione un po' ardita che mi ha fatto pensare a Debussy trascritto per violoncello. Con la certezza, peraltro, che Debussy non abbia mai scritto, neppure in calzoni corti, un ammasso di stronzate del genere. Ecco il risultato. Lo scorticatore ha scelto un pezzo di musica contemporanea, dissonante ma apparentemente semplice d'esecuzione, che un principiante possa eseguire con relativa mediocrità, già un gran progresso paragonato a una Suite di Bach. Senon blocco immediatamente questa cancrena, avrà stravinto. Eper l'eternità. Martedì 30 luglio, 16.25.Apro una birra ghiacciata e la tendo al signor Armand. Per dargli l'impressione di tenergli compagnia, prendo il mio Transene di fine pomeriggio

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