Linea d'ombra - anno XV - n. 125 - maggio 1997

Requiem h o lasciato accesa la tele per paura del silenzio, per illudermi che sia una sera come un'altra e per coprire le stecche assurde che arrivano dal soffitto. Ho esitato un attimo a inserire un foglio nel carrello della vecchia Olivetti, ma la scrittura a mano si è imposta subito. Non ho il diritto di lasciare a quelli che mi hanno amato delle scheggedi battitura male allineate, fredde, che puzzano di circolare. Inoltre mi manca la Ne avrò bisogno della N. Quelli che leggeranno meritano le mie ultime zampate, il mio cuore, che sarà svelato forse dalle caratteristiche della grafia, la mia incertezza, il mio desiderio di assoluto. Esoltanto il tremore della mano ha qualche possibilità di mescolare incertezza e assoluto. Ho frugato nel cassetto per trovare, a conti fatti, soltanto un pennarello verde. Microfibra. Non posso fargli questo. Ho dovuto saccheggiare l'appartamento, rivoltarmi le tasche e rovesciare i cassetti della cucina. Una mina di grafite sul blocchetto della spesa?Sarebbe insultante, una matita nera, grassa, che aspetta soltanto un colpo di gomma, come se la mia vita potesse essere cancellata dalla scia del primo indice che passa. Ho bisogno di incidere. Ho spento la tele, l'immondo generico della trasmissione non era degno di tanto momento. Rovesciando tutto al mio passaggio, ho avuto la bell'idea di rendere omaggio all'attimo presente, alla sua eternità. Per scarsa immaginazione ho scelto il Requiem di Mozart. Che importa. Questa sera sono dotato d'ogni potere, anche di quello di abbandonarmi a uno stereotipo. Il Dies irae ha lentamente invaso la stanza. Alla fine, dentro una scatola nel ripostiglio, una vecchia stilo, secca, inchiostro blu, cartuccia alla fine. Ho umettato la punta, fatto delle prove su un foglio spiegazzato. Prende, rinviene lentamente. ça ira, mi sento di poterlo affermare. Una brutta, per iniziare. Non ho diritto di tirare delle righe. Mozart, aiutami. Ho voglia di dire che la vita è altrove. Ma altri l'hanno fatto prima di me. Nessuno esiste per nulla. Non mi piacerebbe che il primo venuto potesse appropriarsi della mia morte. Il mondo non mi ha fatto nulla, semplicemente mi ha deluso. Non voglio nessuno al mio funerale. Gli amici bevano in mio onore, gli altri siano felici. Vi ho amati, ma vi lascio nella vostra cloaca. Toh... un violoncello7 Per quanto strano possa sembrare, il rumore orrendo che arriva dall'appartamento di sopra è strappato a un violoncello. Capiscomeglio lo strano incontro, questo pomeriggio per la scala, una forma oblunga in una custodia di cuoio. Il vicino non ha neppure salutato. Era un violoncello. Tutti i miei auguri, al vicino. Iniziare alla sua età... È buffo pensare che la gente abbia ancora delle prospettive in questo basso mondo. È proprio quello di cui avrei avuto bisogno, un'utopia. Una sfida. Rileggo il testo scritto di getto. Mi piace il Vi lascio nella vostra cloaca, ma non è da me. È la frase postuma di George Sanders, immediatamente prima che si facesse saltare le cervella. Ci mancherebbe solo che passassi per un plagiario, sarebbe troppo idiota. Per non lasciare le pallottoline di carta nel cestino, le ho bruciate e fatte sparire con un colpo di sciacquone. li revolver, bene in vista sul tavolino basso, mi ispirerà, mi darà coraggio. Revolver, aiutami. Coloro che berranno all'annuncio della mia morte si spingano sino a/l'ubriachezza. Gli altri mi piangeranno e maledico sin d'ora, dall'oltretomba, tutti quelli che oseranno trovare lacrime. Mmmmsì.. Perché no. Non so bene perché insisto tanto sul bere. Eperché tanta aggressività dopo tutto. Questo non spiega il mio gesto. Del resto, ho forse bisogno di spiegarlo? provo a fare meglio. Comprendetemi. Soffro, chi saprà mai il perché? Potrei dirmi che la vita è un giro di giostra, una farsa buffa egrottesca che finisce troppo in fretta, ma non ci riesco. Mi t onino Benacqui6ta ha 36 anni. è nato e vive a Parigi. Figlio di un muratore abruzze6e. la6cia molto pre6to gli. 6tudi. di cinema per lavorare di volta in volta come cuccetti6ta di wagon Ut6. in6erviente in una galleria d ·arte. pizzaiolo e para66i.ta mondano. Autore di noi.r intellettuali.. attenti al 6ociale e pieni di humour, ha 6Critto e pubblicato molto per Gallimard (Folio, collana bianca dunque) e per Rivage6. La 6Ua 6crittura 6tupebacente e la vivacità delle Morie abbondano le radici nella realtà della 6trada e nelle attività probeMionali del pa66ato. L'uni.ca romanzo di Benacqui6ta pubblicato in Italia è"/ moni all'alba" (Granata pre66). [ brancouoni 6i procurino: ''La commedia de6 raté6" e "Troi6 carré6 rouge6 6Ur bond noir" (Folio Gallimard) suicido perché non ho alternative, più o meno come andare dal dentista quando il mal di denti è insopportabile. Vi ho amati, voi che mi leggerete. Nessuno mi ha fatto torto, ma non ho mai saputo chiedere aiuto. Ho appena passato la quarantina, mi sono sempre annoiato, anche da bambino, e annoiarsi nella decrepitezza fisica mi fa paura. Il solo ricordo di ... Ho l'impressione che mi passino l'archetto sul midollo spinale ... Iniziare col violoncello a quell'età ... Che presunzione! che stronzata! Ecco che cosa mi fa odiare la specie umana. Questo coglione del piano di sopra non immagina neppure per un fottuto secondo il momento che sto per vivere. L'ultimo, semplicemente. I suoi stridori di segami straziano i nervi uno a uno, si direbbe che lo faccia apposta. Le note rauche e malate riescono persino a coprire e massacrare il mio Mozart. E fossero soltanto le note ... Sembra il trapano di un dentista tra gli ingranaggi di una vecchia sveglia. Mi alzo di colpo, faccio il giro della stanza, do un calcio a una sedia. Mentre tento di riprendere la penna, la vedo cadere e bucare il foglio esattamente quando ha attaccato una specie di pizzicato disgustoso, ho dovuto bruciarlo, ma questo non mi ha restituito la calma. Al contrariai devo ricominciare tuttol Spregevoli piccoli esseri striscianti! Ho immolato ogni idea d'armonia accanto a voi, ma non appropriatevi del mio sacrificio. non c'è nulla di meglio che lasciarsi dietro un buon cadavere per relativizzare le proprie piccole disgrazie. Sesapeste come ho voglia di urlarel Eurlo, a gola spiegata! Il confutatis

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==