e Noirintervista anche in Francia 6i direbbe .. Credo che nella letteratura occidentale ci sia ancora una base estremamente forte di autori che hanno voglia di raccontare delle storie. Segli autori di bianca non le raccontano, rimane comunque qualcuno che insiste, tra questi gli scrittori di genere. Ma non tutti ti opprimono con trecento pagine di psicoanalisi del loro frigorifero. Pensi, in Italia, a Fruttero e Lucentini o -in un altro modo- a Daniele Del Giudice, non raccontano storie? Che co6a 6i a6petta dalla letteratura bianca? Naturalmente non la rinnego, è quella che mi ha formato, credo che quando trovi libri importanti, o che ti somigliano, o che ti parlano, sia sempre un'esperienza insostituibile. Quello che mi aspetto, è un po' contorto ... aspetto l'inatteso. Cheprovenga - comunque- dal mio amore per il racconto. Contemporaneamente ho voglia di essere sorpreso stilisticamente piuttosto che sui contenuti. Perché a livello tematico, quando si vive realmente nel proprio mondo, si rimane in ascolto di ciò che accade, si vede.. Per questo sono in attesa di trasformazioni stilistiche. Che co6a legge. di "bi.anca"? Joyce e Gadda, già citati, Il Gattopardo di Tornasi di Lampedusa, Borges, che rimarrà un intellettuale di riferimento. Sono romanzi unici, che attraversano il tempo, hanno una serittura saggiae paziente, che comporta una forza interiore misteriosissima. Gli autori di polarrie6Cono a vivere della loro 6crittura? lo riesco, ma perché faccio una quantità di cose a lato. Pubblico novelle, articoli, lavoro per il cinema e la televisione, sono direttore di collana. Non riuscirei a mantenermi soltanto con i libri. Lei. tra "bianca" e "nera" come 6i colloca 7 In una biblioteca di polar mi trovo, in ordine alfabetico, tra Petievich e Pronzini, un buon autore Usa. In tutta modestia spero di scrivere, un giorno, un libro che valga i suoi. In letteratura mi trovo tra Potocki e Proust. Non è il caso di insistere, loro sono scrittori, noi autori. A. V. PatrickRaynal: Finedellabianca P atrick Raynal è il direttore della Série noire Gallimard, collana ormai cinquantenne e di grande prestigio. Viene dal sud, da Nizza, ha 51 anni, un passato di studi cattolici, di militanza successiva nel Pcf e in gruppi extraparlamentari. Un mese di prigione, la cacciata dall'università, mille piccoli lavori e un obiettivo: la scrittura, conducono Raynal a un'esistenza inquieta sino all'approdo chezGallimard. Ha scritto una dozzina di romanzi e non si è mai pubblicato nella collana che dirige. Tra gli altri: Né de fils inconnu e Fenètre sur {emme (Albin Miche!) Autore. editore e militante. quindi i.nevitabilmente noir 7 Infatti. Per me il roman noir è sempre stato legato alla politica, innanzitutto perché gli autori americani che preferivo rappresentavano i legami tra politica e corruzione, cosa che in Francia non accadeva ancora, nessuno osava. Poi perché -quando ho scoperto Manchette- ho capito che lui scriveva, noi eravamo sulle barricate, ma facevamo lo stesso lavoro. Infine ho scoperto la straordinaria fraternità con la gente che si incontrava, pensava come noi, leggeva le stesse cose. Ho dei bei ricordi, ad esempio, con la gente di Lotta Continua, blindati dalle frontiere comunicavamo nei modi più incredibili. Quindi c'è stato un momento in cui l'impegno politico e quello letterario erano legati indissolubilmente e. quando ho veramente desiderato scrivere un romanzo pubblicabile, ho scritto un noir che è stato pubblicato. Tempo fa Arté mi ha chiesto un documentario sul genere, ho fatto un'ora e mezzadi trasmissione con il titolo Dalla bandiera rossa al roman noir, insieme agli autori più rappresentativi del mondo. Abbiamo dimostrato sino a che punto il roman noir sia radicato nella descrizione del mondo. Anche se gli autori non sono veramente di sinistra, quando scrivono ne hanno l'aria. Quindi c'è una Mlezione ideologica nelle 6Celte della Série noi re? Sì, non posso fare altrimenti. Se le proponeMero un nuovo de Villier6. che permetterebbe alla collana di vivere di rendita per qual.che decennio7 Rifiuterei. Ho restituito a Miche! Tournier un romanzo formidabile ambientato in Africa, molto ben costruito, con una scrittura e un lessico prodigiosi. Ma era di un razzismo insopportabile e non avrei potuto pubblicarlo. Al massimo potrei farmi fregare, cioè pubblicare un fascista travestito. ILPoulpe è una grazio6a e riu6cita utopia. oppure un'operazione commerciale a6tuta? Continuerà ad avere 6UcceMo nel tempo7 Ho collaborato con Jean Bernard Pouy alla nascita del Poulpe e posso assicurare che non è un'operazione commerciale. Ci
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