lino sguardo come POESIA • Dalcatalogo Giacomelllia formadentro.Fotografie1952-12995 a curadi EnzoCarli,Chara edizioni tografia e memoria? La fotografia è sempre memoria. Finora abbiamo parlato della fotografia creativa; ma ci sono tanti altri tipi di fotografia, validi quanto la mia. Anch'io vorrei essere un realista, vorrei essere un reporter: e dentro di me sono un realista. Invece faccio cose che riguardano la poesia. Mi servo ugualmente della realtà: la modifico e la faccio mia. Ma vorrei una realtà già pronta, più facile da fotografare ... Nel fotografare l'ospizio, non sono stato io ad invecchiare i vecchi: c'erano già. A Lourdes l'atmosfera che a me interessava era già così. Quindi prima non lavoravo tanto, per fare quelle immagini. Adesso invece la realtà che voglio rappresentare non esiste, la devo inventare io: ed è come sputar sangue, è molto più difficile. Magari poi queste foto nel tempo saranno meno valide. Ma non mi chiedo troppe cose. altrimenti finirei di vivere. Per me adesso la vita è un cane di peluche: gli altri lo guardano e mi dicono: 'lei ha paura dei cani e di questo non ha paura?" ... Allora mi sembra di aver dato vita ad un cane di peluche: è una realtà modificata, ma per me è bello ugualmente .. Torniamoalsuo rapportoconla natura (/a terra, ilmare, il cielo), checonil tempoè cambiato:dallarealtàesternaèpassatoallasua realtàinteriore.Come si traducequestocambiamento,come si manifesta nellesuefotografie? Penso che si esprime con l'immagine: basta vedere le foto di oggi e quelle di ieri. Sono cambiate le cose, non sono io che le ho cambiate: sono le situazioni, le cose che stanno di fronte a me, le cose che accadono nel mondo che sono cambiate. Anche il paesaggio è cambiato Prima partivo dal contadino, poi dai segni della terra: adesso non fotografo più il paesaggio. li maledetto mezzo meccanico distrugge tutto: hanno tolto gli alberi, hanno tolto i segni, fa tutto la macchina. Certo, il mezzo meccanico, tutto quello che hanno inventato oggi, è sacrosanto: però io non so adattarmi. Quando uno parla di poesia, non può parlare di computer. So che ci sono i poeti che scrivono con i computer; però io preferisco non saper scrivere, piuttosto che scrivere con un computer. Quindi in questiquarant'anniè cambiatala realtàesterna,è cambiatoilpaesaggioesterno,è cambiatala terra.Ma è cambiatoanche qualcosanelsuomodo di fotografare? C'èstataun'evoluzionenella suafotografia? Non so c'è un'evoluzione. lo mi accorgo invece del rovescio: che sono caduto prigioniero delle cose che altri hanno deciso per me. Vorrei ancora oggi fotografare i contadini, vorrei ancora oggi fotografare la terra con l'intendimento di allora. Qualcuno può dire che sono rimasto indietro nel tempo, che non voglio che si modifichi niente. Si modifichi pure tutto: però non si paghi troppo caro il prezzo di quello che chiamiamo progresso. Tutte le cose nuove a me vanno bene; però non voglio rimanere prigioniero di queste cose. Tutti col telefonino. tutti che camminano inquadrati, come militari dietro a un comandante. Ecco. io non voglio essere prigioniero di nessuno: sono già prigioniero dei problemi della vita. Come dicevamo all'inizio, voglio essere un uomo libero. Ho bisogno di libertà: libertà di esprimermi, di dire e di dare.
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