Linea d'ombra - anno XV - n. 125 - maggio 1997

(C cendono a cavallo, circondano un ;J villaggio, uccidono impugnando coltelli, zappe, forche. Massacrano donne e bambini, novantatré morti alla fine. Potrebbe essere la scena di un film. li settimo cavalleggeri procedeva a colpi di fucile e di pistola, incendiava. Lo sterminio degli indiani s'è compiuto più rapidamente. In Algeria usano ancora asce e persino - ho letto in una cronaca - seghe. Sono "armi bianche", l'aggettivo intenerisce l'arnese di morte, come se il rosso del sangue non lo dovesse mai offendere, e chiude la bocca ai nostri massmedia e ai nostri politici. L'assassinio degli algerini ad opera degli algerini (integralisti) procede incalzante: dal 1997 i morti sono stati oltre cinquecento. "Tragico blitz nella notte a Lima all'ambasciata giapponese dove, ormai da quattro mesi i guerriglieri tenevano in ostaggio oltre settanta persone". "Alla fine dopo furiosi scontri a fuoco, gli ostaggi sono stati liberati. Secondo fonti radio, tutti i guerriglieri del Mrta sarebbero morti, mentre l'ambasciatore della Bolivia Eloy Avila ha detto che sono deceduti anche uno degli ostaggi e alcuni militari". Uno dei commentatori della nostra televisione ha sottolineato come nell'infernale assalto sia stata miracolosamente evitata la strage. I morti tra i Tupac Amaru non sono morti. Lastrage dei cattivi non è una strage. Chissà, forse è stata una giusta punizione. I soldati italiani sono sbarcati in Albania. L'incrociatore Vittorio Veneto si è incagliato nella rada di Valona. è stata nominaIl valore della vita dipende dai chilometri. Il mondo. unito da Internet. è più divioo che mai. Non capitava neppure nei oecoli bui che tanto uorte uoooe il oenoo del particolare ta una commissione d'inchiesta. Gli albanesi sopravvivono. li flusso migratorio (capite le parole: il flusso migratorio al pari delle "armi bianche") verso le coste italiane è stato fermato, dopo che un rottame carico di profughi è stata affondato al largo di Brindisi. I sindaci leghisti, quelli rimasti, hanno meno da temere. Sfogliando un giornale, rapidamente leggendo, un giorno qualsiasi di questo mese alle spalle, poco di più si può ricavare. Certo di altro parlano i titoli, Prodi, bicamerale, Maastricht, Juventus e probabilmente di questo si costruisce l'immagine del nostro mondo, la fotografia che preferiamo guardare. Sono altre notizie, queste lontane mille miglia dalle prime. Quali sono vere, quali lo sono un po' meno? Certo il mondo non si scuote davanti all'Algeria, non si preoccupa neppure del rispetto delle regole democratiche in Perù (perché i Tupac Amaru ricorrono alla guerriglia e ai sequestri? Sono soltanto furiosi ribelli? Prosperò a un certo punto un filone "terroristico" nel cinema americano, riproduttore di sanguinari sovversivi senza pietà e senza rispetto delle vite umane, soprattutto imbecilli, talmente imbecilli da diventare incredibili nella loro imbecillità). L'Albania almeno può mettere paura: ai margini, ma in Europa, davanti all'Italia, al confine con la Grecia e la Germania non è lontana. La paura ci ha mosso. Se l'Albania fosse stata lontana qualche chilometro di più non ce ne saremmo proccupati. Prende il solito disagio quando tocca di parlare delle "dimenticanze" del nostro tempo. Anche l'Olocausto forse poteva contare ai suoi tempi sulla "dimenticanza". li valore della vita dipende dai chilometri. li mondo, unito da Internet, più diviso che mai. Non capitava neppure nei secoli bui (forse in futuro si scoprirà che il nostro è più buio di tutti) che tanto forte fosse il senso del particolare, che tanto manifesto fosse l'egoismo, che tanto mancasse una visione comune o almeno solidale. In fondo l'Italia è stata all'altezza della situazione, incerta nei sentimenti e persino nella pratica, meglio disposta alla scorciatoia militare invece che alla ricerca di altre vie che si misurassero con i principi della solidarietà, della generosità, dell'impegno collettivo. Anche i suoi intellettuali sono stati all'altezzadella situazione e della loro storia. Non apriamo il dibattito. Gli intellettuali, molti di loro almeno, quelli più appariscenti e ascoltati, sono quelli che sono, pigri, deboli, depressi o inutilmente rumorosi. Potrebbero riscattarsi, ma che cosa pretendere da loro dopo anni di passerelle televisive, di notarelle sparse, di Craxi e Berlusconi, in un paese senza responsabilità, ciarliero e vacuo? Si rimane impressionati dalla ristrettezza dei nostri orizzonti. A che punto è il debito pubblico? Vorrei che il risanamento arrivasse al più presto e la riforma del welfare rendesse tutti più allegri, persino Bertinotti. Forse, promossi a Maastricht, potremmo alzare lo sguardo .

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