Linea d'ombra - anno XV - n. 125 - maggio 1997

"Chetai qui?", chie6eAnton·o. "Mi ammazzo", ri6po6e]oao, "e tu?" Per puro caao due totali 6cono6ciuti &iincontrarono mentre piombavano entrambi. .. ro tanto importante da meritare il sacrificio della tua vita?" "Non lo so" rispose Antonio "li mistero è mistero". "Ma da morto non lo potrai svelare!" protestò Joào. "È proprio per questo che mi uccido. li carattere fondamentale del mistero è di inasprire le contraddizioni, non di svelarle. Uccidermi, per esempio, è bene, nel senso che mi fa partecipare dell'enigma e in un certo senso lo acuisce. È legato alla fede, che produce l'energia per l'esistenza. O per la storia, chissà..." "È proprio quel che ho perso, la fede! Dio per me..." e a Joào si strozzò la voce nella gola. "Beh, però ..." riprese Antonio vivamente 'la fede non c'entra niente con Dio, che è stato ridotto a una povera stella nana di energia così concentrata che non si può più spostare. Anche Dio ha smessodi capire l'Umanità e ha cominciato a farle domande. SenzaDio o la Ragione, l'unica fede possibile è sprofondare in questo abisso di miseria totale". "Ma per questo bisogna almeno sapere dov'è il mistero", insistette Joào con i capelli svolazzanti al vento. "Beh, per esempio il mistero è in me. che mi uccido per coincidere finalmente con me stesso. Ma è anche in te: il tuo morire per amore è il più impossibile degli atti di fede. Grazie ad esso partecipi del mistero, perché ti sei innamorato degli abissi." Joào lo guardò con gli occhi spalancati, quando capì. E Antonio, che già riluceva nella semirealtà della vertigine, gli gridò con tutte le sue forze: "E poi, soprattutto, c'è l'enorme mistero di noi, che stiamo facendo lo stesso assurdo gesto, nello stesso momento e nello stesso luogo, e sprofondiamo per la stessa incerta ragione, per puro caso. Oltre che in complici, l'intensità di questo salto ci ha trasformati in visionari. Non vedi l'inconoscibile di fronte a te? È che stiamo già perforando il buio". E come tutto intorno cominciava a rilucere, anche Joào alzò la voce: "Sì, sì, la lucentezza dell'assurdo è impressionante". "E ora", disse Antonio vicinissimo al volto di Joào, "parliamo un po' della permanenza. Ti piacciono i miei occhi azzurri?" Fu allora che i due corpi si schiantarono sulla strada traduzionediMaria Baiocchi

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