• D'Amhrosio,la moralità d'ufficio to apposta per questi tipi di collusione fra imprenditori, politici e pubblici amministratori. Chevale, però, anche per la mafia perché se si adottano gli stessi sistemi per riciclare il danaro sporco, diventa poi difficile seguire queste piste del danaro, tanto è vero che gli stessi Stati Uniti sono molto preoccupati per questa storia. Piazza Fontana. minacce di morte. Anche nel cortiodi queMa inchietita è titato ticoperto.nelle vicinanze dell.awa abitazione. uno che aveva probabilmente intenzione di tipararle. Quindi. ticortablindata. Paura? No, perché, secondo me, uno che è andato in ospedale nelle condizioni in cui ci sono andato io, per un trapianto di cuore, non credo che poi abbia più paura della morte. lo, comunque, proprio per mia cultura, forse per il fatalismo meridionale, forse perché sono napoletano, ecco, non ho mai avuto seriamente paura di essere ucciso. Bene.Ma vivere con la ticorta. notte e giorno con la ticorta. non è il maMimo della belicità. Comeci tii tiente? Niente, ad un certo punto ci si abitua. La fortuna, poi, è che la maggior parte di questi ragazzi sono giovanissimi e sono curiosi, assetati di conoscere e di vedere il mondo, la società, attraverso gli occhi di un testimone privilegiato. Leconfesso che la cosa mi ha stupito non poco, ma mi ha fatto anche molto piacere. Inoltre, c'è anche la facilità di questi ragazzi di affezionarsi. lo ne ho avuti tanti, perché le scorte cambiano continuamente. Ebbene, devo dirle, che si stabiliscono dei rapporti umani stupendi. Questi ragazzi mi vengono a trovare spessissimo, anche quando non stanno più con me e non stanno neppure più nelle scorte. Il rapporto si stabilisce, forse, anche per la comunanza del rischio che si corre, ma anche perché, in fin dei conti, una persona anziana ne ha di cose da dire ad un giovane, se si stabilisce un buon rapporto. Può dare e ricevere molto, per cui direi che si tratta di un'esperienza positiva. La sola cosa che dà fastidio è che, a volte, ci si sente agli arresti domiciliari, costretti. Epperò, lo stato fa uno sforzo per proteggerti e allora si ha lo scrupolo di attenersi alle regole. Rimane però la voglia di "evadere" e qualche volta, confesso, qualche scappatella .....e allora c'è anche questa piccola gioia, quando si riesce a realizzare queste "fughe". Il votitrolavoro. pur otitacola.to.continua e non le chiedo un bilancio. Qualche ribleMione.però. credo tii poMa bare. Sì, credo di sì. Posso dirle questo. "Mani pulite" ha fornito non solo a noi, che siamo gli addetti ai lavori, ma a tanti altri operatori e, in definitiva, a tutti i cittadini, elementi di conoscenza sulla facilità di evadere le normative sugli appalti pubblici. Accanto a questo, la consapevolezza dell'assoluta insufficienza delle norme sulle società e sui bilanci, con la conseguenza del vantaggio enorme che si dà a queste società , che possono fare, nella sostanza, quello che vogliono. Ecco, che dopo un'esperienza come la nostra, che ha squarciato le nubi di un mondo sconosciuto, con tutto quello che è venuto fuori da Mani pulite, si sia fatto molto poco, beh, questo è certamente motivo di amarezza. E tuttavia, questa è la realtà: al di là della legge Merloni, non si è fatto niente. Ecco, questo è quello che stupisce di Lefoto di questoserviziosonodi NicolaLux più, così come stupisce il fatto che in un paese come è il nostro, in cui ci si lamenta sempre della inefficienza della burocrazia e dei pubblici uffici, una volta che si trova un ufficio pubblico, qual è anche la Procura della Repubblica, che riesce a funzionare, la preoccupazione non è tanto di riformare la legislazione per evitare che si riproducano fenomeni tanto gravi come quelli che sono stati portati alla luce da Mani pulite, quanto quella di bloccare un ufficio che funziona. Questo provoca una grande amarezza, ma soprattutto una grandissima delusione. Ma non 6i wrà tipenta la vogUadi andare avanti. l'entutiiatimo per il votitro lavoro... Lei dice entusiasmo. lo ricordo il nostro entusiasmo nel vedere che si riusciva a fare qualcosa per la questione morale, che non eravamo certo i primi a sollevare. L'avevano fatto Spadolini, Berlinguer. Laquestione morale, dunque, era stata sollevata da voci molto autorevoli, anche se poi era stata abbandonata perché, evidentemente, quel sistema di cui abbiamo ripetutamente parlato, si era trasformato in una questione di sopravvivenza per i partiti. Lì. voi avete colpito. f va bene. tie il capitolo <'li boMechiuw. magari vi.avrebbero anche dato una medaglia. Voiinvece. in tutta tranquillità. tieguitate a di.chiarare che il votitrolavoro non è ancora terminato. che non avete ancora ticoperto tutto. Perchétitupini della reazione? D'accordo. Nessuno stupore. Eperò, mi permetta, che addirittura, in questo momento, si mettano in discussione norme costituzionali sulla indipendenza dei giudici, dimenticando che l'indipendenza della magistratura è stata conquistata da pochi anni .. Da pochi anni, lei dice? Non è così?Avevamo una magistratura, che aveva subito i condizionamenti del fascismo, che non erano certo a favore dell'autonomia dei giudici. Ma lei ricorda, per fare un solo esempio, la fatica che si è dovuto fare per annullare la norma sulla legittima suspicione, per evitare, cioè, che grossi processi venissero trasferiti in sedi dove c'erano capi più disponibili con il potere politico e dove, quindi, era possibile affossare. Non le pare che tutto questo dovrebbe far pensare a che cosa succederebbe se si arrivasse ad una magistratura non più controllata da una forma di autogoverno, ma da una forma di governo politico? È un'esperienza, questa, che i nostri nonni hanno già fatto. Un'esperienza che hanno sicuramente tenuto presente quelli che hanno scritto la Costituzione, che sono persone di grosso spessore morale e intellettuale, che sono state perseguitate e incarcerate. Chehanno sicuramente pensato, nello scrivere quelle norme della Costituzione, a quel periodo nero, affinché non si ripetesse più.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==