Linea d'ombra - anno XV - n. 125 - maggio 1997

D'Amhrosio, la moralità d'ufficio per la grande velocità dell'indagine; in secondo luogo, per la ferma determinazione nostra. Punto di forza, la compattezza del pool, che è rimasta sempre tale, anche se non sono mancate discussioni all'interno sulle decisioni da prendere. Decisioni, peraltro, che sono state sempre prese all'unanimità. Mi 1>cu1>i.1>e in1>i6to. Ma que6to eMere i.n 1>intonia con un proce1>1>0di moralizzazione del pae1>e.come vi baceva 1>entire 7 Ci faceva sentire molto bene. realizzati direi. Ora c'è chi dice che prima non si facevano le indagini, ma non è cosi, solo che ora il nuovo codice ci consentiva di imprimere questa grande velocità e di utilizzare a piene mani la polizia giudiziaria. Noi, comunque, avevamo la convinzione precisa di fare una cosa veramente importante per la democrazia e per il principio di legalità. Cheera anche una cosa educativa perché chi ci dava consenso era gente che voleva che si vivesse in una democrazia pulita, trasparente. in cui la pubblica amministrazione non rubasse e in cui, soprattutto, i soldi dei cittadini non venissero sperperati in opere spesso inutili o estremamente costose, solo per beneficiare delle tangenti, che poi venivano utilizzate. in parte, anche privatamente per proprie cose. Torniamo un po' indietro. c·è 6tato un anno. che è 6tato molto critico per lei: /'anno in cui è 6tato in 01>peda/eper il trapianto del cuore. /'anno in cui è morta 1>uamoglie: il '91. Si, il '91, l'anno in cui succede tutto. Nel marzo del '91 muore mia moglie, il 9 luglio avviene il mio trapianto. [eco. il trapianto. c'è 6tato un momento in cui le è venuta la tentazione di la1>ciarela magi6tratura 7 Quando ero in ospedale, sì. Prima o dopo l'intervento? Dopo. A ben pensarci, però, la decisione di lasciare la magistratura fu successiva alla morte di mia moglie. Attraversai un periodo di depressione profonda, che riuscii a superare soltanto tornando a lavorare. Ma lavorare come? Ero conciato male. Ma qualcosa riuscivo a fare e anche quel poco mi aiutava. Certo, le mie condizioni fisiche erano estremamente menomate. Non riuscivo, per esempio, a concentrarmi per più di due ore al giorno e poi, comunque, dovevo stare riguardato. Non potevo avere forti emozioni. Per queste ragioni dovetti rinunciare a coordinare il gruppo che si occupava della criminalità organizzata. Allora c'era in ballo la "Duomo connection", che comportava molto lavoro. Pregai, quindi, Borrelli di attribuirmi un lavoro più leggero e lui mi assegnò la pubblica amministrazione .. Che, invece. poi. 1>ioccupò della corruzione con /'inchie6ta "Mani pulite". Altro che lavoro leggero. Si, ma questo in seguito. Seho ben capito. dunque. !'i.dea di abbandonare la magiMratura. nel wo intimo. non l'ha mai avuta. Ma io, per la verità, quando mi hanno fatto il trapianto non è che sapessi come sarebbero andate le cose. Dopo l'intervento, inoltre, sono stato colpito da una polmonite, per cui non è che abbia avuto una ripresa molto veloce. lo ero seriamente preoccupato e non sapevo quello che sarebbe successo dopo, anche se il professor Viganò mi assicurava che tutto sarebbe andato bene. lo, allora, ci credevo relativamente, per cui pensavo di andarmene in pensione. Fra l'altro, prima di entrare in ospedale, a varie riprese, avevo avuto richieste di raccontare qualche mia esperienza di magistrato. Cera un grande interesse per le grosse inchieste. Anche in ospedale, quando venivano a sapere che ero il giudice D'Ambrosio, mi chiedevano di piazza Fontana, di Pinelli, di piazzale Lotto. Cera una grande curiosità non soltanto sulle vicende oggetto delle inchieste, ma anche sul modo come erano state condotte le indagini, per cui, a questo punto, mi dissi: beh, alla fine dei conti, anche se dovessi essere costretto ad una vita sedentaria, senza emozioni, potrei fare tesoro delle mie passate esperienze, comunicandole agli altri: alla gente comune, ma anche ai magistrati, perché - che so - piazzale Lotto, per esempio, poteva fornire un'utile indicazione su ciò che i magistrati non devono fare. Al limite, avrei anche potuto scrivere un codice di comportamento e questo perché la cosa cui sempre ho tenuto di più è il rispetto delle regole. Quello che più mi amareggia e offende, difatti, è l'accusa di non rispettare le regole, come se noi non tenessimo conto dell'altra parte quando firmiamo provvedimenti restrittivi. Sappiamo benissimo che dall'altra parte c'è pur sempre un uomo che soffre. Ci stiamo molto attenti, mi creda, e abbiamo sempre il terrore di sbagliare. Dopo il trapianto. però. di tutte que6te we ribleMioni memoriali6tiche. non ne ha batto più nulla. A quanto mi ri1>ulta è tornato 1>ubitonel 1>uoubbicio. a{{a Procura. Non è co1>ì 7 Beh, non proprio all'indomani. Ma molto presto. Esa cosa devo dirle7 Che, quasi subito, mi sono accorto, improvvisamente, che avevo riacquistato le forze, come se non avessi mai avuto la malattia. Mi sentivo, avendo attraversato un periodo di crisi piuttosto seria, addiritttura più giovane, più vigoroso, più pronto di riflessi. Prima dell'intervento, proprio a causa delle cattive condizioni del cuore, il cervello non veniva ossigenato a sufficienza, per cui avevo grosse • difficoltà di concentrazione, specialmente nelle ore del pomeriggio. Ora, invece, ero tornato nel pieno delle energie, con in più questa sensazione di una vita nuova, perché il trapianto è una cosa incredibile, che solo uno che l'ha vissuto può capire. È come se si nascesse un'altra volta, con una nuova vita, regolata. Eallora, sono tante le cose cui si pensa quando torna la voglia di vivere, e il perché ti sia successo questo uno se lo pone, anche inconsapevolmente. Perché mi è stata regalata questa nuova vita? Cosi, se prima mi era venuta questa voglia di scrivere qualcosa, ora mi sembrava che avrei sciupato questo dono se avessi fatto la scelta del pensionato. f allora. 1>cartata I 'ipote1>idi attaccare la toga al chiodo. che co1>abece. dottor D'Ambro6io7 Ero nella mia casa, ricordo, ed era il mese di agosto. Facevo molte passeggiate e, approfittando, della scarsa circolazione, ripresi anche ad andare in bicicletta, dopo chissà quanti anni. Riacquistavo le forze, ma soprattutto riacquistavo la voglia di tornare a riprendere quel lavoro, che era

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