Linea d'ombra - anno XV - n. 125 - maggio 1997

• L'ARTDEELLDEIFFERENZE ID) opo la mostra "Les Magiciens de la Terre", svoltasi nel 1989 al Centre Pompidou di Parigi, molte esposizioni internazionali ormai cercano di inserire il multiculturalismo all'interno delle proprie tematiche e soprattutto all'interno della rosa degli invitati. Così, con una partenza ritardata rispetto alla musica, stiamo assistendo sempre più spesso a esposizioni collettive con artisti che non appartengono a Stati uniti ed Europa, consuete aree di sviluppo dell'arte di questo secolo. Spesso, però, si ha la sensazione che questa scelta sia fatta più per dovere che per un'intima comprensione di una cultura differente. A conferma di questa impressione sta il fatto che raramente questi artisti poi vengono invitati per realizzare delle personali. In questa rincorsa alla conoscenza delle culture e dell'arte dei Paesi del Terzo Mondo, decisamente prima degli altri, si è mossa la Biennale dell'Avana, ormai giunta al sesto appuntamento. Dopo una prima edizione di rodaggio concentrata "solo" sui paesi dell'America Latina e Caraibici, questa manifestazione ha decisamente puntato a diventare un appuntamento fisso per tutta l'arte del Terzo Mondo che non aveva ancora avuto nessuno spazio fuori da qui, se non in mostre in cui folklore, storia e curiosità si mischiavano con artisti contemporanei. Nonostante il blocco economico imposto dagli Stati Uniti e la conseguente difficoltà a trovare i soldi necessari anche in questo campo (che sta facendo diventare ormai triennale l'appuntamento), la Biennale è diventata un importante punto di riferimento e di scambio tra artisti di paesi limitrofi, sopperendo all'assurda situazione per cui spesso un artista caraibico o africano conosceva i principali artisti e movimenti americani ed europei, ma raramente sapeva quello che si muoveva accanto a lui. Una dimostrazione (se ce n'è ancora bisogno) del flusso a senso unico anche in termini culturali. La mostra che si apre in maggio è un ulteriore passo nella • agg10199 direzione dell'approfondimento delle differenti culture e linguaggi, e propone come tema di riflessione la memoria, le radici storiche e culturali dei singoli Paesi e gruppi. Registrare la memoria è visto, quindi, come un tentativo di impedire la distruzione delle identità sociali e umane nel nome di una mondializzazione che spesso vuol dire soltanto conoscere la cultura (e sottostare all'economia) dominante. Una memoria che porta a galla conflitti irrisolti di un passato che continuamente riaffiora, e che in ogni caso fa molto più parte del presente della nostra vita quotidiana di quanto siamo portati a credere. A progettare questo evento c'è una équipe, con la relativa rete di relazioni internazionali, ormai collaudata la cui sede è il Centro Wilfredo Lam (situato a un angolo di Piazza della Cattedrale in piena Avana vecchia) e alla cui direzione c'è Lilian Llanes. Ma la Biennale non occuperà soltanto il Centro Lam - che è attivo con esposizioni internazionali tutto l'anno - ma conquisterà un po' tutta la città, tramite le "case della cultura" dei Paesi latinoamericani e africani disseminate un po' dovunque, ma soprattutto occupando la suggestiva sede del Castillo de El Moro, una fortezza costruita dagli spagnoli all'entrata della baia. Un appuntamento di primario interesse (anche per chi non ha troppa familiarità con l'arte contemporanea) trascurato spesso dai media più attenti a cogliere nell'arte trasgressioni e provocazioni che alla sua capacità di costruire cultura. Si potranno vedere quindi oltre un centinaio di artisti provenienti da Africa America Latina e Caraibi, Oceania e Asia che usano materiali e tecniche tradizionali, o nuovi media, ma con il punto di vista del Sud del Mondo. Questa tarda primavera e l'estate sono particolarmente ricche di appuntamenti artistici, perché si sovrappongono numerose manifestazioni a carattere periodico. Oltre la Biennale cubana, che rimarrà aperta per tutta l'estate, si è già inaugurata a New York la Biennale del Whitney Museum of American Art che rimarrà aperta fino al 15 giugno, ma sarà nel Vecchio Continente che si concentreranno gli appuntamenti più tradizionali. Diamo qui sotto le date di inaugurazione. Biennale di Venezia, 47a edizione: dal 15 giugno (11-13per la stampa) all'8 novembre. Kassel, "Documenta X": dal 21 giugno (19-20 per la stampa) al 28 settembre. MUnster, "Skulpturen Projekte": 22 giugno (21 per la stampa) al 28 settembre. Biennale di Lione, 4a edizione: 9 luglio (7 e 8 per la stampa) al 24 settembre. RobertoPinta

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