Linea d'ombra - anno XV - n. 125 - maggio 1997

• Qf--------------+-------1 C ~~~!.~~D~t i f----1 ~Ettor~eColom~bo _ Editoredigrazia A ppesa in una delle stanze della casa l'!. editrice Iperborea, c'è una cartina che riproduce i confini del mitico regno di Iperborea. Chea noi ricorda - forse poco rispettosamente - la casavolante dei simpatici "uomini-uccello" che aiutarono FlashGordon a liberare Mongo, il pianeta dominato da Ming. li mito di Iperborea, invece, ci spiega Emilia Lodigiani, fondatrice e direttrice della piccola casaeditrice che si trova in via Palestro 22, "era così ben presente nell'immaginario dei greci e dei latini al punto che esisteva il mito dell'Apollo iperboreo, divinità classica cioè che si recava presso le terre degli antichi popoli del Nord (corrispondenti all'attuale Scandinavia) per riposarsi dalle fatiche". "Erano dei popoli modello", spiega Emilia, che ha 46 anni e la letteratura scandinava l'ha scoperta quasi per caso, mentre si trovava a Parigi a studiare, "che vivevano secondo natura e giustizia. Ecosì, pubblicare libri e autori del mondo scandinavo può servirci a farci comprendere un mondo distante ma molto spesso idealizzato, alle volte anche a sproposito», dice ora. li problema è sopravvivere, all'interno di una foresta-mercato editoriale popolata di lupi e orsi, anche se nordica. Ma all'Iperborea non si scompongono più di tanto: sono in tre, al massimo quattro, compresa la stessa Emilia Lodigiani, a lavorare, immersi in un ambiente elegante e ricco di colori chiari, tenui. Nordici. appunto. Alle pareti, oltre al regno di Iperborea, molte discrete fotografie, tutte rigosamente in bianco e nero, che ritraggono i protagonisti della letteratura e La piccola caoa editrice "Iperborea" è opecializzata nel uar conoocere la letteratura ocandinava e nordica in un paeoe come l'Italia che di nordico non ha nulla. A colloquio con l'editrice [milia Lodigiani dell'arte scandinava moderna. 'la casa editrice ha nove anni di vita", racconta Emilia Lodigiani, "e 65 titoli in catalogo, che possono sembrare pochi. Ma considerando che molti di essi, anche vecchi, li ristampiamo, sono tanti. Le lingue (e di conseguenza le letterature) di cui ci occupiamo sono ben precise: lo svedese, il norvegese, il danese, il finlandese, il neederlandese" (che sarebbe l'olandese, comprensivo di Olanda vera e propria e Belgio di lingua e cultura fiamminga, ndr). Con che criterio definite l'area? "Alle volte, anche con dei criteri un pò casuali. Con la casaeditrice e/o" racconta divertita Emilia "ad esempio, abbiamo stipulato una specie di Yalta casalinga per quanto riguarda i paesi baltici. Un giorno ho telefonato alla e/o dicendo: 'bene, anche voi pubblicate la letteratura dell'Est europeo. Allora facciamo così: noi pubblichiamo gli estoni, che sono di ceppo finnico, e quindi dei nordici, voi lituani e lettoni che invece sono di ceppo slavo, e quindi più vicini al mondo russo e slavofilo'. In Italia, questi autori che, quando ero a Parigi, davo per scontato fossero patrimonio comune, non li traduceva e non li conosceva nessuno", continua Emilia. "Ma le traduzioni erano pessime", spiega Emilia, "spesso condotte dal francese o dal tedesco, senza contare che una grande fetta della letteratura scandinava, quella più recente, non esisteva". li progetto editoriale di Lodigiani è però tutto particolare e sin dall'inizio segue un gusto tutto suo: quello di cercare, contattare e pubblicare la cosiddetta "generazione dei sessantenni", una generazione di autori "forti", "impegnati", svedesi, olandesi o norvegesi o di altra nazionalità che siano (da Gustafsson a Enquist, da Nooteboom a Lindgren, da Lagerlof a Stangerup), collocati nella loro particolarissima natura e cultura, grazie alla quale s,annocapire e riflettere sull'animo umano. "Una letteratura esistenziale, potremmo definirla", dice Lodigiani. "Ma che mi appassiona", aggiunge con un sorriso. li titolo Iperborea più venduto è L'anno della lepre di Arto Paasalinna, che è arrivato, tra un'edizione e l'altra, a 30mila copie, ma molti altri autori vanno benissimo, da Morte di un apicultore di Lars Gustafsson ai vari volumi di Dagerman al "classico" Nooteboom. Mondadori e Rizzali hanno scoperto anche loro la letteratura scandinava? "li successo del Sensodi Smillaper la neve di Peter Hoeg non mi dà fastidio. li libro l'avevo letto in bozze e, escluso l'inizio, non mi era piaciuto. Ma sono contenta per lui: con me non avrebbe venduto così tanto! Non ho fiuto per i libri di successo, purtroppo, mi innamoro invece dei titoli e degli autori nei quali credo e con i quali stabilisco un rapporto privilegiato, leggendoli e rileggendoli molte volte", spiega Emilia. "li lettore curioso ci scopre in libreria o nei saloni del libro come quello di Torino o di Belgioioso: anche adesso abbiamo in programma l'uscita di nuovi titoli, dall'ultimo romanzo di Torgny Lindgren, una specie di divertissementpoliziesco-filosofico ad un libro dedicato a saghe e leggende nordiche". Tanto per spiegare, con grazia, che la letteratura scandinava non tocca solo le corde del dolore.

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