Linea d'ombra - anno XV - n. 124 - aprile 1997

r 'critica e e dimenticata GLI ANTIEROI DI RICHARD FORD MarisaCaramella CC inquant'anni di cinema, di televisione e di letteratura hanno diffuso anche in Italia tante sorprendenti immagini degli Stati Uniti che è difficile per lo spettatore o il lettore stupirsi. provare una sensazione di novità leggendo un romanzo. Questo gli autori americani lo sanno molto bene, tanto è vero che negli ultimi due decenni hanno scelto di esplorare realtà sempre più marginali o di sovraesporre realtà già note, sempre alla ricerca del nuovo, facendolo coincidere con il sensazionale (il romanzo in tutte le sfumature del dark) o con il minimale (tutte le storie dell'America "dimenticata" della povera gente). A occuparsi di ricchi e potenti è rimasta per lo più la letteratura di intrattenimento, con qualche eccezione, naturalmente. La vera America "dimenticata" è quindi quella della classe media, dei milioni di persone qualunque. né ricche né povere, che abitano l'immenso territorio "di mezzo", quel tessuto fatto di quartieri residenziali. di centri commerciali, di periferie dense di motel, di diner, di franchising, di stazioni di servizio e di empori, rivendite e supermercati. Intendiamoci, tutto questo è stato riprodotto da cinema, televisione e letteratura fino alla nausea, ma quasi sempre per ambientare situazioni transitorie, come se lo scrittore o il regista fosse in continuo "viaggio" lungo le strade d'America, insieme ai suoi personaggi, e non decidesse mai di imboccare un'uscita qualunque di un'autostrada qualunque per esplorare uno di quei territori grigi e monotoni, alienanti, che sfiorava passando o vedeva dall'alto. Anche lo spettatore italiano più isolato e ingenuo conosce ormai il Suddei problemi razziali, i ghetti delle grandi città, gli spazi aperti del West. i deserti del Sudovest o le foreste del Nordovest, le pittoresche cittadine del New England o le coste della California, ma non può avere un'idea, per esempio, di cos'è un quartiere residenziale del New Jersey. Richard Ford ha cominciato il suo iter letterario ambientando le sue storie nel West, il Montana, l'Idaho, il Wyoming, luoghi di natura selvaggia poco distante da quelli - la California del Nord, l'Oregon, lo stato di Washington - in cui il suo riconosciuto maestro Raymond Carver ambientava storie analoghe di povera gente, di amori andati a male, di incapacità di comunicare, di sopraffazione, ma raccontate con crudezza, secchezza, dolore, senza concedere alcunché al potere di seduzione che quei luoghi fermati in attimi di incanto dal cinema per interi decenni esercitavano ed esercitano sul lettore. I racconti di Ford sono invece molto suggestivi. Lo scrittore originario del Sud ha vissuto e ancora vive per parecchi mesi all'anno nel West, adora la natura selvaggia, la caccia, la solitudine, i laconici dialoghi con gli abitanti del posto, la sensazione di libertà dei grandi spazi, la sensazione di rischio comunicata dal territorio ancora indomito nonostante gli sforzi compiuti dalla civiltà per omologarlo o degradarlo. Echi di Raymond Carver, echi di Hemingway ed echi di migliaia di immagini suggestive ripetute in innumerevoli film hanno decretato il successodi pubblico di Richard Ford e fatto di Rock Springs (1989) e Incendi (1991)veri e propri libri di culto. Ma c'è un altro Ford che riscuote minor successo, che suscita moti di impazienza, che spiazza il lettore italiano di cose americane, perché ritrae quella realtà, quel tessuto sociale poco noto che pure occupa gran parte dell'America e ospita gran parte della sua popolazione. Sportswriter (1992) e poi // giorno dell'indipendenza (1996) sono due ambiziosi romanzi ambientati proprio nel New Jersey, a un passo da New York ma distante anni luce dai grattacieli di Manhattan, dai ghetti di Harlem e del Bronx, e anche dalle foreste della valle dell'Hudson. Il protagonista delle due storie è Frank Bascombe, scrittore in gioventù, giornalista sportivo nel primo romanzo, agente immobiliare nel secondo. Un personaggio che, osservato dallo scrittore "di passaggio", sfiorato o visto dall'alto, sembrerebbe un concentrato di luoghi comuni sull'America ormai noti anche all'estero: frustrato e sostanzialmente rassegnato, un matrimonio fallito alle spalle, rapporti difficili con i figli, un lavoro mediocre, una scoria, un residuo della grande corsa al Sogno Americano in cui sembrano impegnati tutti gli abitanti

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