te6ti che pre6entiamo 6ono 6tati prodotti per la 6erata (2ogennaio 1997. teatro Franco Parenti di Milano) dedicata da Linea d'ombra e dall.'editore a Mari6a Bui.gheroni e "Apprendi6ta del 6ogno". 6Ua prima opera di Mnzioni (Donzelli. Roma 1996) Il noMro do66ier 6i compone di una 6erie di parti: quattro interventi - Fobi. Lanati. Con6olo. Nocera - 6ono 6tati detti durante la 6erata e te6timoniano del ruolo che Mari6a ha avuto e ha nella vita della cultura italiana. gli altri. Calamandrei. Wilentz. Federman. Humphrey6 Wamer eAnn Berthotu - ci 6ono arrivati dagli Stati Uniti. "Soll.ecitati" a mandare un pen6ierolregal.o da obbrire alla 6Crittrice durante la 6erata. gli amici americani e ingle6i di Mari6a hanno 6celto una varietà di torme per e6primerle U loro aouetto e dirci che tipo di o6mo6i 6i 6ia creata nei trequenti e curio6i tran6iti tra n6oceanici della noMra Mudio6a. Federman ha 6celto la. torma. dell'apol.ogo e dell'i.mpa.reggiabile umori6mo ebraico. Calamandrei e Wilentz. invece. quella del racconto di una comune e6perienza. di vita e di lavoro newyorke6e. Humphrey6 ha attidato al ver6o la wa emozione di lettura. I Berthott hanno 6celto la 6/rada del doppio omaggio poetico a ttra ver6o un vero e proprio e6ercizio di 6tile: U breve componi.mento dedicato a Mari6a è la ri6crittura tedel.edella poe6ia 1068 di [mily Dickin6on. di cui Bulgheroni 6ta curando in que6ti me6i l'edizione completa per i Meridiani Mondadori. Completiamo il do66ier con una lettura di "ApprendiMa del. 6ogno ... curata da Paola Splendore. MariaNadoHi Ritratti MarisaBulgheroni ere IL , intensità immaginosa e barocca della prosa di Marisa Bulgheroni, la ricchezza formale, la bellezza della lingua sono una cosa cosi rara nella letteratura di oggi, cosi appiattita nei giovani e nei vecchi di mezzaetà, nei buonisti e cattivisti e mid-cult ugualmente in via di robotizzazione e televisione, da rendere di per sé preziosa la qualità della sua prosa. Ma questa qualità si mostra e si afferma perché non è gratuita, perché è richiesta e prodotta da un'intensità altra, da nodi affettivi e culturali, civili e letterari, altrettanto rari. Di essi si possono scoprire le matrici nel rapporto tra una certa tradizione italiana e una certa tradizione statunitense, legate tra loro da una vigile curiosità, da un'attenzione morale. Quante cose vorremmo sapere da Marisa Bulgheroni su questo rapporto, sull'esperienza di questo confronto. Per cominciare, sulla matrice "protestante" e borghese e riformista che è poi di tutta un'area fondamentale della storia italiana del secolo: !'"area" che potremmo definire olivettiana, fallita come falliscono tutte le ricerche di armonia sociale di fronte alla brutalità del potere - quello economico come quello politico. Eppure quest'area, minoritaria, "diversa", laica ma a suo modo fortemente religiosa e segnata dal sentimento del dovere (e da un dover essere) che ha sempre cozzato contro la retorica dei diritti su cui si è mossa la storia della sinistra, uccisa per questo dal corporativismo e dal cinismo, ha dato enormemente alla cultura del paese: ha dato maestri lucidi e rivendicabili, "perdenti" di genio. Vorremmo sapere di più su "Comunità", su quella "zona" e quei tempi; e vorremmo sapere di più sugli Usache Marisa ha frequentato e ci ha insegnato ad amare: non solo quelli austeri e intimi - ma quanto "sociali", nel loro bisogno o rifiuto di dialogo con il loro tempo! - dei e delle new-englanders del passato, ma anche a quelli degli anni cinquanta "visti di persona": metropolitani e immigrati di visionaria capacità di interpretare e soffrire come Ralph Ellison, di razionale ironia e autoironia come Saul Bellow, e southerns tormentati come la fragile e scriteriata Carson McCullers, piccola Giovanna d'Arco alle prese con il mistero del male. Sono epoche e mondi su cui ci siamo formati - contro quelli della magniloquenza "impegnata" e dell'astuzia cattolico-maggiori tari a. Di questo e di altro avrei voluto, stasera, chiedere a Marisa. Le chiedo invece pubblicamente, sicuro di non essere il solo, di scriverle, queste cose, di recuperare i suoi introvabili scritti di ieri, aggiungendovi i ricordi non ancora raccontati pubblicamente, le osservazioni che le suggerisce una saggezzache, per nostra fortuna, continua a essere corretta e guidata in Marisa dalla curiosità e dalla generosità. Gojfedo Fojì
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