Linea d'ombra - anno XV - n. 124 - aprile 1997

sono frequentare anche cantanti di musica leggera, ma, attenzione, quando si lavora è un'altra cosa. Vita e lavoro sono cose distinte, nella vita frequento le persone anche se non amo le cose che fanno, nella vita ci sosteniamo a vicenda. li problema del trash è che è una scusamostruosa, un riciclaggio mostruoso di idee perché non si ha la forza di andare avanti. Mi fa incazzare perché è un po' triste. Trash, cos'è trash? Me lo puoi spiegare per un mese poi mi rompo le palle, perché non ha radici, come tutte queste piccole forme di tendenza, pip, plip, plipop, pulp, trac, proprio perché possono vivere tre o quattro mesi, e lo senti subito che non hanno autonomia, né forza, né fondamenta. Sono scuse. Il. "tra6h" aMume l'i.ndibberenza e l'indiMinzione a principi ordinatori del reale. [ in aMenza di un punto di. ui6ta - etico. mora.I.e o e6tetico che 6ia - va. a binire che non 6i 6ceglie mai. .. È quello, non ci sono i fondamentali, e io credo di avere qualche fondamentalino. Ti faccio un esempio. lo non amo la pop art, mentre amo molto Sironi. La pop art nasce da un consumismo, da qualcosa che non mi interessa, da qualcosa che mi dà fastidio. Andy Warhol, che era intelligentissimo, diceva lui stesso di odiare quello che faceva, perché erano cose che nascevano da una malattia, da qualcosa di assurdo, che io non accetto. Sironi, invece, è una montagna che cammina. L'ultimo bilm di. Salvatore6 è un bell'e6empi.o di "tra6h". lo non amo la fantascienza. Ma dou'è la banta6cienza nel bilm di Saluatore6? Diciamo che è un film che non mi ha coinvolto. Non amo i virtuosismi. t un "Biade Runner" brianzol.o. wpponente, qual.unqui6ta. noiow. Però insomma .. Non mi dire che c'è 6pazio per tutti e per tutto. No, no, assolutamente. lo dico sempre che tutti possono essere grandi registi e grandi attori, tranne alcuni registi e alcuni attori. No, io ho dei fondamentali veri, che magari mi vengono da mio fratello pittore o dal fatto che da ragazzo mi mettevo davanti al lago con tranquillità a sentire delle cose, i profumi. Mi sono sempre cresciuto un po' da solo. A volte mi sorprendo che la gente venga colpita dalle cellule impazzite e non dalla normalità. [ co6a pen6i del.lo "6platter"? Si tratta di un'altra moda deMinata a durare poco o ci vedi qualco6a di importante? Sai che una volta ho scritto una cosa sulla moda degli splatter. Era una piccola indagine: avevo scoperto che gli splatter sono tutti giovani, per lo più maschi, che vivono con i genitori, che la domenica mangiano le lasagne o queste cose qua. Quindi dopo un po', a trentacinque, trentotto anni. si esauriscono. Non fanno mai l'amore, perché non hanno un luogo proprio dove farlo. Poi vengono tutti da queste piccole province dove il pensiero è dilapidato dal benessere, Modena, Fidenza. Allora ho scritto la cosa di uno di Fidenza, che manda il suo ultimo racconto splatter a un amico di Detroit e l'amico di Detroit gli risponde "beato te che vivi a Fidenza, qui a Detroit non succede un cazzo". Sai che questi vedono dei bastoncini di mottarello e per loro sono siringhe, deformano tutto, eroina e sperma, si è bloccato l'ascensore, perché una sieropositiva ha vomitato del sangue. Sempre queste cose qua. Generato dalla noia, dalla grande noia, dalla noia più totale, perché non hanno fondamenti, perché non riescono a apprezzare niente. Anch'io, però, nel film ho una citazione splatter: Antonio che tira fuori la pistola a scuola. t vero che Mai lauorando con Michele Serra al tuo nuovo 6pettacolo teatrale? Per ora si tratta solo di una collaborazione amichevole tra Serra e me, tra un caffè e l'altro, da vicini di casa.. ere ... e da cittadini della 6azia Bologna verdeulivo? Bologna è una città civile, un paesone ricchissimo, la Ginevra della nostra val Padana, vai in un bar e il caffè lo devi pagare con i bot. Annebbia a lungo andare? lo ci sto pochissimo. Sono sempre in giro per lavoro. Tu 6embri molto in equilibri.o. molto centrato. Fondamentalmente sto molto bene. Nel mio lavoro devo incassare, allora riesco a ribaltare delle cose, a sfogarmi, e questo mi aiuta a pulirmi. a depurarmi. Ti piace eMere interuiMato? No, non molto, perché penso che il mio lavoro basti. Però se ti devo dire la grande verità, non perché adesso sei qua tu, lo giuro su mia figlia, mi piace molto chiacchierare con delle persone che amano questo lavoro e non ti fanno quelle domande che non servono. Adesso, per esempio, non sto guardando che ore sono, perché sto bene. Ho scoperto che quando incontri delle persone giuste, questo ti aiuta nelle cose che fai. li vostro lavoro può aiutare tantissimo chi fa il nostro lavoro, perché può farci capire mille cose. La critica 6erve? Si, ma molti giornalisti mi deludono, perché si fanno condizionare. Poi però li individui, perché capisci che non sono coerenti, mentre tu sei coerente con il tuo lavoro. E' per questo che non ci si trova, non ci si incontra mai. Purtroppo è brutto, ma li devi individuare, anche se hanno parlato bene di te. Mi dà fastidio, perché il loro lavoro non serve a niente. Alcuni critici teatrali non li leggo proprio più, perché proprio non ci prendiamo. Dalla critica teatrale io sono stato preso sul serio, ma prima c'è stato un passaparola del pubblico. I critici sono venuti dopo. Ti wno Mati propoMi altri ruoli ci.- nematograbici i ntereMa nti? Si, ma per ora ho detto di no, non per snobismo, ma perché stavo facendo le mie cose. [ 6e bo66eAmeli.o a proporti una parte in un wo bilm? Posso andare anche in ginocchio.

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