zero. 6embrerebbe eMere il contrario della ma6chera o uor6e è la ma6chera totale per eccellenza. Il mio faccione? Ci ho ragionato. di solito il comico si dice che abbia un'autonomia di venti, trent'anni, perché poi il viso cambia. Keaton è un esempio: con l'età è diventato drammaticissimo. troppo. Chissà,lì bisogna lasciare al caso. vedere come vivi. Se vivi con piacere. la faccia ti si modella in un certo modo, chi lo sa. Il comico è anche questo. Però poi la mia intenzione è di fare anche altro, ed è obbligatorio se si vuole esseredei buoni comici. Bisognasolo impegnarsi un po' di più, bisogna capire che è una cosadiversa, focalizzare l'epicentro in un altro punto. Come ti deuini6Ci? Come un comico O co6 'altro? No, ancora non me lo possopermettere. Comico è una parola molto nobile, una forma d'arte elevatissima. Comico è assoluta libertà. E' la mia direzione, nel sensoche la sto provando. Eper provarla devo fare anche l'Antonio di Vesnava veloce, attivare sempre ogni parte del corpo. Adessosembra una cazzata,ma per ogni personaggio, ad esempio. già solo il peso del corpo deve ridistribuirsi in modo diverso e le attenzioni devono esserediverse e questo è bello. Eallora. quando vai a fare Messenianella Calandria del Bibbiena in italiano antico del '500, ti devi muovere in un altro modo. Quando vedo comici o non comici che rappresentano sempre la stessacosa,mi dispiace, perché il nostro è uno strumento che può suonare sinfonie e quindi devi cambiare. Non è come il live op da discoteca che è sempre un'ottava, dopo un po' ti rompi le palle del live op, non ci stai più dentro. E' bello poter fare un po· tutto. La tua è 6tata una uormazione teatrale canonica? Ho frequentato la Civica scuola d'arte drammatica di Milano e fatto qualche spettacolo. Poi ho sentito il bisogno di rappresentare le mie cose e sono stato folgorato dalla comicità, dalla bellezzadella comicità. Che cow pen6i del co6iddetto "tra6h "? Sonomolto contrario. Molto di più. Magari qualche trashista nella vita privata lo frequento anche. Nella vita privata si posTinaModotti,unadonnatraartee vita , Tinasull'azoteà « TinaModotti Vitae fotografia». 2 5/3/97- 4/5/97, Museodel Risorgimento, via Sani'Andrea6, Milano. S altarini Modotti Assunta o "Tina", nata 17.6.96 a « Udine, residente all'estero, fotografa. Comunista da fermare». Non fosse che per i documenti originali e autografi delle questure e polizie di mezz'ltalia (l'estratto del «Bollettino delle ricerche» citato proviene dalla Questura di Udine), la mostra «Tina Modotti. Vita e fotografia», che si è aperta il 25 marzo al Museo di Storia Contemporanea di Milano , merita di essere visitata e percorsa con attenzione. Oltre a presentare più di 200 fotografie di questo personaggio - la metà delle fotografie sono alcune delle opere più significative scattate dalla Modotti nella sua carriera, mentre sono circa 100 le immagini riferite alla vita, al volto, alla figura stessa di Tina, realizzate da autori del calibro di Edward Weston, Diego Rivera e altri ancora - la mostra (la prima che Milano dedica alla Modotti) ricostruisce anche, con dovizia di particolari, il percorso della Tina «rivoluzionaria», i suoi incontri con alcune delle più importanti personalità dell'epoca, le sue tormentate storie d'amore e di amicizia. Giovane e bellissima, appassionata di cinema e fotografia, figlia di un operaio di idee socialiste e di una cucitrice, la Modotti nel 1913, a soli diciasette anni, segue il padre negli Stati Uniti. Nel '17 si trasferisce a Los Angeles, dove sposa il pittore Roubaix detto "Robo", ma nel '22 Robo muore improvvisamente a Città del Messico e Tina, che lo aveva appena raggiunto, si ferma ad osservare la realtà del paese. Nel '23 decide di trasferirsi definitivamente in Messico, insieme al fotografo Edward Weston, di cui presto s'innamora, pubblicando le sue opere tra grandi consensi. Nel '26 Weston torna a Los Angeles, il loro rapporto si rompe e Tina inizia a militare nel Partito comunista messicano; nel '28 diventa la compagna del rivoluzionario Junio Mella, che l'anno dopo viene assassinato mentre camminava per strada insieme a lei. Tina seguirà poi Vittorio Vidali (il famoso «comandante Carlos») in Europa, abbandonando per sempre la fotografia e dedicandosi alla militanza nel Soccorso rosso internazionale. Morirà a Città del Messico nel '42, da sola, probabilmente di infarto, in un tassì. EttoreColombo
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