Linea d'ombra - anno XV - n. 124 - aprile 1997

Intervista AntonioAlbanese re è pirandelliano alla quinta potenza e, in più, in questo film non si cresce, non si può crescere. Bi6ogna manteneni co6ì. è meglio. E la chiamiamo serenità?! Chiamiamola 6erenità! Complimenti!!! No, perché infatti dentro ci cova un disagio altissimo. Ne{{e note di produzione di Uomo d'acqua dolce 6i legge. "Dopo cinque anni Antonio vuol 6emplicemente riprendere po66e66o delle 6ue COM: di 6Ua moglie. di 6Ua biglia e della ca6a ". Intendevi veramente que6to? No. Ecome avrei potuto? Amo le donne, le rispetto, credo che questo sia il primo film comico girato in Italia dove non compaia neanche una tetta al vento, perché è una cosa che io non sopporto. In bando. come 6i diceva prima. 6i tratta di una Moria d'amore biMata aU'inbanzia. Non 60/0 non ci 6ono tette nude. ma direi che c'è un vero e propri.o blocco deU.'eroti6mo. come 6e nel tuo bilm I 'ero6 non prendeMe la convenziona/e 6trada del 6e660. ma que{{a del gioco. C'è più libido nella 6Cena in cui imiti i.Lrumore del treno che in que{{a della tentata 6eduzione di Antonio da parte della cantante lirica. li treno poi 6embra eMere un 6imbo- /o di libertà. di deregionalizzazione. di benebico 6pae6amento. Mi piace spezzare le gabbie regionali. Caligola, uno spettacolo teatrale che nel 1990 abbiamo portato anche all'Expo di Siviglia, era in quattro lingue. Ogni frase era fatta, letteralmente, di parole prese da quattro lingue diverse. lo non parlo lingue straniere, ma posso memorizzare bene le mie battute in qualsiasi lingua. Ci sto, mi piace molto. Anche nei dialetti sono predisposto. Mi diverto. I dialetti, a differenza delle lingue straniere in cui sono pigro, posso impararli in due settimane. Ha a che vedere con il corpo? Forse sì, perché hai bisogno di articolare in un certo modo e di seguire una gestualità. Forse, se stessi in Inghilterra o avessi amici stranieri. .. Cow pen6i del cinema americano? Non sono un amante di Hollywood. Le rappresentazioni impetuose, le storione, gli effetti speciali e la fantascienza non mi piacciono proprio. I film indipendenti mi interessano molto di più. Adesso mi piacerebbe vedere il mio film all'estero, provare a vedere come va la mia comicità fuori di qui. Cazzo, è così universale il cinema! Dicevi prima che. in6ieme a Sonia Peng. 6cenograba di Uomo d'acqua dolce. hai curato per6onalmente gli a6petti vi6ivi e ambientali del tuo bilm. Sì, per esempio ho lavorato tantissimo ai colori. Nel 90% delle scene c'è il rosso. Vuoi sapere perché? Perché il rosso è vivo, mi dà energia, mi piace. Il rosso è un'esplosione di energia. C'è un colore da evitare al cinema? No, semmai vanno evitati certi abbinamenti di colore. le foto di questoincontrosono tratte dal film "Uomod'acquadolce" regiadi AntonioAlbanese Chi 6ono oggi i tuoi regi6ti preberiti? Paolo Virzì: gli sento la mia stessa voglia di divertirsi nel fare le cose. Mi piace Mazzacurati, in cui sento una sincerità squisita, sublime. Esto aspettando con molta curiosità Riccardo Milani, in questo film scritto da Domenico Starnone. Amo Nanni Moretti, anche se il suo cinema è particolare, isolato. Nel cinema italiano io ci sento comunque un grandissimo artigianato, certe volte si vede proprio il sudore, si sente la puzza. Tu hai gi.à i.n mente un 6econdo uilm? No, adesso non ho in mente niente, non me lo posso permettere. Non amo mai fare due cose alla volta. lo adesso sto seguendo il film con molta passione. Ti è 6ervito lavorare con Mazzacurati? Sì. come attore e come regista. Ho capito qualcosa sui tempi cinematografici, sul rapporto tra il movimento di un carrello e il movimento dell'attenzione. Il dolly ad esempio, io che non amo lo zoom, l'ho usato una sola volta, perché ho capito che lì poteva andare bene. Che ruolo ha La mu6ica nella tua vita? Lamusica è fondamentale, mi fa da controtempo, da controcampo. Per me la musica esiste sempre, c'è sempre. Una delle cose importanti, quando si fa un film, è scriverne anche i silenzi, il non suono. Quali 6ono. nel. cinema. i tuoi veri riuerimenti attoriali? JacquesTati. Benigni, il più grande corpo comico vivente, perché lui è l'unica maschera che ci sia e è difficile gestire la maschera oggi che c'è la televisione e rischi di inflazionarla e di stancare. Benigni è bravo, perché rispetta la sua maschera e fisicamente è il più grande comico. Poi ci sono i miei ricordi televisivi d'infanzia: Buster Keaton, Stanlio e Ollio, ricordi bellissimi. Tu. come attore comico. 6ei in bil.ico tra più co6e... lo sono tante cose. mi servo di tantissime cose: del monologo, della sospensione, del tormentone, di un po' di tutto. Microgesti che sono al limite del mimo, ma non arrivano ad esserlo. Infatti poi il piccolo gesto mi piace molto, perché si parte sempre dalla maschera neutra. Anche Buster Keaton, comico fisico assoluto, non faceva niente. Bastava un piccolo gesto e diventava una montagna, bellissimo, delicato e tragico nella sua comicità, esattamente come Charlie Chaplin. Il tuo vi60. co6ì tendente al grado

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