scherzo e rido, ma poi mi piace molto individuare certe cose. Prendiamo Ladro di bambini, quel suo viaggio, quella sua attraversata, quel suo momento calabrese, quello scambio di soldi all'inizio del film, veramente stiamo parlando di capolavoro totale. Lui è un mio mito. Lavorare con lui può diventare il sogno della mia vita. Avete in mente qua.lco6a? No, adesso lui sta girando il suo film e ci sta pensando molto. Mi piace, perché combatte sempre, non fa le cose perché le deve fare, le fa perché le deve sentire, perché ci tiene. Mi piacerebbe da morire. So che gli sono piaciuto in Vesna va veloce. Poi ama il cinema, lo rispetta molto, non si fa condizionare, è puro. [ Ciprì e Mare6co? Li ammiro moltissimo. A livello televisivo sono una delle cose più geniali degli ultimi dieci o vent'anni. Lo zio di Brooklyn mi è piaciuto molto, perché quel tipo di cinema, di metafore, è trascinante e a me piace farmi trascinare.Ciprie Maresco sono altre due persone a cui dico grazie di esistere. Poi so che loro mi rispettano molto. Però 6ono lontani dal tuo univer6o ... Sono lontani direttamente, ma non indirettamente. Dove stanno la vicinanza e la distanza tra noi? Ladistanza sta nella distanza: io sono più immediato nel rappresentare, mentre loro, metaforicamente parlando, sono più complicati. Però in un certo senso abbiamo molto in comune. Trattiamo tutti e tre la realtà più pura, solo che nei miei personaggi, nel mio modo di fare, si è tutto un po' deformato. Non credi che 6ia un problema di 6guardo e di linguaggio? Perché. 6e è chiaro che tutti e tre lavorate 6UI reale. i ri6ultati tarmali e narrativi 6ono però diver6iMimi. lo amo molto osservare. Non si inventa niente, tutto si trasforma, sembra una battuta, ma è vero. Come anche nella pittura. Una volta ci sono rimasto male, ero al Prado di Madrid a vedere Bosch e mi sono detto ma che cazzo vuole. Tutto si trasforma, si adatta, l'importante è prendere quel tic e non trasformarlo troppo, non esasperarlo troppo, non cancellarlo troppo, non valorizzarlo troppo, ma adattarlo a quella cosa che tu stai facendo. Gestirlo in modo adeguato. Ciprì e Mare6co /.avorano molto 6ul grotte6co e anche tu. a modo tuo. ma in modi e con ri6u/.ta.ti parecchio divertii. Siamo cresciuti in due città diverse, in culture diverse, con maestri diversi. [ il tepore milane6e c'entra? Assolutamente. Basta solo passeggiare a Palermo o a Milano. In una settimana, se passeggi a Palermo, ti puoi condizionare di determinate cose, a Milano di altre. Sepassi alla Vucciria di Palermo, ti accorgi che non sei in un mercato come quello di via Mac Mahon, capito. E' per questo che, da quando faccio questo mestiere, la cosa che amo di più è girare. Facendo teatro, io giro e rigiro l'Italia e è la cosa più bella. Ecco perché da domani io parto e seguo il mio film in giro. Perché trovo meraviglioso andare a Bari, dove la reazione è diversa. Devo dire che, e questo l'ho capito col teatro, per quel che mi riguarda io sono molto apprezzato a Malles come a Ragusa.Non ho mai trovato delle grandi differenze, ma le pause sono diverse, le risate sono diverse, c'è sempre una sfasatura. La teatralità 6iciliana. il 6en6o del. teatro dei 6ici/iani. non ha certamente un analogo a Mii.ano ... È vero, qui tutto è un po' asettico, freddino, artificiale. Li è viscerale, sanguigno, animale, universale. Quali 6ono le radici che ricono6ci alla tua comicità? I miei primi venti tre anni a Lecco, poi gli otto anni a Milano la hanno sicuramente ere condizionata. Incastrati, però, ai miei ricordi estivi della Sicilia. ln6omma un bel/'ibri.do. Eh si, io penso di essere un bell'ibrido. E allora è per questo, se vuoi, che ho inventato quel gran lombardo di Epifanio, ma anche Alex Drastico, che è l'emigrato che non si è mai inserito. Alex, rispetto a Epifanio, ha una pesantezza e uno sguardo diversi, pause diverse. Cammina in modo diverso. Parla in modo diverso. Tu lavori molto 6ulle voci, 6ulle lingue. 6ui 6uoni .. 6Ui modi. di dire. le intle66ioni. gli accenti. i dialetti. I dialetti mi piacciono perché per me sono dei suoni, degli strumenti diversi. Nel tuo tilm c'è una battuta pertetta. una di quelle battute de6tinate a diventare cotitume. preci6a. 6intetica. chirurgica: "dimenticami. dimentichiamoci 6imultaneamente". L'hai inventata per que6to tilm? Non l'ho mai usata prima, ma era già in un racconto che stavo scrivendo a proposito dei testimoni di Geova. Ho uno zio, che non vedo da una vita, simpatizzante testimone. Altra ditterenza tra te e i due cinea6ti 6iciliani è che nei tuoi tilm non ci 6ono. in 606tanza. per6onaggi negativi. Non c'è antagoni6mo. Tra Gottredo e Antonio. che pure dovrebbe eMere l'eroe del tilm. ri6ulta per6ino più 6impatico il primo. Alla fine del film potevo renderlo odioso, potevo giocarmelo come mi pareva, ma
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