Ma que6to. nel bilm. ba il pert>onaggio? Più che il personaggio fa il film. Dietro a ogni camminata di Antonio c'è una geometria e dunque una mia ricerca. Ogni mio lavoro è dettato dalla voglia di cercare delle cose. Rispetto al film, io sono contento di quel pochino che ho trovato. Però il personaggio nasce comunque attraverso dei gesti e una fisicità. Mi piaceva l'idea di un personaggio anormale messo a contatto con una realtà molto normale, con una donna normale. Mi piacevano le sua reazioni fisiche, la sua ingenuità. Mi comunicano serenità. Per me la grande trasgressione del momento è rag.giungere la serenità e la semplicità. Guarda il cinema inglese: Piovono pietre di Ken Loach è uno dei film più belli che abbia mai visto, di una semplicità imbarazzante. Devo dire che per questo film mi sono preparato, ma non ho voluto esagerare. Non volevo andare oltre. Sarebbe stato svuotare il sacco, bucarlo. In Uomo d'acqua dolce compare una Milano inedita e belliMima. I tuoi t>corci milanet>i banno pent>are ai mai convenzionali dettagli urbani della NewJork OMervata con occhi da innamorato di Woody Allen. Per me Milano è bellissima e ho voluto trattarla con rispetto, cercando di far vedere quanto sia varia. Certe sue zone fanno pensare a Berlino o a Praga e il film questo lo rispecchia. Ne sono contento, perché vuol dire che Uomo d'acqua dolce ha un sapore internazionale, non è sporcato dalla smania di attualità. Anche la Moria. in bando. è t>enza luogo e t>enza tempo ... C'è solo il momento del capriccio, per dire che cosa è cambiato nei cinque anni che Antonio passa lontano da casa: l'oscenità della moglie che ringrazia il marito (un faccendiere che ben incarna lo spirito dei tempi e il suo cinismo, NdC) per essere quello che è. Era un capriccino che volevo togliermi. Questo professorino morto di fame che prima andava a elemosinare il prestito di 10.000 lire e che adesso, diventato ricchissimo e potente, dice "siamo stati ciechi". lo non capisco e non voglio capire. Fondamentalmente per me non è cambiato niente, peggioramenti magari si ma nulla che mi abbia cambiato dentro. E: nel mondo intorno a te? Nel film io non ho voluto trattare i cinque anni passati chissà dove da Antonio, se no diventava un'odissea. Per me l'importante era far vedere che lui è sempre lo stesso, che per lui non è cambiato niente. Ho lavorato su questa serenità. Quello che voglio dire è che sono colpito dai mass media, da questa forma di grandissimo scetticismo e di paura che si ostinano a mettere in giro. Visto che sentire fa parte del mio lavoro, io questo scetticismo, queste paure che ci vengono trasmesse da certi telegiornali, le reputo forme illegali, proprio illegali. Non perché sono ottimista o perché spero nelle cose, ma perché vedo le cose e credo molto nella gente, lavoro per la gente, e devo dire che sono un po' stanco di catastrofismi e anche un po' incazzato. lo parto sempre da un mio desiderio e spero che riesca poi a coinvolgere anche gli altri. Allora io spero di trasmettere questo momento di trasgressione, perché ormai trattare la serenità sembra una COSAAA... Sono ottimista, non riesco a non esserlo. Non è che non mi accorga della paura che c'è in giro, ma sono stufo di questo stare nel bunkerismo, di questa chiusura della gente. Sembra un discorso banale, ma non lo è: io giro molto e vedo molto, e lo noto molto a Milano. Più che altrove? Si, assolutamente. Cinematograbicamente. pur eMendo biglia di emigrati t>iciliani e nono6tante il tuo t>guardo lucido t>ul probando nord milanet>e. hai t>celto un habitat. luoghi. penonaggi. linguaggio t>ettentrionali. Nel not>tro cinema c'è però un bilone che potremmo chi.amare meridianali6ta. Tu dove ti collochi o dove vuoi et,- t>erecollocato? lo, sempre parlando dell'opera prima, certe comodità me le dovevo prendere per riuscire poi a fare una cosa non orribile. L'unica città che conosco veramente è Milano ed è per questo che l'ho scelta. Poi, siccome in questo film come sempre ho curato tutto, sono un pignolo mostruoso, mi sono scelto gli angoli, la villa sul lago, le casine di Varenna. Diciamo che questa prima volta sono andato sul sicuro. Rispetto al cinema italiano in generale, quando si parla del meridione io, che sono molto innamorato dell'Italia, ci trovo delle volgarità mostruose e mi incazzo un po' e ci rimango male quando queste volgarità non vengono prese in considerazione in quanto tali. A cot>a ti riberit>ci et>attamente? Quando il meridione viene ancora trattato da zona franca, inferiore, quando vengono ancora trattate cose che non esistono, - perché io poi frequento il meridione, capito! - che non esistono. Il meridione è molto più civilizzato e poi c'è un fermento molto più interessante. lo dico sempre che il nostro futuro è nelle mani di quelle persone che non si fanno mai condizionare da niente, che non si fanno condizionare da microchip, chop, trop, trip. lo il futuro lo vedo opposto a quello che ci viene presentato. Il mio futuro è fatto da quelle persone che, non essendosi fatte condizionare da niente, si sono mantenute come erano. È molto più civile e forte il sud, con un senso della storia più lineare, viscerale, meno mercificato. Parliamo di alcuni cineat>ti che t>i muovono w una radicalità divena dalla tua radical.ità milanet>e. Gi.anni Amelio ad et>empio... Lui non è solo grande, è di più. Amelio è il più grande. li titolo del mio film lo ha scelto lui. Eravamo a casa di Cerami e stavamo preparando il caffè e io gli ho detto "Signor Amelio", sai per rispetto, "le piace di più questo titolo o questo?" E lui: "questo". Eallora sarà questo (ride). Per me, dopo Colpire al cuore, nessuno mi deve rappresentare al cinema il terrorismo. Quelli che ci han provato, hanno fatto un buco. Perché io
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