• 111 CacConlo Sa uel Kemer lacSciò il 6U eremo montano e tornò nel mondo ai ta T chi cSottriva. tai giù dal letto: 'No!' dissi forte. 'Non ti provare. Nessun ghetto, nessun olocausto. Tu non abiterai nel mio bambino.' "Non gridai, ma pronunciai molto chiaramente le parole. Parlai in polacco, l'ostetrica e mia moglie non mi capirono. Invece lui mi capì. Si calmò ed io mi sdraiai di nuovo. Mi destò un forte pianto, in cui però non c'era paura. Era un bambino sano, normale, che era venuto al mondo. Mio figlio. Moshe." 3ll monaco buddista stava seduto sul letto con le gambe rigidamente distese. Erano infilate in due tubi bianchi di gesso da cui spuntavano solo le dita, lunghe e nervose. Teneva in mano un flauto lungo un metro. Ogni tanto lo accostava alle labbra e le dita che sbucavano dai tubi si mettevano a vibrare, a muoversi al tempo della musica e la stanza si colmava di suoni striduli e cupi. li monaco aveva due flauti, entrambi di legno di cedro. li più corto, di cedro bianco, era un regalo degli indiani del Nord Dakota; il più lungo, di cedro rosso, proveniva dai monti dell'Arizona. I diversi tipi di legno si riconoscono dall'odore. "Annusa" mi disse porgendo il flauto verso di me. Era impregnato di un aroma che stordiva, pieno di misteri che non facevano paura. Nella stanza del monaco c'erano un letto, una carrozzella per invalidi, due stampelle, un fornello da cucina, una tazza su un tavolino e qualche libro. Pensai: "Ci sono già stata in una stanza così, in un castello medievale, in Germania. Da Axel von dem Busche, barone e ufficiale della Wehrmacht. Aveva visto come si ammazzavano gli ebrei in Polonia e aveva deciso di uccidere Hitler". Riconobbi l'odore di lenzuola, di caffè e di medicine. Dissi: "Ci sono già stata in una stanza così, ma sul letto c'era seduto un barone che aveva perso le gambe.. Il monaco si ravvivò. Anche lui aveva fatto amicizia con un tedesco, ma lui non era un barone. Un comunista che si era rifugiato negli Stati Uniti per fuggire da Hitler. Insegnava filosofia buddista a Washington: aveva preso posizione contro la guerra nel Vietnam, difendendo la gioventù ribelle del sessantotto. Per le sue posizioni radicali era stato espulso. A Edward Conze, comunista tedesco, Samuel Kerner, un ragazzo ebreo del Bronx, deve il fascino per il buddismo. Erano gli anni sessanta, lui e i suoi compagni di università portavano i capelli lunghi fino alle spalle e i piedi nudi nei sandali, guardavano con disgusto al benessere americano, soprattutto a quello delle loro case, trangugiavano LSDe attendevano la rivoluzione. Sarebbe stata una rivoluzione mondiale, che in nome della giustizia avrebbe combattuto i ricchi. Più tardi li avrebbero chiamati generazione della New Age, del Nuovo Secolo, o dell'Aquarian Age, l'era dell'Acquario, destinata a sopraggiungere con il nuovo millennio. Avevano letto abbastanza per sapere che la purezza rivoluzionaria non sarebbe durata a lungo. Dopo le prime esaltazioni subentra la politica e la rivoluzione divora i propri figli. Avevano tre possibilità. Partire per un paese povero, come l'America Latina, e organizzare la ribellione della gente. Assaltare le banche americane e distribuire i soldi ai poveri. Mettersi da parte, perfezionare la mente e il carattere nella pace e nel silenzio. Avevano scelto il perfezionamento. Quando la rivoluzione si sarebbe corrotta, quando avrebbe avuto inizio l'ingorda lotta per i soldi e il potere, loro sarebbero usciti dai loro eremi: puri, più nobili, immuni dalle tentazioni, avrebbero salvato l'ideale. Non avevano la minima idea di dove andare per cercare la perfezione. Samuel aveva chiesto consiglio a Edward Conze. "Sei ebreo" gli aveva detto Conze. "Rivolgiti alla tua stessa tradizione." Samcosì era andato da un rabbino. "Da dove posso cominciare?" gli aveva chiesto. "Dal Talmud" aveva risposto il rabbino. "Quanto dureranno gli studi?" li rabbino ci aveva pensato su: "Cinque anni, non più." "Edopo?" "Verrai da me. Parleremo ..." Non era una proposta seria per un uomo che voleva salvare la rivoluzione. Soprattutto per un americano che aveva ricevuto tutto in forma concentrata e facilmente solubile come il nescafè. Samuel Kerner e i suoi amici andarono a San Francisco. Presero in affitto un rudere a Chinatown. Dormivano nei sacchi a pelo, si lavavano con l'acqua fredda e mangiavano una volta sola, a mezzogiorno: sempre le stesse cose, cavolo e riso. Guidati da Du Lun, un cinese della Manciuria, meditavano e parlavano del buddismo. Du Lun non esigeva da loro un quinquennio di studi. Potevano
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