Linea d'ombra - anno XV - n. 124 - aprile 1997

of---------+---1 (_______,u O______ g~!.....__~r---~-----b-----a .II..IL..Ln i+--1..........,_AuZ}........,_elio .........,Picca ___ ~i~ toriaapiedinudi Bang. Pittsburghì Little Rock? Bang Bang. Sono dentro Littoria fondata nel 1932.Non sono in America. Gli Stati Uniti d'America non c'entrano niente; Sono felice che questa canzone degli Equipe 84 mi rinfreschi la mente. L'ho ascoItata proprio ieri sera, al "Ventiquattromilabaci": Avevamo cinque anni giocavamo sui cavalli io e lei contro gli indiani. ...Bang bang ...Ea terra mi gettò ....Veramente volevo iniziare questo racconto in un'altra maniera: ho contato 50 milioni di pini. E il cielo sta su questa palude che mio padre a sette anni attraversava in bicicletta, con due enormi tacchine legate al manubrio. Il cielo che mi piove la vita. E la pastorella l'ho veduta sul ciglio della via Appia, in compagnia delle sue pecorelle. Potevo incominciare anche in quest'altro modo: sono a Littoria con un comunista rozzo. Oppure: Sono un fascista ferrarese inviato a Littoria dal partito, per fornire di cazzo le schiave abissine.Comunque a Littoria ci venivo fin da bambino. Mi ricordo, era il 1968, che attraversavo le palme accanto a Palazzo delle Finanze (Frezzetti 1934).Ero in compagnia di mia cugina. La piazza era vuota. Lei, che camminava a piedi nudi, camminando disegnava un cuore. Sembrava che lo facesse con il gesso. Ora passo per via Ezio. Case marroni. Casette. Due piani. Sto con questo amico comunista e andiamo fin giù. Si incontrano fregnette abissine. E lui Dentro una città tondata nel 1932, un ricordo di tanti anni ua, mia cugina e le palme accanto al palazzo delle Finanze, la gelateria Polo Nord, la torre bianca e i Derbatoi dell'acqua piovana come uunghi giganteDchi dice che non ama scoparle. Preferisce inculare. Allora gli spiego che il culo é poco innevrsato , ma lui non capisce, non ammette ragioni. x Dinanzi a Palazzo Emme come Mussolini, c'é una donna di marmo imponente con petto da lottatrice, con occhio dacieca, con braccia da lanciatrice di martello, con tavola di pani e figlietto monco che ha una faccina da ometto. La statua possiede piedi bestiali e unghie rosse, ovviamente su marmo bianco. Le unghie sono state smaltate dagli studenti.La statua di destra, invece, è una donna con viso disteso, con seno che ha offerto tutto il suo latte, con bimbetto che succhia le ultime gocce al capezzolo destro; con altro pergola treenne arrampicante (con dito in bocca) su spalla destra. Altro fanciullino, con spacchettino di culo esposto, sta a coscette divaricate a cavallo di femore della sua fattrice inamovibile. Poi altro ragazzino su ceppo di legno, quasi in età scolare. Infine ragazzina, da premestruo, attaccata alle vesti: totale cinque. Cinque vite più la mamma sei. La quale indossa anfibi rubati ai morti nelle trincee del Redi Puglia. Sono a Littoria che ora si chiama Latina. Ese avessi un dito per rivoltare questa Emme potrei scrivere: VIVA IL FASCISMO. Mi viene da riflettere su Littoria che è un quadrante di orologio solare. Che è un cronicario di fiori. Che è una pista da bailo nel deserto. Che è la memoria del la gloria. Che è il desiderio di una giacca con la spalla napoletana. Che è una famigliola di palme. Euna tenda beduina. Euna via che conduce al mare. A Littoria c'è anche un ristorante che sia chiama "Impero", nato con la città e che al sabato è chiuso. Come antipasto il cameriere, in marsina da domatore di leoni, serve: due grammi di burro. due acciughine, quattro olive dolci e alcune foglie di rughetta. A Piazzadella Libertà passa un'altra negretta. Il mio amico è matto. "Non capisco cosa c'è di bello qui", dice. Palazzo del Governo è straordinario come il fascismo. Viene voglia di lucidarsi gli stivali e cli scopare la bimba come fosse una caramella al cacao.li pazzo dentro il sole si fa mansueto. Piazza del Popolo: è la Torre bianca, le aquile, i piccioni, insomma questo catino dall'odore di derrate alimentari e sterco di bufale. Oltre, le palme alitano al celestino del cielo l'idea dell'Africa, le nozze insanguinate dell'Impero.Poi il fioraio come un sepolcro. E la fioraia morta che mi vende i tulipani. E il "Polo Nord" che è una gelateria. E le abissine (una è bionda) che fuggono per colpa del mio amico vicino ai telefoni. E i serbatoi per l'acqua piovana come funghi e glandi giganteschi. Addio addio. Bang. Faccetta nera. Ciao. Addio. Giovinezza.

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==