Milano prove tecniche di CITTÀ sare a una vera e propria cittadella della cultura, dell'incontro, dello scambio, dove si dia la possibilità di parlare, di leggere, di assistere a film o di partecipare a eventi culturali di qualsiasi genere, naturalmente secondo una logica fortemente multimediale. Io non penso di ricreare una grande biblioteca come a Parigi, dove accumulare migliaia di volumi. Per questo c'è già la biblioteca Sormani, ci sono la Trivulziana e l'Ambrosiana. Primo obiettivo sarebbe riuscire a informatizzarle. Poi si dovrebbe creare una sorta di biblio- <<Lamia idea è nello slogan che ci siamo dati. Il Duomo e la scritta "Milano migliora M~lano ".. Diamo _un messaggio chiaro: 10 per primo e tutti 1 cittadini milanesi lavorando insieme possiamo migliorare la città, indicando non strade illusorie, ma obiettivi possibili che chiedono però una forte partecipazione.>> teca virtuale, come quella del Quebec, uno spazio dove si possa colloquiare con le biblioteche centrali, sapere quali libri sono disponibili e magari riceverli nel giro di ventiquattro ore. Dove la oiotemerebbe queota cittadella deUa cultura? Si è pensato all'area delle ex Varesine, una localizzazione logica non solo perché esiste una spazio libero da riprogettare, ma anche per via della facile accessibilità, tra ferrovia, passante e metropolitana, dell'area. Non vogliamo però imporre questa scelta, che ci sembra ragionevole. Noi pensiamo a un parco della cultura. Presenteremo questa proposta, ne spiegheremo il senso, ne discuteremo. Il principio è che le aree comunali devono essere utilizzate a verde oppure a verde attrezzato con servizi destinati all'intera città. Abbiamo pensato a un museo per i bambini, a un museo moderno con percorsi interattivi, utile a genitori e figli, un museo come luogo di formazione alternativo a quelli tradizionali. Milano ha bisogno di un centro congressi. Immaginiamolo però integrato in un parco, nella cittadella della cultura, motivo di riqualificazione della città e servizio alla città. Con quali fondi realizzarlo7 Le risorse possono venire dalla pubblica amministrazione o dalle privatizzazioni. Ma anche i privati possono intervenire direttamente. Pensiamo a interventi di rilievo secondo funzioni precise. Ma ogni intervento deve ridare una immagine alla città, deve consentire di vivere meglio e più intensamente la città. I cittadini devono trovare l'occasione per vivere di più fuori. Noi spesso attraversiamo la città percorrendola rapidamente. Dobbiamo di nuovo imparare a fermarci, a guardare la città, insomma a viverla, riprendendone possesso.Mi chiedo se per questa via non si risolvino anche tanti problemi di ordine pubblico. Dobbiamo tornare a dare il giusto rilievo alle parole. Noi siamo italiani, ma diciamo che abitiamo a Milano, che abitiamo in corso di Porta Ticinese o a SanSiro. Lacittà è dunque per noi il luogo dell'abitare. Ma questa espressione ha smarrito via via il suo senso. Ormai ciascuno vive chiuso nella sua casae di questa, dei suoi interni si occupa, mentre abita sempre meno la città. Tutto questo non avviene in altri paesi, soprattutto al Nord Europa, dove il decoro della città conta di più dell'eleganza del proprio appartamento, conta di più la facciata di una casadei mobili che l'arredano. Dobbiamo riacquistare questo interesse.questa capacità di osservazione dell'estetica della città, che tanto più è vivibile quanto più è bella. Sarebbe giusto rifarsi alle esperienze di altri paesi. Barcellona ad esempio, dove sono stato di recente e dove vale una legge: la qualità estetica di una città è anche la prova della qualità dell'amministrazione. Molto si può fare in questo senso per Milano. Nessuna città si può considerare definitivamente brutta. Detto queoto. quale è la gerarchia degli intercventi? Quali oono le priorità? Abbiamo diviso il programma in cinque grossi capitoli, vivibilità, sviluppo, gestione delle risorse, cultura, servizi ai cittadini. All'interno di ogni settore ci sono sottocapitoli. Ad esempio all'interno della vivibilità: urbanistica, verde, ambiente, traffico. All'interno di ogni sottocapitolo leggete una serie di proposte. Leproposte sono pensate e evidenziate insieme con le loro scadenze temporali: ciò che si può fare subito, ciò che si può fare nel giro di un anno, nel giro di quattro, ciò che si avvia e che si lascerà in eredità alla amministrazione futura. Per ogni progetto abbiamo cercato di illustrare con chiarezza un percorso nel tempo. Invece non abbiamo pensato alle priorità. Saranno fissate durante il nostro incontro con la città, saranno il risultato di un lungo dibattito, alla fine del quale sarà pronto un piano di indirizzo, che deve individuare interventi a livello metropolitano, a livello di quartiere, e poi ancora interventi di maggior dettaglio, chiamando poi in questo caso l'università alla collaborazione oppure promuovendo un concorso d'idee. Nessuna variante però al piano regolatore. Il piano di indirizzo verrà definito sulla base delle risorse disponibili, che daranno così il senso delle priorità. Accanto a{{a cultura deUe grandi iotituzioni. vi è anche una cultura prodotta in momenti di aggregazione
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