VEDEREL,EGGERAE,SCOLTARE 65~-Al però superato da quello spionistico. La Cia prepara infatti un piano di portata mondiale, denominato "Usher", per il controllo e l'esaltazione della volontà di individui selezionati che, dai loro posti chiave all'interno delle nazioni nemiche, porteranno al crollo delle stesse. Ad esempio, in Urss si prevede di fomentare gli odi interetnici e generare rovina con l'inserimento di elementi di economia di mercato. Chavarrfa narra lo sterminio della tribù dei "Mano di scimmia", che di quel decotto faceva un uso rituale per affrontare con sorridente coraggio il pericolo e la morte, e l'eliminazione di chiunque abbia saputo della sua scope1ta. Parallelamente, rievoca la storia della stirpe spagnola hidalga e guerriera degli Arnaiz, sanguinari e conservatori, fino all'arrivo a Cuba nel 1975 di due di loro; il cinquantanovenne Jaime e sua nipote Jimena, a guidare il filone cubano del piano "Usher". Jaime è un franchista veterano di cento battaglie, dalla Divisi6n Azul che combatté sul fronte russo a fianco dei nazisti fino al Vietnam di Dien Bien Phu e alle missioni antiguerriglia in America Latina. Jimena, che ha con lo zio un'intensa relazione erotica, è stata "seminata" in Francia negli anni '60 col nome di Aurore Deschamps dalla Cia, che l'ha fatta diventare specialista nella cura del diabete tramite agopuntura (in realtà il diabete è indotto e guarito con mezzi chimici dalla stessa Cia). In tale veste è invitata a Cuba e - con lo zio come marito sotto le mentite spoglie dello storico colombiano Torres Cisneros - provvede a spingere verso la corruzione i "patrioti DonielChavorria. FotoBrunoMurialdo. torbidi" suoi pazienti, megalomani filocastristi ma anticomunisti, pronti a fare affari sporchi per quello che credono il bene del proprio paese, mentre la Cia farà scoppiare i relativi scandali per scalzare Fide! (e qui non manca un'allusione al celebre caso del generale Ochoa). J due trasmettono alla Cia via satellite i dati raccolti tramite spie telefoniche e il loro complotto sarà sventato grazie a due ragazzini curiosi, ma il piacere di questo libro non sta nel finale, bensì nel ritmo turbinoso e nelle accurate digressioni. Chavarrfa è a suo agio nel gestire una selva di voci dagli idioletti perfettamente riprodotti, domina una lussureggiante mole di fatti e vicende ed è bravissimo nel disegnare efferate e fosche figure come quella di Jaime, meticoloso assassino dei fratelli Castellot, finanzieri catalani colpevoli di aver speculato coi beni della famiglia Arnaiz, e tosto fino al punto di suicidarsi ingoiando la propria lingua. Un bel ritratto di Daniel Chavarrfa compare nel libro Camminando di Pino Cacucci, (Feltrinelli 1996, pp.125, Lire 23.000) dove si racconta tra l'altro che l'unica censura da lui avuta a Cuba venne paradossalmente dalla Cia, giacché il libro fu bloccato da un funzionario cui non piaceva il protagonismo del falangista Jaime e che qualche tempo dopo sparì per andare a Miami a godersi i frutti della sua collaborazione. Chavarria è un maestro nello scrivere romanzi d'intrigo con potente inventiva e stile raffinato e ci auguriamo di vedere in Italia anche gli altri suoi capolavori.
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