60 VEDEREL,EGGERAE,SCOLTARE UN ANARCHICO AMERICANO DELVENTESIMO SECOLO ColinWard traduzione di Santina Mobiglia Colin Ward (nato nel 1924 in Inghilterra), pensatore anarchico e libertario, è da molti decenni una voce autorevole e originale sui temi dell'urbanistica, dell'ecologia e della pedagogia da un punto di vista impolitico e pragmatico, di autorganizzazione sociale dal basso. Dei suoi numerosi libri, sono stati tradotti in italiano, dalla casa editrice Eleuthera, Dopo l'automobile (1992) e La pratica della libertà. Anarchia come organizzazione ( 1996). Ha scritto la prefazione per la ristampa del Mutuo appoggio di Kropotkin (E/O 1997) in termini di dibattito delle iniziative di terzo settore e non profit. Nel febbraio scorso ha tenuto una serie di conferenze e incontri, promossi dalla rivista "La terra vista dalla luna", in varie città italiane (Roma, Napoli, Venezia, Milano, Torino). Il testo che segue è la sua presentazione a Milano, presso la libreria Utopia, del libro di Paul Goodman uscito di recente. È una buona notizia che la casa editrice anarchica Eleuthera abbia pubblicato il volume di saggi di Paul Goodman Individuo e comunità. Devo congratularmi con il traduttore, Guido Lagomarsino, e con il curatore Pietro Adamo per il lavoro compiuto, perché l'inglese di Goodman (che è la lingua di uno scrittore di grande manierismo) non è indubbiamente il più facile da capire in Inghilterra, per non parlare dell'Italia. Perché uno scrittore possa raggiungere dei lettori, bisogna che le sue opere siano disponibili, ed è questo il merito, nei confronti di Paul Goodman, della raccolta di saggi curata da Pietro Adamo. Essa inoltre richiama l'attenzione intorno a due suoi libri importanti, in campi diversi, che già esistono in traduzione italiana: Communitas (Il mulino 1970), scritto negli anni della guerra insieme al fratello Percival Goodman, e La terapia della Gestalt (Astrolabio 1971), in collaborazione con Frederick Perls e Ralph Hefferline, pubblicato a New York nel 1951 e disponibile in molte lingue europee. Paul Goodman, nato nel 1911 e morto nel 1972, era un poeta, autore di teatro, romanziere e critico newyorkese, e inoltre teorico dell'educazione, psicoterapeuta, sostenitore della liberazione omosessuale molto prima che diventasse di moda, e poi era un anarchico. Lui e la famiglia vissero, non per anni ma per decenni, da poveri bohèmien finché, sull'onda autocritica della cultura americana alla fine degli anni di Eisenhower, il suo libro Growing up absurd (La gioventù assurda), sui dilemmi dei giovani, lo rese un autore di successo e una celebrità dei media. Penso che abbia gestito molto bene questa inattesa notorietà. Noi anarchici militanti siamo perlopiù afflitti dall 'assenza di pubblico e siamo in pochi ad avere esperienze di assiduo accesso a radio e televisione, stampa ed editoria. Negli anni sessanta Goodman pubblicò un libro dopo l'altro e divenne un idolo per i giovani sbandati della generazione studentesca, imPaulGoodmon. pegnata nelle campagne per i diritti civili e nell'opposizione al disastroso coinvolgimento del governo americano nelle avventure militari in Vietnam e nella cultura atomica della guerra fredda. Senza dubbio quei ragazzi lo attraevano sessualmente ma non mancava di criticarli con fermezza per i loro slogan parolai che echeggiavano un marxismo autoritario e per la romanticizzazione della violenza. Le improvvise notorietà mediatiche svaniscono rapidamente, e al momento della sua morte Goodman era di nuovo un pensatore fuori moda, pronto a essere scaricato nel "buco della memoria" di cui parla Orwell in 1984. Sarebbe scomparso dal mondo dei libri in commercio, e quindi dalla memoria collettiva, se non fossero intervenuti fattori molteplici e di vario ordine. Forse di questi il più importante è stata l'energia inesauribile del curatore delle sue opere postume e futuro biografo, Taylor Stroehr (professore di inglese all'Università del Massachusetts di Boston), che si è impegnato con tenacia a mantenere vivo il nome di Goodman presso un pubblico variegato di lettori in diversi periodici americani, riuscendo a ottenere lo sbalorditivo risultato dell'attuale riedizione di almeno dodici libri di Goodman. Di grande interesse, da un punto di vista anarchico, è stato un articolo pubblicato da Taylor Stroehr ("Dissent", autunno 1990) su Rileggere Paul Goodman negli anni novanta, dove mette in luce, secondo me in modo convincente, la perdurante rilevanza delle idee di Goodman per quel pubblico che esiste al di fuori dei nostri circuiti e che noi tutti vorremmo raggiungere: "Molte di quelle idee appartengono ora ali' esperienza e al sapere comune, come fin dall'origine hanno fatto parte del senso comune. Non sono mai state una sua creazione o proprietà, ma semplici verità della natura umana, richiami alla
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