Linea d'ombra - anno XV - n. 123 - marzo 1997

46 NARRATIVA CUBANA/PERASSI (Marilyn Bobes), che è dolore per un amico fuggito a Miami (Nancy Alonso), che è pianto per la miseria familiare, preghiera perché il bisogno non comprometta il valore, la compostezza di vivere (Adelaida Femandez de Juan). Se proprio vogliamo stabilire una differenza fra il taglio dei narratori di A labbra nude e quello delle narratrici di Rumba senza palme né carezze, essa è forse nella serietà del tono della rumba, di contro ali 'ironia del sorriso senza rossetto. Lo stile resta sobrio e sicuro: la letteratura non è maschera, bensì disvelamento. Bene introduce a questo rinnovato guardare Cuba, la prefazione di Mirta Yafiez sul percorso della scrittura femminile nell'isola. Sono pagine che prendono le mosse dal mito della moglie di Lot, donna che aveva osato guardare e per questo trasformata in immota statua di sale. Ma a cominciare dalla contessa di Merlfn e da Gertrudis G6mez de Avellaneda, progenitrici, lo sguardo e la scrittura si sono fatti vividi e impuni, passando dalla coraggiosa solitudine delle antesignane, ali' adeguamento ideologico della parola rivoluzionaria, per arrivare alla complessa rappresentazione immaginativa delle ultime generazioni. Se lo sguardo è apertura sul volto, e se il volto è Altri, parole di Lévinas, l'espressione cubana colta in questi racconti davvero è aperta e altra: dire Cuba vi appare più urgente che parlare di Cuba, esprimere più fecondo che giudicare. La mente del lettore, che è viaggiatore, trova insolita soddisfazione nel muoversi per i territori inesplorati di un mondo, testimoniato e stilizzato, che ha perduto la consueta ovvietà, guadagnando in significato, in esperienza, in Storia. L'amarezza e la vitalità, che è l'originale mistura amalgamata nelle due antologie, cedono il passo alla rabbiosa frenesia di Il nulla quotidiano (traduzione di Barbara Bertoni, Zanzibar, Milano 1996, I62 pp., lire 18.000) di Zoe Yaldés, esule da Cuba in Francia. Romanzo di una giovane donna intrappolata anch'essa nelle privazioni del periodo especial, la storia registra impietosa il distacco della protagonista dal suo mondo, nel disgusto di innamoramenti, stanchezze, separazioni, invidie per chi parte e silenzi su chi resta. Dalla mortale apatia per una giornata sempre eguale, che mai si rinnova in speranza, Yocandra si solleva attraverso la sembianza attiva di una sessualità forte, stilisticamente robustissima, sorta di delectatio morosa la cui descrizione, compiaciuta e coraggiosa insieme, costituisce il momento accattivante del libro. rt corpo narrato, tuttavia, non è corpo liberato. Pur accogliendo l'invito a un erotismo esatto, non reticente, quale quello mosso da tempo dalla scrittura delle donne alle donne, l' immagine del corpo nella Valdés è ancora imprigionata entro il confine dell'opposizione, ora usata e volontaria, con il corpo dell'uomo. Manca cioè, nel suo dirsi, quella solidarietà con l'io e con l'altro capace di istituire la libertà del piacere, che è anche autonomia di linguaggio, esplorazione nuova di passioni e vigori. Yocandra, invece, creatura non solidale con alcuno, lotta, e con furia, con il suo disagio, impugnando l'aima del sesso contro, non a favore, né di sé né di altri. Certamente è in questo disagio che si origina il problema della protagonista, come donna e come cubana, sradicata dunque tanto all'interno quanto all'esterno. Sono esplicite le parole del romanzo nell'accostare il senso di fallimento della rivoluzione a quello personale della protagonista. Tuttavia la lingua non sostiene con rigore l'intenzione critica, oscillando fra il disimpegno e l'impegno stilistico a seconda dell'attività/inattività sessuale degli amanti. Forse, dei tre scenari cubani qui presentati, è quello di// nulla quotidiano il più letteralmente "schizinfrenico", per adoperare la parola introdotta dalla scrittrice portoricana Rosario Ferré come sintesi dell'atmosfera antillana, lacerata, frenetica, vorticosa, gorgo che inghiotte in perenne tumulto quanti vi pensano una navigazione quieta. ECONOMIA DI GUERRA IN TEMPO DI PACE Alberto Airoldi Alberto Airoldi, nato a Milano nel 1967, si è laureato in Scienze Politiche con una tesi sull'Alfa Romeo di Arese e ha portato a termine un progetto biennale di ricerca sul campo a Santiago de Cuba intorno alla marginalità urbana e allo sviluppo del lavoro autonomo. Periodo especial è la forma contratta di "periodo speciale in tempo di pace", ovvero il nome dato negli anni ottanta dal Partito comunista cubano (Pcc) a uno degli scenari ipotizzati come conseguenza della perestrojka sovietica. Nella seconda metà del 1990 ha inizio la più grave crisi economica che Cuba abbia mai dovuto affrontare, con conseguenze paragonabili a quelle di una guerra, tali da indurre delle trasfotmazioni sociali e culturali assai profonde, sconvolgendo in tutte le sue pieghe la stessa vita quotidiana di un popolo abituato, a partire dagli anni settanta, a crescita economica e stabilità. Solo pochi dati sono sufficienti per formarsi un 'idea della magnitudine del fenomeno: nel 1991 l'interscambio con l'Urss si riduce del 50 percento, tra il 1989 e il 1992 le importazioni si riducono di oltre il 70 percento poiché è venuto meno il mercato di riferimento dal quale Cuba dipendeva per più dell '80 percento. Dal IV Congresso del Pcc alla dollarizzazione I fenomeni che presentano una rapida accelerazione a partire dal 1990 sono: I) l'esplosione del mercato nero, dal quale si stima che provenga nel 1993 il 60 percento degli acquisti delle famiglie di L'Avana. Le vetrine si sono svuotate, l'economia ha lasciato i suoi luoghi tradizionali per trasferirsi per strada, dove tutto può saltar fuori, ma a prezzi elevatissimi. La vita quotidiana è sempre più improntata alla casualità: tutto può apparire o sparire senza una ragione palese, nel mercato sommerso come nella distribuzione statale. 2) La caduta del potere d'acquisto del peso. La presenza di un eccesso di denaro circolante ha radici antiche; il fenomeno è detto inflazione repressa dato che, verificandosi in un regime di prezzi fissi, si può manifestare solo come insufficienza di beni. Ciò rafforza il mercato nero, caratterizzato al contrario da una forte fluttuazione dei prezzi e la corsa al dollaro, moneta che permette, ancora illegalmente, di comprare prodotti nei negozi per turisti. 3) Una forte riduzione della produttività. Il salario ha perso gran parte del suo potere d'acquisto, la vita quotidiana si complica, le macchine si fermano, prive di pezzi di ricambio, mancano le materie prime; gli stimoli al lavoro sono quasi inesistenti. 4) Un processo di disaccumulazione: gran parte degli impianti divengono inutilizzabili.

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