Alex Fleites Inverno per decreto La prefettura di governo comunica che questa mattina all'alba comincerà l'inverno Amanti, passanti e mendicanti devono prendere alcune precauzioni non lasciare il cuore all'intemperie camminare verso il sole nascente e, soprattutto, nutrire la fede che l'inverno è qualcosa di transitorio Giorni addietro, alcuni rivoltosi sono usciti in strada con cappotti e sciarpe in aperta sfida all'ordine pubblico Sono gli scontenti di sempre, quelli che vogliono prendersi l'inverno da soli, quelli che esigono il diritto al freddo desolante Ma il buon cittadino può aver fiducia La prefettura controllerà la colonnina di mercurio affinché non scenda sotto i gradi ammissibili L'inverno durerà lo stretto necessario Vi terremo informati tramite la televisione e la radio Sì, Voltaire Non ci resta che cercare il migliore dei mondi impossibili La violenta tenerezza Era lì, incanutito, in mezzo alla gente che a quell'ora correva verso il lavoro Coi pantaloni abbattuti, le scarpe tristemente moderne, era come se per la prima volta non sapesse dove andare; come se a settanta e rotti anni non fosse più il padre di nessuno, né lo sposo di nessuno, e tantomeno il figlio di nessuno POESIA CUBANA/FLEITES 41 lo volevo gridargli che non smettesse di sbracciarsi, ma i clacson e la luce, ma la ruggine e la brezza corrosiva, ma la sua acredine e il mio essere inerme, e tante, tante cose, impedirono che almeno una volta gli facessi sentire la violenta tenerezza Sull'etica e il tempo C'è una certa bellezza nel l'attesa Una bellezza triste Perché l'attesa passerà Autobus notturno Sono tutti morti Quello là ha intinto il cuore in acquavite; la ragazza che nessuno guarda è naufraga nel pianto; il torvo viaggiatore con l'ombrello non sa se battere le mani, se parlare, se cadere di nuovo nel suo profondo dolore Intanto, l'autobus avanza Salgono altri cadaveri, alcuni così visibili che non si possono abbracciare, che non potrebbero proferire nemmeno un lamento lo viaggio con loro, sprofondato fino al fondo Voglio che mi lascino stare Ho già regalato il canto e la lode e perciò sono nudo Ora nessuno vuole sapere il colore della mia pena Ora nessuno esige le scodelle vuote dei miei occhi per placare la sete Ora potrei unirmi all'esercito di quelli che scuotono le loro ossa con furia in segno che mai tutto è andato meglio e il futuro non è, come dicono, una puttana
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==