Linea d'ombra - anno XV - n. 123 - marzo 1997

40 POESIA CUBANA/ESTÉVEZ Proposta di Gabrielle Mack a un compagno di prigionia un pomeriggio qualsiasi ad Auschwitz Vieni, andiamo a sederci in silenzio e dimentichiamo che la violenza esiste. Neghiamo, in questo angolino, che una donna sia esplosa in pezzetti. Non guardare oltre quella finestra i volti bucherellati dei giovani che hanno compiuto un gesto eroico. Se non fosse per l'urlo persistente, questa sarebbe una sera tranquilla e intoneremmo una dolce canzone. Ti prego di cancellare dal ricordo i bambini che abbiamo visto affogare. Dimènticati del colpo di pistola che ha immobilizzato tuo padre davanti alla macchina da scrivere. Insisto che ci deve essere un minuto per trovarsi in paradiso. Sicché ora, mentre ti parlo, immagina che una grande armonia ci circonda. Fatti l'idea che siamo vivi, che tutto questo inferno è possibile soltanto nella fantasia di un uomo che non è mai nato. Desiderio Io desidero una casa di pietra, una rustica casa vuota, senza mobili, dalla quale possa vedere il mare e dove abbia alcuni libri - pochissimi - e quaderni con i fogli bianchi: uno non sa mai in che momento può diventare ancora più vulnerabile. Desidero aspettare il tuo arrivo, che tu venga una sera qualsiasi, e chiacchierare su quel che abbiamo e quel che non desideriamo, con la gioia che quel paesaggio sia unico, che il mondo finisca qui e ci basti. Sembrerà un desiderio meschino, ma sarà sufficiente il tuo corpo nella casa senza mobili, e in lontananza il mare e forse - perché a volte ho bisogno del peggiore romanticismo - un veliero incagliato e un sentiero di sabbia lungo il quale dovremmo passeggiare leggendo Montaigne, mentre il meriggio e la sua estinzione ci ricordano quanto deve risultare sereno ogni addio. I Messaggi Vado tutti i giorni in riva al mare: ho imparato a decifrare i messaggi degli uomini. So di fogli, grigi o gialli, con grafie disperate dentro bottiglie che non possono essere ape1te dalle onde. Grida, gemiti alla deriva che giungeranno intatti fino al Baltico o al Mar del Giappone. A forza di trovarli tra la sabbia, provenienti da tutti i punti della terra, so riconoscere i quattro versi del languido, la sua richiesta d'aiuto rimata in strofe impeccabili. So distinguere le lacrime dozzinali con cui il grossolano sigilla il suo appello, le imprecazioni del violento e il tono freddo dell'orgoglioso. So riconoscere il messaggio del nostalgico: appone sempre ben chiari nome e data. L'abitudine a ricevere messaggi mi permette di affermare che dietro ogni cuore disegnato si nasconde un'anima di vergine, così come gli anziani disegnano orologi e gli adolescenti ghigliottine. Ci sono lunghi lamenti: appartengono al vanitoso, che descrive prolissamente le sue aspirazioni e tutto quanto tradisce il tempo, tutto quanto si è trasformato in nulla e in menzogna. Una donna di carattere aggiunge il ritratto in cui la si vede di profilo, seria e orgogliosa, con un vestito da sera e una collana di zaffiri. Il credente esige; l'incredulo supplica; l'indifferente si dimentica di firmare. La lettera del saggio è un foglio in bianco. Foto Graziano Bartolini. Tratta dal volume Cuba.Bianco y Negro

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