Linea d'ombra - anno XV - n. 123 - marzo 1997

CUBA IN VERSI E IN PROSA ' SOCIETAC, ULTUREAPOLITICA CONVERSAZIONE ALL'AVANA TREPOETCI UBANI a cura di Danilo Manera Abilio Estévez, nato all'Avana nel I954, ha rappresentato e talora pubblicato varie opere teatrali, la raccolta di racconti Juego con Gloria ( 1987) e le poesie di Manual de las tentaciones ( 1989), da cui sono tratte quelle che seguono. Nel volume collettivo A labbra nude (Feltrinelli, 1995) è incluso il suo racconto ;Oh, vie/a! Alex Fleites, nato a Caracas nel 1954 da esuli politici cubani, vive ali' Avana fin dai primi anni della rivoluzione. Critico teatrale e giornalista, è stato caporedattore della rivista "El Caiman Barbudo" e attualmente lo è della rivista "Uni6n". Ha pubblicato i versi di Primeros argumentos ( 1974), Dictado por la 1/uvia ( 1976), A dos espacios ( 1983), De vita/ impor/ancia ( 1984), Memorias del sueiio ( 1989), El asesino de la mujer que pasa ( 1993) e Omnibus de noche ( 1995), da cui traiamo le poesie qui tradotte. Juan Nicolas Padron Barquin, nato a San Luis (Pinar del Rfo) nel 1950, ha pubblicato, oltre a saggi e articoli su periodici cubani e stranieri, le raccolte poetiche El polvo jinfsimo del tiempo (1984), Tergiversaciones (1985) e Desnudo en el camino (1988), Peregrinaciones (1991) e Cronica de la noche (1994), che include i componimenti da noi scelti. Sono tre degli autori più significativi di una stagione poetica molto ricca a Cuba, come testimoniano l'antologia preparata da Norberto Codina Los r[os de la maiiana. Poesia cubana de /os 80 (Uni6n, L'Avana 1995) e quella di Daniuska Gonzalez, Poetas cubanos actuales (Colecci6n Ateneo de los Teques, Venezuela 1995). Nelle loro migliori composizioni, come in quelle di altri poeti pressoché coetanei, ad esempio Reina Maria Rodrfguez ( 1952), Marilyn Bobes ( 1955) e Le6n de la Hoz ( 1957), si avverte, pur senza rinunciare al lavoro sulla parola poetica, un tono disteso e insieme raccolto di colloquio in versi, su casi quotidiani, come a distillare una riflessione comprensibile, lasciare un messaggio timido, ma non narcisista né gratuito: una pagina insomma che, senza essere comune, si possa mettere in comune. Nella successione delle tre voci che presentiamo, c'è un graduale passaggio all'aspetto di prosa, che in Padron Barqufn si declina in apologhi densi di risonanze se vi si legge in controluce la vicenda di Cuba. Un campionario della poesia cubana contemporanea dai classici (E. Diego, C. Vitier, R. Fernandez Retamar, P. A. Fernandez, C. Oliver Labra, F. Garcfa-Marruz) alle ultime leve è fornito dal poderoso Anuario de Poesia de la Uneac 1994, mentre i giovanissimi hanno già almeno due degne antologie, El jardfn de s[mbolos (a cura di José Rafael Vilar e Ricardo Alberto Pérez, L'Avana I995) e Un grupo avanza silencioso (a cura di Gas par Aguilera Dfaz, Messico 1990). Abilio Estévez Scelte Scegliere una porta significa non aprirne altre. Un piacere presuppone che molti piaceri non verranno vissuti, così come ogni tristezza dispensa da tante tristezze. L'amante che porti a letto è uno tra tutti quelli possibili. La parola per cui opti impedisce l'uso di un numero indefinito di parole. Visiti un luogo perché altri luoghi restino ad aspettarti. Solo il giorno che sorge per la tua morte è un giorno qualsiasi, una casualità. Non ci sono tesori Non ci sono tesori, dicono i pellegrini che ritornano. Se ne stanno lì, sul ciglio delle strade, sulle sponde di mari e fiumi, senza dormire e senza poter toccare l'acqua, maleodoranti e allucinati, a indicare impauriti l'orizzonte. Non ci sono tesori, dicono e chiudono gli occhi, e spezzano i bastoni, e si gettano a terra e non aspettano. Non implorano più, non supplicano più. Il cielo non risponde e non c'è speranza nei sogni. È una menzogna la storia dei galeoni sommersi. Non esistono i forzieri sepolti sul fondo degli oceani, con tutto l'oro delle antiche corti, coi rubini, gli smeraldi e le corone degli imperi scomparsi. Non c'è mai stato un simile sfavillio in mezzo ai pesci, ripetono, deliranti, i pellegrini che tornano. Ignori perché si sono stancati, chi li ha dissuasi, quale demone dell'impazienza ha spento tra le alghe la luce del!' oro e delle pietre preziose. Tu ti fermi un istante. Non ci sono tesori, gridano disperati. (Non voltare la testa. Non li vedere con gli occhi vuoti. Non li sentire. La strada è lunga e non c'è tempo da perdere.)

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==