Linea d'ombra - anno XV - n. 123 - marzo 1997

realtà non so come rispondere a questo perché non era un modo conscio di fare propaganda. Ma sono fiero del film per il fatto che in superficie è una storia molto semplice e c'è la semplice metafora che la vita fisica sia questo viaggio che intraprendiamo. E io volevo questa storia semplice, e la relazione tra questi due uomini provenienti da diverse culture che sono entrambi soli e persi e che per una ragione qualsiasi sono completamente disorientati dalle loro culture. Questa per me è la storia, questo il senso. Ma nello stesso tempo, diversamente dai miei altri film, la storia mi ha portato ad affrontare moltissime altre tematiche che esistono marginalmente: la violenza, le armi, la storia americana, il sentire un luogo, la spiritualità, William Blake e la poesia, la fama, lo status di fuorilegge - tutti elementi che sono certamente parte del tessuto del film e che forse sfortunatamente, almeno per i distributori, si capiscono meglio dopo aver visto il film più di una volta. Perché sono sottili e non sono fatti per colpirti in testa con un martello. A proposito, perché ilfumo che si vede uscire dall'acciaieria di Dickinson è animato? Volevo che sembrasse più realistico, e non avevo un budget abbastanza alto per fare quell'inquadratura opacizzata in modo soddisfacente, così il fumo sembra un po' come un cartone animato. Ma non potevo rifarlo e non intendevo rinunciare al fumo. Negli anni sessanta e settanta cifu un tentativo di improvvisazione di un genere che si potrebbe chiamare Acid Western, associato a persone come Monte Hellman, Dennis Hopper, Jim McBride, e Rudy Wurlitzer;come anche film come Greaser's Palace; Alex Cox è incappato in qualcosa di simile negli anni ottanta con Walker. Sì, li considero come western minori. Dead Man mi ha colpito come una realizzazione molto ritardata di quel sogno. Parte di questo ha a che fare con certe idee letterarie riguardo alla natura e al viaggiare dal!'Est ali' Ovest. E se si pensa a ogni bianco che Blake e Nessuno incontrano, tutti sembrano rientrare in due categorie - una versione di capitalismo o una versione di controcultura, a volte queste due mescolate insieme. Sì, in qualche modo coesistono. E la controcultura è sempre riconfezionata e trasformata in un prodotto. È parte dell' America. Se hai un gruppo di controcultura, gli dai un nome, lo chiami beatnik, e puoi vendere qualcosa, libri o bebop. O li etichetti come hippy e puoi vendere T-shirts stinte. Ma poi c'è anche Iggy Pop con un abito femminile. Ciò che dàfastidio di Dead Man è che l'intero senso della società - che è sempre abbastanza attenuato nei tuoi film ali' inizio - è piuttosto terrificante nel momento in cui esce allo scoperto. E alcune delle rotture stilistiche evocano anch'esse gli Acid Western, come quel raccapricciante e stranamente bellissimo momento in cui il cacciatore di taglie, Cole Wilson (Lance Henriksen), schiaccia la testa dello sceriffo morto con il tallone, come se fosse un cocomero marcio. È un omaggio a Sam Raimi? Non di preciso a Sam Raimi, ma conoscevo quel genere di film, poteva essere qualcosa fra The Evi! Dead e Raul Ruiz. Ero perfettamente consapevole che era in qualche modo fuori stile rispetto ai miei film precedenti, e forse anche rispetto a questo stesso film, ma l'ho lasciato. È stilisticamente oltre i limiti, ma sembra accordarsi al personaggio. Il cannibalismo, anche, oltrepassa i limiti. AMERICAAGAIN/ JARMUSCH 29 Si ha l'impressione che in mezzo a questi isolati avamposti di civiltà, possa succedere di tutto. Non si riesce sempre a distinguere che cosa sia interiore e cosa esteriore, cosa sia reale ecosa nella propria testa. Sì. E credo che quando Blake incontra i cacciatori (lggy Pop, Jared Harris e Billy Bob Thornton) sia la stessa cosa. È come se qui ci fosse un elemento traccia dell'unità della famiglia che è diventata così perversa qui fuori, perché questi uomini vivono in nessun fottuto luogo. Tuttavia c'è un sottile filo di unità familiare che hanno adottato tra di loro - che a un certo livello è assurdo, ma a un altro è esattamente ciò di cui stai parlando. Sono lì fuori. Non so se sei riuscito a sentirlo, ma quando Iggy sta provando a caricare la sua pistola, si lamenta: "Ho cucinato, ho pulito ..." A proposito, mi sono recentemente imbattuto in questa citazione di Sam Peckinpah: "Il western è una cornice universale entro cui è possibile commentare l'oggi". Ovviamente, ho visto questa frase solo dopo aver terminato il film. Mi ricordo di quel western di Robert Aldrich del 1972, Ulzana's Raid, che moltissimi ali' epoca hanno inteso in realtà essere sulla guerra in Vietnam. Anche nei western di Hollywood degli anni trenta e quaranta, la storia è stata mitologizzata per ospitare un certo tipo di codice morale. E ciò che davvero mi tocca profondamente è vederlo portato al punto in cui gli indiani diventano figure mitiche. Credo che sia in The Searchers che John Ford presentava degli indiani che dovevano essere Commanche, ma aveva scritturato dei Navajo che parlavano Navajo. È come dire: "Sì, so che dovrebbero essere dei francesi, ma ho potuto trovare soltanto dei tedeschi, e nessuno capirà la differenza". Si è davvero vicini al1'apartheid in America. Le persone al potere fanno di tutto per mantenerla, e la Tv e i film sono mezzi perfetti per mantenere la gente stupida e lavarle il cervello. Riguardo a Dead Man, volevo soltanto creare un personaggio indiano che non fosse A) il selvaggio che deve venire eliminato, la forza della natura che blocca la strada del progresso industriale, o B) il nobile innocente che sa tutto ed è un altro cliché. Volevo che fosse un essere umano con le sue contraddizioni. Va bene, ma è anche un outsider, anche per la sua stessa tribù. E dato il livello a cui siamo in termini di consapevolezza riguardo agli indigeni, sembra in qualche modo significativo che, per dargli coerenza, tu lo debba far viaggiare attraverso l'Europa. Non so. Come il massacro dei bufali, questo è basato su resoconti veritieri che ho letto. Ho letto storie di indigeni che furono portati fino in Europa e messi in mostra a Londra e Parigi, e fatti sfilare come animali. Ho anche letto di capi che furono portati ali 'Est e poi uccisi dalle loro stesse tribù quando ritornavano a causa delle storie che raccontavano sui bianchi - cosa che diventa parte della storia di Nessuno. La nozione di ciò che Nessuno chiama "passare attraverso lo specchio" sembra avere molto a che fare con il modo in cui è strutturato il film: c'è la città industriale ali' inizio e l'insediamento indiano alla fine, il treno viaggia e la barca anche ... Sì, e si connettono in qualche modo con quell'idea astratta che Nessuno ha di far passare Blake attraverso questo specchio d'acqua e rimandarlo al livello spirituale del mondo. Ma ciò che per me è più sconvolgente è che queste culture hanno coesistito solo così brevemente, e poi quella industriale ha eliminato quella aborigena. Quelle specifiche tribù del nordovest sono esistite

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