Linea d'ombra - anno XV - n. 123 - marzo 1997

26 AMERICA AGAIN/ JARMUSCH come intrattenimento leggero, comico con una vena di serietà, era possibile ipotizzare che Jarmusch avrebbe potuto continuare su questo tono. Ma Dead Man - che potrebbe essere descritto come un serio lavoro artistico con elementi comici - lancia la sfida di proporre una linea di tendenza molto più ambiziosa del lavoro di Jarmusch, sfidando il pubblico a seguirla. La trama ruota attorno a un contabile da poco mfano di nome William Blake (Johnny Depp)- benché, caratteristica degli eroi bianchi di Jarmusch, non abbia mai sentito nominare un poeta con quel nome - il quale viaggia verso il West con la promessa di un lavoro in un'acciaieria di proprietà di un certo Dickinson (un cammeo di Robert Mitchum), solo per scoprire che il posto è già stato occupato. Subito dopo, a letto con una donna di nome Thel Russell (Mili Avita!), si trova improvvisamente a uccidere il suo precedente amante (Gabriel Byrne), che è nientemeno che il figlio di Dickinson, per legittima difesa dopo che questo ha ucciso la donna. Ferito seriamente da un proiettile nella scaramuccia, Blake passa il resto del film morendo - per la maggior parte del tempo nel deserto, e più che altro in compagnia di un indiano rinnegato chiamato Nessuno (Gary Farmer), incontrando lungo il cammino vari sconosciuti, molti dei quali cacciatori di taglie, mandati in giro da Dickinson, in cerca della ricompensa. Anche se Dead Man contiene molti elementi ricorrenti nel cinema di Jarmusch - uno "straniero" (Nessuno) che propone una critica comica e poetica al punto di vista degli altri personaggi (come il fatto che lui conosce la poesia di William Blake e William Blake stesso no); una struttura episodica; un ritmo di inizio e fine costellato da dissolvenze (ipnotiche e ossessive in questo caso, se si partecipa a ciò che avviene ne/film, e accompagnato da una improvvisata colonna sonora di Nei! Young,formidabile e minimalista); e la preoccupazione per la morte (una costante nel!' opera di Jarmusch dai tempi di Down by Law) - nonostante ciò, questa è la prima sostanziale alterazione della formula di Jarmusch da quella che aveva avuto luogo tra Permanent Vacation e Stranger than Paradise, in gran parte per i cambiamenti procurati inevitabilmente da un periodo di assestamento e da un genere hollywoodiano (il western). El' approccio ricercato, sfaccettato del film verso le varie culture indiane crea un puro contrasto con lo spaventoso ritratto dell'America bianca come un mondo primitivo e anarchico di cacciatori ditaglie senza scrupoli e sanguinose lotte piene di rancore - un ritratto che senza difficoltà può essere letto come contemporaneo. Forse la sjlda più coraggiosa deljllm alle convenzioni commerciali è il fatto di contenere una risposta ali' attuale cinema della violenza, così inquietante che il pubblico generalmente non sa decidersi se rabbrividire o ridere. In questo film ogni volta che qualcuno spara a qualcun altro, il gesto è timido, antieroico, patetico; è un atto che lascia confusione ed è privato di ogni pretesa di purezza esistenziale, generando un senso di imbarazzo e totale scomodità in chi guarda, che è il contrario di ciò che risulta dalle forme altamente estetizzate di violenza che sono diventate di rigore nella Hollywood commerciale sin dai tempi d'oro di Arthur Penn e Sam Peckinpah, e che sono state recentemente riprese, tra gli altri, da Tarantino. La mia intervista telefonica con Jarmusch ha avuto luogo in aprile, undici mesi dopo la prima di Dead Man a Cannes, e due mesi dopo aver visto il film varie volte nella sua forma finale al Rotterdam Film Festival. In parte perché avevamo già discusso del film in modo più informale nel precedente agosto, l' intervista spesso ha assunto la forma di una conversazione, durante la quale io espongo alcune delle mie reazioni al film e ascolto le sue risposte. So che il principale brano di William Blake che Nessuno cita: "Ogni Notte e ogni Mattino/ Alcuni Nascono per il Dolore/ Alcuni Nascono per il dolce piacerei Alcuni nascono per la Notte senza Fine" è tratto da Auguri di Innocenza: ma io ti ho sentito dire che alcuni versi sono citati dai Proverbi dell'Inferno e non ne ricordo alcuno. Nessuno dice: "L'aquila non ha mai perso così tanto tempo come quando si è sottomessa a imparare dal corvo". E quando lui e William Blake si incontrano ancora verso la fine del film, dice: "Guida il tuo carro e il tuo aratro sulle ossa dei morti". La cosa divertente è che suonavano come indiani nel film. Sì, era quella l'intenzione. Blake già si aggirava nel copione prima che io cominciassi a scriverlo. C'erano un po' di altre citazioni che non sono entrate nel film che sembravano molto pellerossa: "Aspettati veleno dall'acqua stagnante". "Quello che ora è provato un tempo fu soltanto immaginato." "Il corvo si augurava che ogni cosa fosse nera, la civetta che tutto fosse bianco." E Nessuno cita dal "Gospel Eterno" quando sono alla stazione commerciale: "La visione di Cristo che tu vedi/ è la più Grande Nemica della mia visione." Quanto era lunga la parte grezza su cui Nei! Young ha improvvisato la sua colonna sonora? Due ore e mezzo. Ha rifiutato di far interrompere il film in qualsiasi momento. Lo ha fatto solo tre volte in un periodo di due giorni. Nei) mi ha chiesto una lista dei momenti dove volevo la musica, e l'ha usata come una mappa, ma era in realtà concentrato sul film, così la colonna sonora è diventata come una sua reazione emozionale al film. Poi Nei! è venuto a New York per iniziare a mixare e abbiamo pensato di adattarla leggermente in alcuni punti, ma quasi mai funzionava - in generale stava bene dove lui l'aveva pensata La tua revisione finale è stata influenzata dal suo lavoro? No, cosa abbastanza strana. O forse lo è stata, inconsciamente. Il film alla fine è lungo due ore e manca molto poco della musica di Neil, così non abbiamo tagliato un granché dove c'era musica. Ma non è stata una decisione conscia. Una cosa che mi è davvero piaciuta di Dead Man è che è il tuo unico film, a parte Stranger than Paradise, che realmente stabilisce un ritmo tutto suo, un ritmo che non è di nessun altro film. Sembra che ciò sia dovuto in parte alle dissolvenze. Sì, credo che tu abbia ragione. Ma io sono la persona peggiore per analizzare il tutto e odio voltarmi indietro a ripensarci. Sfortunatamente ho dovuto riguardare Stranger than Paradise di recente per prepararne l'uscita in laserdisc negli Stati Uniti, ed è stato davvero doloroso; non lo vedevo dal 1984. Ma credo che ci sia qualcosa di simile tra di essi per il fatto che hanno ritmi molto particolari che sembrano scaturire dalle storie stesse. Non sembra imposto nello stesso modo in cui potrebbe esserlo in Down by Law o quelli più apertamente episodici. Ha un ritmo molto strano. Io credo - non so se questo sia molto esatto, è solo nella mia mente - che sia ritmicamente più vicino ai vecchi film giapponesi ... Mentre giravamo, avevamo quello in un angolo della mente: che le scene si risolvessero in e per se stesse, senza essere determinate dall'immagine che veniva a seguire. Quando Blake sta viaggiando verso Ovest in treno e vede altri passeggeri che sparano a un bufalo, compare una scritta che

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