Linea d'ombra - anno XV - n. 123 - marzo 1997

18 AMERICAAGAIN/CAREY Tutti ci sentivamo bene in quel momento. Era piacevole avere la propria foto sui giornali. E, per l'ennesima volta, cambiammo opinione su Gleason. Il consiglio della contea tenne un'altra assemblea e diede nome "Gleason avenue" alla strada non asfaltata che portava su a Bald Hill. Poi andammo tutti a casa e aspettammo gli americani che ci erano stati promessi. Non ci volle molto prima che arrivassero, benché all'epoca ci sembrò un'eternità, e passammo sei lunghi mesi non facendo altro della nostra vita che aspettare gli americani. Ebbene, arrivarono. E lasciatemi dire come è andata a finire. Gli americani arrivano ogni giorno in pullman e automobili e qualche volta i più giovani arrivano in treno. Ora c'è una piccola pista di atterraggio vicino al cimitero di Parwan e così arrivano anche lì, con piccoli aeroplani. Phonsey Joy li porta al cimitero New York,Coney lsland.FotoKennethJarecke/Contact/G Neri. dove possono vedere la tomba di Gleason e poi su a Bald Hill e infine giù in città. Sta guadagnando bene da tutto questo. È bello vedere qualcuno che ci guadagna. Phonsey sta diventando un uomo impo1tante nella città ed è entrato a fare parte del consiglio della contea. Su Bald Hill ci sono una mezza dozzina di telescopi attraverso i quali gli americani possono spiare la città e rassicurarsi che quella città laggiù è la stessa di quella su Bald Hill. Herb Gravney vende loro gelati e bibite e rullini di ricambio per le loro macchine fotografiche. Lui è un altro che sta guadagnando bene. Ha comprato tutto il modello dalla signora Gleason e fa pagare cinque dollari americani per l'entrata. Anche Herb fa parte del consiglio ora. Ci sta guadagnando proprio molto bene. Vende loro i rullini fotografici in modo che possano fare le foto alle case e alle persone del modello e poi possano scendere in città con le loro mappe speciali e scovare le persone in carne e ossa. A dire il vero la maggioranza di noi è abbastanza stanca del gioco. Arrivano cercando mio padre e gli chiedono di fissare le marce della bicicletta di Dyer. Guardo mio padre attraversare la strada lentamente, con la testa giù china. Non saluta più gli americani. Non gli fa domande sulla televisione a colori o su Washington D.C. Si inginocchia sul marciapiede davanti alla bicicletta di Dyer. Loro gli stanno attorno. Spesso si ricordano della riproduzione in maniera inesatta e cercano di far mettere mio padre nella posa sbagliata. In principio discuteva con loro, ma ora non contesta neanche più. Fa quello che gli chiedono. Lo spingono da una parte ali 'altra e si preoccupano dell'espressione sulla sua faccia che non è più quella che era una volta. Poi so che verranno a scovare me. Io sono il prossimo sulla mappa. Per qualche motivo sono molto famoso. Vengono a cercare me e la mia pompa di benzina, cosa che hanno fatto per anni fino ad oggi. Io non li aspetto con entusiasmo perché so, prima ancora che mi raggiungano, che saranno delusi. "Ma questo non è il ragazzo." "Sì," dice Phonsey, "è proprio lui". E mi persuade a mostrare loro il mio documento. Lo esaminano con sospetto, toccando la carta come se si potesse trattare di un'abile contraffazione. "No", affermano. (Gli americani sono così presuntuosi.) "No," scuotono le loro teste, "questo non è il ragazzo autentico. Il vero ragazzo è più giovane". "Ora è più anziano. Era più giovane." Phonsey si mostra stanco quando glielo dice. Lui si può permettere di apparire infastidito. Gli americani mi scrutano da vicino. "È un ragazzo diverso." Ma alla fine tirano fuori le loro macchine fotografiche. Io sto in piedi con risentimento e cerco di apparire divertito come lo ero una volta. Gleason mi vide mentre me la spassavo ma non riesco più a ricordarmi cosa provavo. Stavo guardando Brian Sparrow. Ma anche Brian è stanco. Trova difficile fare le sue pagliacciate grottesche e per gli americani il suo piccolo spettacolo non è affatto comico. Preferiscono il modello. Io lo guardo con tristezza, dispiaciuto perché deve recitare per un pubblico così disinteressato. Gli americani pagano un dollaro per avere il diritto di farci le foto. Una volta che hanno dato il denaro si angustiano per il fatto di essere stati imbrogliati. Passano il loro tempo rimanendo delusi e io passo il mio tempo sentendomi colpevole per avere in qualche modo disatteso le loro aspettative diventando più grande e più triste. © Peter Carey. Tratto da The Fat Man in History, UQP 1974

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