Linea d'ombra - anno XV - n. 123 - marzo 1997

16 AMERICAAGAIN/CAREY JJ Kennedy,196 l. FotoCornei!Capa/Magnum/Contrasto. Phonsey Joy portò il vecchio signor Gleason al cimitero appena fuori della città, vicino alla stazione ferroviaria Parwan mentre la signora Gleason lo seguiva in taxi. La gente vide passare il carro funebre malandato e pensò: "Gleason", ma non molto di più. Successivamente, dopo meno di un mese che Gleason era stato sepolto nel cimitero solitario vicino la stazione ferroviaria Parwan, gli operai cinesi tornarono. Li vedemmo spingere le loro biciclette su per la collina. lo stavo in piedi vicino a mio padre e Phonsey Joy e ci domandammo cosa stesse succedendo. ln seguito vidi anche la signora Gleason camminare faticosamente su per la collina. Quasi non la riconobbi, perché non aveva con sé il suo carrello. Portava invece un ombrello nero e camminava lentamente su Bald Hill e fu solo quando si fermò a prendere fiato e si chinò in avanti che la identificai. "È la signora Gleason," dissi, "con i cinesi". Ma fu solamente il mattino seguente che fu ovvio cosa stava accadendo. La gente si affollò nella strada principale come fa di solito quando c'è un funerale importante ma, invece di guardare verso l'angolo con la Grant street, tutti guardavano verso Bald Hill. Durante tutto quel giorno e il giorno seguente la gente si riunì per contemplare la demolizione delle mura. Vide gli operai cinesi affrettarsi avanti e indietro, ma fu solo quando abbatterono una grossa parte del muro che era di fronte alla città che ci rendemmo conto che in effetti c'era qualche cosa all'interno. Era impossibile vedere che cosa fosse, ma lì c'era senz'altro qualche cosa. La gente stava in piedi perplessa e puntava il dito per indicare la signora Gleason ogni volta che si spostava per controllare il lavoro. Alla fine, da soli o in coppia, in bicicletta o a piedi, l'intera città si spostò su Bald Hill. Il signor Dyer chiuse la macelleria e mio padre tirò fuori il vecchio camioncino Chev e infine arrivammo su Bald Hill con venti persone a bordo. Si ammassarono sul pianale posteriore aggrappandosi alle barre di chiusura e mio padre con un viso accigliato si fece strada attraverso la ressa di biciclette e parcheggiò non appena il sentiero polveroso diventa decisamente ripido. Camminammo a fatica su per questo ultimo viottolo scosceso, non sospettando neanche per un attimo ciò che avremmo trovato in cima. Era molto tranquillo lassù. Gli operai cinesi lavoravano diligentemente, mentre rimuovevano il terzo e il quarto muro e pulivano i mattoni che accatastavano ordinatamente in grandi mucchi. La signora Gleason non diceva neppure una parola. Se ne stava nell'unico angolo rimasto delle mura e osservava con aria di sfida la popolazione che stava a bocca aperta dove prima sorgeva un altro angolo. E tra noi e la signora Gleason c'era la cosa più incredibile e meravigliosa che io avessi mai visto in vita mia. Per un attimo non la riconobbi. Stavo in piedi con la bocca spalancata e respiravo la sorprendente bellezza di ciò che vedevo. Poi mi resi conto che era la nostra città. Gli edifici erano alti due piedi ed erano un po' grossolani ma molto precisi. Vidi il signor Dyer dare una gomitata a mio padre e sussurrargli che Gleason aveva riprodotto perfino la "A" scolorita dell'insegna "Macelleria" del suo negozio. Penso che in quel momento fummo tutti sopraffatti da un sentimento di pura gioia. Non riesco a ricordare di essermi mai sentito così sollevato e felice. Forse era un'emozione infantile, ma alzai lo sguardo verso mio padre e vidi diffuso sul suo viso un sorriso di un tale calore che capii che anche lui provava la stessa cosa. In seguito mi disse che secondo lui Gleason aveva

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