Linea d'ombra - anno XV - n. 123 - marzo 1997

Bacio. Foto Elliol Erwitt/Magnum/Contrasto. salite che portavano dentro e fuori la strada principale. Nella nostra città era uno spettacolo abituale vedere la gente spingere biciclette. Esse rappresentavano un fardello oltre che un mezzo di trasporto. Anche Gleason aveva una bicicletta e ogni giorno all'ora di pranzo la spingeva e pedalava dagli uffici della contea fino alla sua piccola casa ricoperta di assi di legno sulla Mason lane. Era situata a tre miglia di distanza e la gente diceva che andava a casa per pranzo perché era uno difficile da accontentare e che non avrebbe mai mangiato né i panini fatti da sua moglie né il pasto caldo che si poteva avere al caffè della signora Lessing. Mentre il signor Gleason pedalava e spingeva la sua bicicletta per andare e tornare dagli uffici della contea, tutto procedeva normalmente nella nostra città. Fu solo quando andò in pensione che le cose iniziarono ad andare storte. Infatti da quel momento il signor Gleason iniziò a sovrintendere i lavori per la costruzione delle mura attorno ai due acri di appezzamento lassù a Bald Hill. Pagò troppo per quel terreno. Lo comprò da Johnny Weeks che ora, sono sicuro, crede che l'intera faccenda sia stata colpa sua, prima di tutto per avere truffato Gleason e poi per il fatto stesso di avergliela venduta. In ogni caso Gleason assunse alcuni cinesi e iniziò a lavorare alla costruzione del suo muro. Fu allora che capimmo che lo avevamo offeso. Mio padre pedalò per tutta la salita su fino Bald Hill e cercò di parlare al signor Gleason all'esterno del muro. Gli disse AMERICAAGAIN/CAREY 13 che per noi non c'era ragione di costruire muri. Che nessuno voleva spiarlo o curiosare qualsiasi cosa volesse fare su Bald Hill. Disse che nessuno era minimamente interessato a lui. Il signor Gleason, vestito con una nuovo giacca sportiva, si pulì gli occhiali e sorrise distrattamente guardandosi i piedi. Mio padre, mentre tornava in bicicletta, pensò di avere calcato troppo la mano. Era ovvio che eravamo interessati al signor Gleason. Tornò in dietro e gli chiese di partecipare a una festa da ballo che si sarebbe tenuta il venerdì successivo, ma lui rispose che non ballava. "Bene, allora," disse mio padre, "in qualsiasi momento almeno ci venga a fare una visita". Il signor Gleason tornò a controllare la famiglia di operai cinesi che lavoravano alla costruzione del muro. Bald Hill dominava dall'alto la città e, dalla stazione di rifornimento di mio padre, si poteva stare seduti e guardare il muro crescere. Era un panorama interessante. Lo guardai per due anni, mentre aspettavo i rari clienti. Dopo la scuola e durante i sabati avevo tutto il tempo possibile immaginabile per osservare i tormentati progressi del muro del signor Gleason. Era meticoloso come il ticchettio di un orologio. A volte riuscivo a vedere i manovali cinesi camminare con una andatura veloce ma regolare mentre portavano i mattoni su lunghe tavole di legno. La collina era spoglia e sulla sua nudità il signor Gleason stava costruendo, per una qualche ragione, un muro.

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