to. E l'immagine di un lattante curdo che si avvolge in uno straccio e che si getta in un buco, immagine di cui si crede senza dubbio di attenuare l'orrore combinandola con cifre assurde (come si può dire dopo due giorni di esodo che ci sono 1.200.000 rifugiati - perché non 1.237.486? - quando non si è neppure capaci di dire esattamente quanti manifestanti sono sfilati sotto i nostri occhi dalla République alla Bastiglia?). Ma ecco, una verità misurabile non può che essere più vera ancora. E le migliaia di hezbollah esaltati che ci esibiscono infiammano il terrore pieno d'odio per l'islam folle accampato alle nostre porte ... E qualche malvivente, di sicuro immigrato, filmato in una banlieue qualsiasi, che in qualche secondo lega per sempre, nella paura, immigrazione e delinquenza. E gli eterni uomini in uniforme, gli stessi ovunque, nel Libano, in Nicaragua o in Cambogia, e che sparano su non si sa chi, non si sa perché, non si sa quando. E i cadaveri di non si sa chi che marciscono nelle strade di città sconosciute, le sommosse, le città che bruciano, i poliziotti mascherati da insetti neri che sparano su giovani armati di pietre, col fazzoletto sul viso, tutte queste immagini indifferenziate di violenza e di morte, di stupidità e ferocia che ci sono gettate in faccia senza che abbiamo il tempo di spiegarcele, senza che si abbia il tempo di comprenderle e che hanno su di noi un solo e medesimo effetto: una paura, un disgusto paralizzanti che ci rendono stupidi, inerti e vergognosi. Il pericolo più grande dell'osceno viene di qui: da questa incapacità di pensare in cui ci immerge, incapacità di prendere la vera misura delle cose, ed eventualmente di agire. Solo le immagini hanno questo potere (la religione ebraica sa che deve diffidare di esse) e la televisione è quasi la sola a presentarle in modo che combinino sempre il troppo e il non abbastanza, il troppo di presenza nuda e il troppo poco di intelligibilità. Non soltanto EmilTode GiiranTunstriim TERRA LORATORIO DICONFINE DINATALE pp. 176- Lire 20.000 pp. 400-Lire 32.000 L'eventodellaFiera UnasagaditregenediFrancoforte '95. li razionicheparladi rapportoconflittuale amore,speranza,rte traEsteOvesteI'au- e musica. li capolatoritrattodi unaco- varocheha rivelato scienzaquasiandro- unodeigrandinarragina,nelprimoro- tori contemporanei manzodellarivela- svedesidellageneralrr.11.fCIRl!.A zionedellaletteratura zionedi Gustafsson dellanuovaEstonia. edEnquist. StiRf>J11crnian StigDagerman Arto Pulilinna ArtoPaasilinna !GIOCHI ILBOSCO DELLANOTTE DELLEVOLPI pp.172-Lire 18.000 pp. 240-Lire 26.000 Larivoltadiungiova- Dell'imprevedibile e nealla'dittaturadel- fantasiosoautoredell'angoscia". 'Espio- l'Annodellalepre, il ratore dell'inferno nuovoromanzosemquotidiano", sconfit- preambientatonelle to.Dopo I/ viaggiato- forestenordiche,in_ re, ottonuoviraccon- fugadalmondo,in ti dell'autoreculto totale 1mmers1one svedese. lrr.R?òrti.,\ nellanaturalappone. Via Palestro, 22 - 20121 Milano - Tel. (02) 781458 Fax (02) 798919 ATTUALITÀ/BENSA"iD75 non viene insegnato niente realmente, come viene comunicato un vero sapere, una vera informazione, ma, facendoci credere che si sa perché si è visto, siamo dispensati dal sapere realmente qualcosa. Sul "si dice" in immagini si posano, già bell'e pronte, delle opinioni-immagini, povere e uniformi. Consensuali. L'opinione dominante è "realistica", priva d'illusioni. Ai suoi occhi, le cose sono solo quelle che sono e il mondo è governato da leggi che sfuggono alla nostra comprensione. La televisione riflette e rinforza questa visione perché privilegia sempre una presentazione oggettiva del reale, a spese di una rappresentazione elaborata del vero. Ciò che ci mostrano i sex-shop, ciò che il satiro esibisce, ciò che ci impongono le immagini televisive, non sono verità svelata, ma solo una realtà nuda, oscena, parai izzante. Il pudore, il rispetto del segreto, della decenza, del privato, non sono un inganno destinato a nascondere pensieri inconfessati e a salvaguardare interessi sospetti ... Non designano ciò di cui, in nome della trasparenza, occorrerebbe parlare, a ogni costo e con coraggio. Sono anche ciò che impedisce che il vero sia ridotto al reale, l'amore all'oggetto sessuale, la vita pubblica e privata ai suoi retroscena, gli avvenimenti del mondo a immagini brutali o insignificanti. È possibile, nella vita, sottrarsi all'oscenità delle cose, rimettendole in situazione, riflettendovi. È più difficile sfuggire alla violenza ottusa delle immagini. Basterebbe tuttavia leggere i giornali e ascoltare la radio invece di guardare la televisione. Perché no? (da "Le Nouvel Observateur", coli. "Dossiers", 7, 1991, pp. 46-47; ripubblicato con il titolo L' obscène en scène in N. BensaYd, Un médecin dans son temps, a cura di Nadine Fresco, Éditions du Seui I, Paris 1995, pp.311-317) noidonne ' e... ► un appuntamento al mese con informazioni notizie e riflessioni raccolte e scelte con gli occhi delle donne ► un laboratorio di giornalismo femminile che dura da 50 anni coN noidonne lt30çlaria UNPERIODICO DILIBRIEPERCORSI DILETTURA IN EDICOLA I PRIMI DEL MESE E IN ABBONAMENTO PER INFORMAZIONl 0TELEFONA AL
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