Linea d'ombra - anno XV - n. 122 - febbraio 1997

FROM LeonardoTreviglio Leonardo Treviglio, nato a Milano, è stato attore per diversi anni nella compagnia del Living Theatre e poi per cinque anni ali' Accademia di Kathakali in India. È tornato in Europa nel 1975 e ha interpretato molti film, da Sehas1iane, di Derek Jarman ( 1975) dove era protagonista, a lo hallo da sola, di Bernardo Bertolucci ( 1996). Ha pubblicato nel 1976 presso Guanda la raccolta di poesie EUL. 1 Con una giusta dose di sano protagonismo, necessità quasi corporea, corro corro con un microfono in testa. Lancio maledizioni a un'ascensore che s'attarda mentre una nebbia di paroloni ridondanti sta già cercando d'invalidare il candore iniziale. Forza, devo mettere su carta il titolo annegato di questa canzone che annaspando sta per riaffiorare. Fro111. Più che rumore, suono. È tutto in una scatola rossa. Un pacco regalo, pieno di fogli avvizziti e fiocchi impolverati. Ci sarà da forgiare gli spazi, azzardare gli accenti, aprire qualche oblò liberare le puzze precotte stagnanti e memori di un viso opalescente di due fessure smeraldine, mezzelune velenose e lucenti. 2 Sono giorni meravigliosi questi siamo tutti malati, raffreddati A ottobre inoltrato siamo tutti in camicia, i più fortunati al sole, senza. 3 "Mi piace giocare e tu devi dirmi quello che più ti piace fare e se vuoi entrare ci devi solo provare." Spostiamoci, cerchiamo di prendere il riverbero dei lampioni, perché quello che desidero di più è poterti guardare. 4 La luce blu del mattino la prima avvisaglia del giorno è così bella e mi ricorda che non sono più un bambino che dovrei essere a letto invece di fare il cretino! Com'è bella la luce blu del mattino ... 5 Così si rifiuta tutto medaglie e divise, discipline e allori. Mi tolgo tutto per rimanere sempre più solo tra i topi agguerriti di classificazioni che guardano il corpo nudo che tenta, riprova a suonare la stessa vecchia solfa. Con occhio vigile, tondo, vitreo da attento spettatore istruito e religioso non applaude ma osserva con meraviglia il rito che si gratta il naso scuote il capo, il viso se lo asciuga, donando senza nessuna prudenza, bacche e ribes, gocce di sudore che cercano disperatamente di irridare di vita la fortunata visita. 6 Se trovassi il coraggio di liberarmi della timidezza l'ammazzerei ... Se non avesse alcun fascino lo troverei ... A delitto compiuto finalmente libero da tutti i proponimenti prenderei un tamburo e dentro ogni tasca ti toccherei per distruggere l'inibizione che ancora tentenna. Le mani solo le mani conoscono il linguaggio tra peli biondi e polpastrelli unghie non curate i tuoi capelli ... Se trovassi il coraggio di liberarmi della timidezza l'ammazzerei ... Se non avesse alcun fascino lo troverei ... 7 La discesa non dà né pane né acqua. Tutto s'accende e rimane acceso se l'impianto elettrico è stato attentamente rimesso a nuovo.

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