Linea d'ombra - anno XV - n. 122 - febbraio 1997

E mi porterò la gabbanella lavata e rilavata cento volte, macchiata di tutti i gialli delle cucine che ho dipinto. Dio, non ti dispiace se mi tiro dietro tutte le mie cucine? Contengono le risate e le minestre di famiglia. Per reggipetto (bisogna parlarne?), quello nero imbottito che deluse un mio amante. Me lo tolgo e lui dice "Dov'è finita tutta quella roba?" E mi porterò iI prémaman del nono mese, una finestra sulla pancia d'amore da cui le bimbe son sbucate come mele, le acque rotte al ristorante, e fu quella casa rumorosa in cui mi piacerebbe morire. Per le sottovesti sceglierò cotone bianco, le mutande dell'infanzia, che era il diktat di mia madre: le brave ragazze mettono solo cotone bianco. Se mia madre fosse vissuta tanto da vederle Avrebbe affisso un WANTED all'ufficio postale per quelle nere, rosse, blu, che mi son messa. però mi andrebbe proprio benone morire da brava ragazza aulente di varichina e ammorbidente. Ma in una taglia da sedicenne morirei piena di domande. traduzione Rosaria Lo Russo Il silenzio Piiì scrivo, piiì mi sembra che il silenzio mi eroda. La mia camera è imbiancata come una stazione di polizia in campagna e altrettanto silenziosa; più bianca di ossa di pollo che il chiaro di luna stinge, pura spazzatura, e altrettanto silenziosa. Dietro di me c'è una statua bianca e piante bianche che crescono come vergini oscene tirando fuori lingue gommose ma senza dire nulla. I miei capelli sono quelli neri, bruciati nel fuoco bianco e carbonizzati. Anche il mio rosario è nero, venti occhi vomitati dal vulcano, tutti contorti. Sto riempiendo la stanza (C.K. Williams) AnneSexton. di parole che escono dalla mia penna come aborti. Le mie parole si impennano nell'aria e rimbalzano come palle da squash. Eppure c'è silenzio. Sempre. Come un'enorme bocca di bambino. Il silenzio è morte. Tutti i giorni, sconvolgente, viene a sedersi sulle mie spalle, un uccello bianco, e becca gli occhi neri e il muscolo rosso vibrante della mia bocca. POESIA/SEXTON 61 traduzione di Edoardo Zuccata Le liriche sono pubblicate per gentile concessione del 'editore Croce/ti.

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