Linea d'ombra - anno XV - n. 122 - febbraio 1997

60 POESIA/SEXTON ww Anne Sexton POESIE Sognando le poppe Madre, strana faccia di dea sospesa sopra la mia casa di latte, quel tenero rifugio, ti ho mangiata. Tutto ciò di cui avevo bisogno era finirti, come un pranzo. Ciò che mi davi lo ricordo in un sogno: le braccia lentigginose, che mi avvolgevano; la risata, da qualche parte sul mio cappello di lana; le dita che, maledette, mi allacciavano le scarpe, le poppe penzolanti come due pipistrelli che si lanciavano contro di me, rovesciandomi giù. Le tette che ho conosciuto a mezzanotte si infrangono come il mare in me adesso. Madre, mi sono messa delle api in bocca per evitare di astenermi dal cibo ma ciò non ti ha fatto del bene. Alla fine hanno tagliato via le poppe e il latte si è riversato fuori sulla mano del chirurgo che le strinse a sé. Io gliele presi, le piantai. Ho messo un lucchetto su di te, madre, caro essere umano morto, così le tue grandi campane, questi due grandi pony possono andarsene, galoppando, galoppando, dovunque tu sia. traduzione di Antonello Satta Centanin L'affezione che conduce alla morte Dio uscì da me come se il mare fosse diventato secco come la carta vetrata, come se il sole fosse diventato una latrina. Dio uscì dalle mie dita. Esse divennero pietra. Il mio corpo si trasformò in un pezzo di carne di montone e disperata vagai per il mattatoio. Qualcuno portò, nella mia disperazione, delle arance. Ve n'era una che non potevo mangiare perché Dio era dentro quell'arancia. Io non potevo toccare ciò che non mi apparteneva. Arrivò il prete, disse che Dio era perfino in Hitler. Io non gli credetti perché se Dio è in Hitler Dio poteva essere anche in me. Non udii i rumori dell'uccello. Erano finiti. Non vidi le nuvole ammutolite, vidi soltanto il piccolo disco bianco della mia fede rompersi nel calice. Incominciai a dire: vorrei avere qualcosa che mi faccia tirare avanti. La gente allora mi diede Bibbie, crocifissi, una margherita gialla: io non potevo toccarle, io che ero una casa piena di sommovimenti intestinali io che ero un altare sfigurato io che volevo strisciare verso Dio non mi potevo muovere non potevo mangiare pane. Per questo, un pezzetto dopo l'altro mangiai me, e le lacrime mi lavarono, onda dopo onda, codarde, inghiottendo un bubbono dopo l'altro e Gesù ristette sopra di me guardando verso il basso ed Egli rise nel vedere che ero persa e mise la Sua bocca sulla mia, soffiò in me la Sua aria. Mio caro, fratello mio, dissi, e diedi la margherita gialla alla pazza del letto accanto. traduzione di Antonello Satta Centanin Vestiti Indossa una camicia pulita prima di morire, disse un russo. Niente sbrodolature, per piacere, né macchie d'uovo, né sangue né sudore, né sperma. Tu mi vuoi monda, Dio, allora cercherò di accontentarti. Il cappello del matrimonio andrà bene? Bianco, a tesa larga, con piccolo addobbo di fiori finti. È vecchio stile, va di moda come un acaro, ma ci sta morire con qualcosa di nostalgico.

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