Linea d'ombra - anno XV - n. 122 - febbraio 1997

' UNA CIVILTAESAUSTA L'EUROPVAISTADAORIENTE Incontrocon SerenaDaniele Emil Tode è lo pseudonimo di Tonu Onnepalu, autore del romanzo Terra di confine pubblicato da Iperborea. Il libro ha suscitato polemiche a causa dell'argomento "scabroso" trattato, ovvero il tema dell'erotismo omosessuale. Giornalista e poeta, ha pubblicato in Estonia il suo secondo romanzo// prezzo. Tu hai dato voce e pensiero a un personaggio che sembra determinato a incarnare, agli occhi del 'occidente, il prototipo del 'europeo cieli'Est ... li personaggio del romanzo tende a nascondere qualunque senso di identità, qualunque appartenenza, è distante e sradicato. Il suo delitto proviene dall'elaborazione di questa distanza; è comodo per lui fingere di essere quello che l'Europa vuol credere, una sorta di mendicante della democrazia. Sono cresciuto durante il regime sovietico e posso dire che la propaganda funzionava in entrambe le direzioni ... Era questo ad accentuare la distanza, contribuendo all'immagine nebbiosa e torbida dell'Est contrapposto ali 'Ovest netto e definito. Il regime è considerato un periodo anomalo, del tutto straordinario, rispetto alla storia del paese, ma la gente che lo ha vissuto lo ha anche considerato normale. C'è qualcosa cli quel periodo che ha contribuito a formarti come autore? Beh, io credevo nella propaganda (sorride) ovvero credevo nei progressi di cui si parlava negli anni sessanta e settanta. La tecnologia soprattutto. Allora, le aspettative della gente avevano preso a cambiare velocemente, in modo non diverso che dal resto dell'Europa ... Da quanto ho potuto vedere, non ho dubbi che si potesse vivere normalmente ... Ah, allora sei stata in Estonia? Sì, ho visitato Tallinn. Venivo da Mosca e mi è sembrata la città più pulita e ordinata che avessi mai visto... Ti sbagliavi (sorride) È solo una città di stile germanico, completamente concepita dai tedeschi. ... Volevo sapere se c'è stato qualcosa che ti abbia mosso contro il regime, qualcosa che ti abbia reso piùforte, o più critico verso quel periodo. Beh, diciamo che in Estonia siamo talmente abituati a essere contro il regime che è diventato un luogo comune. Non avevo nessuna difficoltà a schierarmi. Ma questa opposizione era anche molto superficiale ... Voglio dire, molti che erano "contro" solo per omologazione, trovavano anche il loro spazio per far carriera. Ci si abitua a tutto, no? Lo dice anche il tuo protagonista. Ma ti assomiglia? Assolutamente no. Facciamo solo lo stesso lavoro. GEOGRAFIELETTERARIE/TODE21 EmileTode FotoGiovanniGiovannetti/Effigie. Infatti questo è un elemento molto interessante. Per le persone che si avvicinano ad altre lingue e ad altre culture, la traduzione è il primo modo di accedervi. Nel romanzo, invece, il protagonista non si serve aflàtto della conoscenza della lingua per eentrare nella realtà che lo ospita. La traduzione resta un mezzo, magari per guadagnarsi da vivere, ma non per entrare in contatto. È così, infatti. Mentre traduci, è come se ti accostassi a uno sconosciuto, parli con altre parole. E oltretutto non è detto che il lettore riesca ad avvicinarsi a quelle cose attraverso la tua traduzione. A volte si commettono errori tremendi e i lettori sono costretti a prenderli per buoni. Nel romanzo emergono fortemente alcuni temi: il rifiuto della nostalgia, ad esempio, e la solitudine intesa come rifiuto cliun certo tipo di civilità direi quasi ... esausta. È vero? li rifiuto della nostalgia è un punto di vista. Voglio dire, in qualche modo abbiamo scoperto l'Europa, l'Occidente, ma non c'è niente di veramente nuovo. All'inizio può essere sconvolgente, ma poi diventa facile da capire e infine quasi banale. Ci sono anche, a mio avviso, due punti cli vista: quello del protagonista sul!' Europa e l'idea che l'Europa si èfatto di lui. È un tuo modo di pensare? Non esageriamo. Se nel romanzo si avverte la distanza dal1'Europa vuol dire semplicemente che per quella persona è diffi-

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