20 GEOGRAFIELETTERARIE/KUREISHI FotoEligioPaoni/Contrasto. ro britannico. Naturalmente gli scrittori come Naipaul o lo stesso Walcott, hanno descritto questi conflitti creatisi tra l'impero e le colonie e da questa forma di controllo estetico sono emerse molte fo1me di espressione culturale. È interessante vedere quanti scrittori oggi, e in quanti Paesi, hanno deciso di applicarsi su questi argomenti: basterebbe il caso davvero sintomatico di Rushdie. E questo tanto in Gran Bretagna, quanto al di fuori dei suoi confini. Parecchio tempo dopo la morte dell'impero, continuano quindi a esistere riflessi culturali di quell'esperienza. Non ci sono pericoli di supremazia, quindi? Quelli dei quali abbiamo parlato sono scrittori con una immaginazione davvero molto potente. Non riescono a essere fermati nemmeno da unajatwa (la condanna che ha colpito Rushdie, N.d.R.), pensate un po' se possono temere un fantasma lontano come quello della colonizzazione. Mal' etichetta di scrittori "etnici" e "multiculturali" che viene applicata a lei e a altri come Ishiguro, Rushdie e Naipaul, nonnasconde il rischio di confondere la letteratura con i suoi contenuti? Tutti gli scrittori che lei ha nominato - ma ce ne sono molti altri canadesi, indiani, pakistani - hanno una precisa identità. In più, sono tutti sono al centro della riflessione culturale contemporanea. È molto importante riconoscere questo e non vederli come locali o periferici. Questo equivoco potrebbe effettivamente nuocere alla loro interpretazione. Ma mi sembra che oramai tutti siano disposti a riconoscere che le colonie sono venute a colonizzare l'Europa. Niente sarà più come prima. E se il futuro è una scommessa, le opinioni di tutti possono contribuire a comprendere quello che saremo domani. Io non so dare risposte, posso solo raccontare una realtà - quella della commistione e della convivenza, con i suoi mille problemi - che mi sembra importante. Comunque sia, il futuro partirà da questo dato di fatto. Abbiamo citato alcuni nomi di autori che, magari da un punto di vista diverso e in alcuni casi prima di lei, hanno affrontato temi molti simili a quelli attorno ai quali ruotano i suoi libri: il problema del!' identità negata, della difficile convivenza tra razze diverse, i retaggi della colonizzazione. Si ha l'impressione, però, che lei non ami molto essere incluso in questo filone ... Difficilmente mi capita di mettermi a confronto con altri scrittori: effettivamente la generazione che mi ha preceduto, per me non è stata così importante. Ho imparato di più dai Beatles, negli anni sessanta, che da Kerouac o dalla beat generation. Chi potrebbe negare, per esempio, che Naipaul è un grande scrittore? A me, però, risulta noioso. Lo stesso discorso vale per i miei coetanei: se abbiamo un passato simile e raccontiamo storie con dei punti di contatto è una pura coincidenza. Io non leggo i loro libri, perché sono tutte voci che cercano di oscurare la mia. Un artista deve partire sempre dalla propria immaginazione. Questo è quello che conta. Deve trovare la propria voce, quanto più possibile diversa da quella degli altri.
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