Linea d'ombra - anno XV - n. 122 - febbraio 1997

FotoGin Angri/G Neri. politici che non si sono affatto preoccupati dei problemi della gente. Nadia, uno dei personaggi di Con la tua lingua giù per la mia gola, parlando del Pakistan lo de.finisce un paese senza speranza, dove anche i rivoluzionari sono corrotti. Dopo la deposizione di Benazir Blnlffo il suo giudizio sembra decisamente profetico ... Il Pakistan è un paese nato per errore. Quando gli inglesi abbandonavano le loro colonie, spesso trovavano utile tagliare in due ciò che lasciavano: lo hanno fatto in Israele, a Cipro, in Pakistan e in Irlanda. Ne segue che le due parti tendono immediatamente ad avere conflitti fra di loro ... Ma quello del Pakistan è un caso ancora più complesso: perché è una nazione basata su una ideologia religiosa. Quindi, per la sua stessa natura, deve essere autoritaria. Per questo il mio personaggio parla di un paese senza speranza. Ma è vero che uno dei suoi zii fu tra i padri fondatori del Pakistan? La mia famiglia è stata in effetti, fin dal principio, politicamente impegnata nella costituzione del nuovo stato. Anche mio padre era un grande amico del padre della Bhutto. Per questo la mia famiglia ha sofferto molto, quando il paese è caduto sotto l'influenza dei mullah e delle loro assurde regole religiose. In quel momento gli ideali liberali di un'intera generazione anglofona venivano traditi e vanificati ... Sì, assolutamente. È proprio così. La generazione di dirigenti liberali degli anni sessanta, è stata spazzata via dallo strapotere GEOGRAFIE LETTERARIE/KUREISHI 19 dei religiosi che avevano e hanno la loro roccaforte in tutte le moschee. Quindi mi sembra di capire che lei rimane molto pessimista, circa i/futuro del suo paese d'origine? È un paese molto pericoloso e violento, addirittura più corrotto dell'Italia. È molto difficile prevedere cosa accadrà. Non si può però pensare al futuro lasciandosi andare a una ingenua speranza. Ricordando la sua i11fanzia,lei ha raccontato - in uno scritto autobiogra.fi'co premesso a My beautiful Laundrette - che non poteva sopportare di essere se stesso, cioè un inglese di origini pakistane, in anni di razzismo crescente. La letteratura l'ha/orse aiutata a essere se stesso, senza vergognarsi? Sì, la scrittura è sempre stato il mio modo per negoziare con il mondo esterno. Senza la letteratura, quindi, quel con.fi·ontosarebbe stato più drammatico. Forse persino impossibile? La scrittura mi ha aiutato a fronteggiare la vita, a confrontarmi con essa. E così mi ha fermato sulla via della follia. Derek Walcott ha detto più volte che gli inglesi sono stati spesso piiì ben disposti a restituire le terre agli ex colonizzati che non a rinunciare alla loro egemonia sul!' estetica e sulla cultura. Come vive questo rischio, lei che è inglese ma arriva dalla "peri:f'eriadell'impero"? C'è sempre stato un legame culturale tra le colonie e I'impe-

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