Hanif Kureishi IL DIFFICILEMESTIEREDI AMARE Incontrocon PaoloMattei Nel titolo di questo suo ultimo libro (Love in a blue time) compare la parola "amore". Nei racconti che lo compongono, l'amore è però un sentimento sconosciuto. Quasi tutte le coppie delle quali parla si odiano profondamente: solo il sesso riesce a legare le persone.fi·a loro. Come mai? Suppongo che accada perché amare qualcuno, in una qualsiasi forma - i propri genitori, per primi, e poi più tardi all'interno della cosiddetta relazione adulta - comporta la nascita di profondi complessi e insicurezze, che sono impliciti nel dare se stessi a un'altra persona o nell'accettare l'amore di un'altra persona. Lo vedo con i miei stessi figli: l'amore non è necessariamente qualcosa di facile. Si potrebbe dire che non è un lavoro tranquillo; anzi, è decisamente uno lavoro difficile. Per farlo, devi sporcarti le mani. Però è anche questo che lo rende così interessante. Ma perché è "blue", l'amore del quale si parla in questo libro? Il blu è un colore che per me indica una certa malinconia, ben rappresentando gli ultimi diciotto anni durante i quali abbiamo dovuto convivere con il thatcherismo ... C'è anche un riferimento, più ambiguo e sfumato, alla musica blues e a tutte le sensazioni e i sentimenti che questo ritmo è capace di evocare. Ma soprattutto era un titolo che mi piaceva. A casa ho un quaderno pieno di titoli; quando termino un libro, o anche quando ne inizio uno, scorro la mia lista di oltre cento titoli e vedo se c'è qualcosa che potrebbe andar bene. La dif/1cile convivenza tra immigrati e cittadini inglesi è ancora una volta al centro dei suoi racconti. Ma si ha I' impressione che non è tanto il razzismo in sé a interessar/a, quanto piuttosto il complesso universo interiore degli immigrati, sospesi tra due mondi ai quali non sentono di appartenere sino infondo. Ha ragione. Il racconto, infatti, è un genere letterario particolarmente adatto all'esplorazione dei mondi interiori. Serve soprattutto a guardarsi dentro, in maniera pura, senza alcun fine civile o politico. Con i film, per esempio, non succede la stessa cosa. Qui è più facile affrontare e sviscerare le questioni pubbliche, collettive e sociali alle quali lei ha fatto riferimento nella domanda. Con il passare del tempo ho scoperto che il cinema è una forma più adat-ta alle prese di posizione politiche e sociali. Ma dei miei racconti non so offrire alcuna interpretazione per così dire "pubblica". Sono qualcosa di veramente privato e personale ... Per questo mi piace lavorare usando generi diversi: il romanzo, il cinema, il racconto. Perché ogni forma è adeguata a esprimere stati d'animo ed emozioni diverse. Mi sembra che il suo primo viaggio, da ragazzo, in Pakistan abbia contribuito ad accrescere la sensazione cli vivere separaGEOGRAFIELETTERARIE/KUREISH1I 7 Hanif Kureishi Foto Nigel Arry/Katz Pictures/Contrasto to, quasi spaccato in due, tra culture diverse e inconciliabili, che agisce anche in lei che pure è cittadino inglese a tutti gli e.fletti. In effetti è stato molto importante per me andare in Pakistan e vedere il loro modo di essere, i loro costumi, che mi erano praticamente estranei, e scoprire qualche cosa di più a proposito della mia famiglia e del mio passato. Tutto ciò mi ha fatto riflettere di più su ciò che significava vivere in Gran Bretagna. Credo che questo viaggio abbia fatto sì che mi rendessi conto di quanto fossi inglese. E al tempo stesso anche cli quanto fosse ancora sensibile ai problemi del suo paese cl'origine? Anche questo è vero. Non posso negare che tra tanti zii mi sentissi a casa mia e non posso negare d'aver pensato più d'una volta di rimanere lì, ma alla fine fu forse proprio il diffuso atteggiamento antibritannico a farmi comprendere quanto fossi inglese nel profondo. È stata un'e_sperienza importantissima per me. Nel racconto Non siamo ebrei, il padre del protagonista è un immigrato pakistano che si dedica con caparbietà alla scrittura ma non trova nessuno disposto a pubblicare le sue opere. Se non sbaglio, è proprio quello che accadde a suo padre, arrivato a Londra nel 1947 per lavorare cli giorno e scrivere libri rimasti inediti cli notte ... Cos'è questo racconto, una specie cli omaggio in suo onore? Questo è il racconto del quale sono senza dubbio più fiero, più orgoglioso. Una storia che per me dice tutto ciò che volevo dire. E certamente offre un 'immagine attendibile della mia infanzia e di mio padre. Ma quanto ha influito sulla sua decisione cli scrivere questo (infelice) esempio paterno?
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