Trattoda TheComingMan di PPChoy,L Dong,M.K. Horn. un operaio della ferrovia del Nevada, non gli avesse continuamente ricordato la sua 'cinesità' rifiutando ostinatamente di parlarne". Ti riconosci in questa descrizione? Che cosa vuol significare esattamente? Questa osservazione descrive il lavoro di ricerca delle origini comune alla mia generazione di scrittori asiatico americani della West Coast, che si sentirono o inadatti e niente affatto propensi a intraprendere le carriere tradizionali del tipo medicina, legge, ingegneria, affari. Come ti ho già detto, Chio, Kingston, Wong e altri, e io stesso, siamo il prodotto della prima ondata di cinesi nati in America che hanno studiato a Berkeley. Il nostro mentore, Jackson Burgess, capì che dalla nostra comunità sarebbero emerse voci capaci di parlare in modo diverso, eppure profondamente simile, alla generazione letteraria americana. E mentre la nostra educazione nel "ghetto" ci aveva indottrinati a evitare la lingua cinese e a perdere il nostro "accento", lui ci rassicurò, e noi poi ci siamo rassicurati a vicenda sulle nostre capacità di reinventare le nostre esperienze, il nostro linguaggio, basato sulle nostre storie, invece di contare sul lessico grammaticale offerto dall '"accettazione bianca": che era poi nient'altro che assimilazione. Secondo me, noi, e io stesso, dobbiamo sempre ricordare che per poter adottare e imparare qualcosa di nuovo non dobbiamo dimenticare il nostro passato. I vecchi modelli di assimilazione nella mia educazione giovanile richiedevano che io dimenticassi o evitassi qualsiasi nozione di Cina o di Chinatown per essere "bianco". Il modello è certo assurdo, ma è il risultato della mia educazione cattolica, secondo la quale, se devo "salvarmi", devo lavare i miei peccati (di essere cinese o qualsiasi altra cosa). La CristiaGEOGRAFIE LETTERARIE/CHAN 13 nità ci avrebbe salvato e reso diversi. È il paradosso della sindrome della doppia identità tipico di questo modello di assimilazione. Ed è stato questo il modello offerto in America a tutti i gruppi non europei. Ed è per questo che io amo il paragone tra i nativi americani, distrutti dalle stragi e dall'educazione, e la mia fonnazione cristiano-cattolica, in lingua inglese. Questi paradossi sono un aspetto delle tensioni tipiche della cultura americana. Un altro naturalmente è la questione della razza. I tuoi primi racconti sono Auntie Tsia lies dying e Jackrabbit. Che cosa volevi rappresentare in essi? Prima ti ho raccontato della mia famiglia. Be', adesso devo aggiungere che ogni racconto ne tratta qualche aspetto. Auntie Tsia descrive la morte di una donna cara al narratore, un giovane che guarda indietro e ricorda un momento del passato troppo opprimente per poterlo vedere in prospettiva. Così, il tempo, la storia, come il sogno e i ricordi, sono il mezzo per riconciliarsi con questo passato. Per quanto riguarda .Jackrabbit, mi accorgo ora che è stato un primo tentativo di esplorare la storia nascosta di mio padre. A essere sincero, quando l'ho scritto non ne ero consapevole; mi sembrava una semplice coincidenza. In Auntie Tsia lies dying il narratore dice: "lama little less than what my appearance suggest - but more, however,than L am willing ever to reveal". Che stato d'animo volevi esprimere? L'ambivalenza della crisi di identità. Il personaggio cerca l'accettazione di sé mentre gli è stato insegnato a respingere gli elementi che fanno parte di lui.
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